Il Tirreno

Pistoia

Ultime carte per salvare il Cespevi

di Valentina Vettori
Ultime carte per salvare il Cespevi

Il liquidatore dovrà stimare i valori dei terreni da mettere singolarmente all’asta. E il Distretto spera in un tavolo tecnico

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Il futuro del Cespevi? Un'asta per la vendita di singoli beni e terreni, o dell’intero complesso aziendale, del Centro sperimentale per il vivaismo in via Ciliegiole. Il fiore all’occhiello dell’innovazione green a Pistoia, nato nel 1981 e sede della preziosa “Banca del germoplasma”, oggi a rischio smembramento. La società, infatti, dopo le prime due aste del marzo e del dicembre 2016 andate deserte è in liquidazione e la Camera di Commercio - socio di maggioranza con l’80% delle quote che, a seguito della riforma degli enti camerali del 2015, si è trovata a dover cedere - ha incaricato un liquidatore, il commercialista pesciatino Alessandro Michelotti, di redigere una perizia che stimi il valore di terreni e beni immobili. Poi sarà il turno di una nuova asta, dove stavolta però ad andare in vendita saranno singoli pezzi del Cespevi. «È davvero una grossa perdita per il vivaismo e per tutta la città» commenta con rammarico Francesco Mati, presidente del Distretto florovivaistico di Pistoia, e il primo a schierarsi in sostegno del Cespevi, avanzando la proposta di dar vita a una cordata di imprenditori pronti a risollevare le sorti del prestigioso centro. Un consorzio di piccole e medie imprese toscane che avrebbe dovuto rilevare il 60% delle quote della Camera di Commercio, mentre il restante 20% sarebbe stato acquisito dalla Fondazione Cassa di risparmio, che già detiene il 20% del Cespevi. Un progetto che, però, non hai mai visto la luce a causa dello scarso interesse dimostrato dal vivaismo pistoiese. «A questo punto – spiega Mati – non resta che giocare un’ultima carta. Dar vita, in continuità con il lavoro già svolto con la precedente amministrazione, a un tavolo tecnico a Palazzo di Giano fra Comune e Distretto, per capire se può ancora essere fatto qualcosa. Naturalmente, sono ben conscio dei tempi molto stretti, ma non bisogna lasciare niente di intentato». Ma se nel passato del Cespevi aveva trovato spazio anche l’idea, nell’ottica di una progettualità europea, di un grande parco scientifico, all’orizzonte rimane solo un’asta per la vendita “a pezzi” del terreno e del complesso aziendale. Quale potrebbe essere, dunque, il futuro di quell’area (21 ettari), oggi al centro di un’enorme fase di sviluppo nella parte sud della città? «L’auspicio – dice Mati – è che si tuteli il più possibile la conservazione del suolo, evitando qualsiasi edificazione». Il regolamento urbanistico del Comune di Pistoia assegna a quell’area una destinazione urbanistica di parco, ma in futuro, gli assetti potrebbero cambiare. «non voglio nemmeno pensare che prima del cambio di destinazione d’uso qualcuno possa avquistare l’area per dar vita a speculazioni edilizie», conclude il presidente del Distretto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa