Un’estate nera per gli incendi di bosco
Pistoia: piromani, caldo record e mancanza di pioggia hanno contraddistinto un luglio e un agosto tra i peggiori degli ultimi anni
PISTOIA. Con i 450 ettari andati a fuoco fra luglio e agosto nei due incendi dolosi che hanno coinvolto i boschi sulle colline di Tobbiana e sul Montalbano – a cui si aggiungono diversi incendi dolosi minori scoppiati a macchia di leopardo nel Pistoiese e gli incendi seriali appiccati nella zona di Pistoia ovest, per i quali mercoledì è stata denunciata una imprenditrice vivaistica – l’estate 2017 ha registrato il bilancio peggiore degli ultimi anni. Nel luglio del 2016 gli incendi in provincia erano stati “solo” due, e di ridotte dimensioni.
Un triste quadro quello di questa estate che, se esteso al territorio regionale, è ancora più impressionante. Fra luglio e agosto, infatti, si sono registrati 472 incendi per un totale di 1.600 ettari di superficie andata a fuoco. Complici il grande caldo, la perdurante siccità che ha inaridito terreni e boschi e i venti che, puntuali, si sono alzati sulle zone colpite dalle fiamme, gli incendi di questa estate sono tra i più gravi ad aver colpito la provincia di Pistoia. E nel caso di Serravalle gli inquirenti sono ancora al lavoro per individuare il colpevole.
«A causa del grande caldo ci aspettavamo un’estate molto difficile, e così è stato» conferma Franco Ceccherini, dal 2013 a capo del Centro operativo provinciale Antincendio boschivo (Cop Aib) di Pistoia. Una macchina operativa 24 ore su 24, che dalla Provincia è passata sotto la gestione diretta della Regione e che, in modo ormai piuttosto rodato, può contare sul contributo di decine di persone impegnate tutto l’anno nel servizio di prevenzione e spegnimento: dai Vigili del fuoco a tutti gli enti competenti in materia di protezione civile, dai Comuni ai volontari. Nel caso specifico del Centro operativo per il territorio provinciale di Pistoia, a coadiuvare i lavori ci sono anche due sezioni della Croce Rossa della Valdinievole, una sezione della Protezione civile di Pescia, otto sezioni territoriali della Vab e il personale dell’Unione dei Comuni dell’Appennino pistoiese.
Il periodo più critico per gli incendi è generalmente compreso tra il 1° luglio e il 31 agosto di ogni anno, proprio per questo nei due mesi centrali dell’estate anche il Cop di Pistoia si dota di un piano di intervento specifico ed emergenziale, sviluppato anche grazie alla collaborazione del Lamma. Il Consorzio meteorologico di Regione Toscana e Cnr elabora bollettini giornalieri con le analisi climatiche, zona per zona, in grado di calcolare il rischio di incendi e il potenziale sviluppo di questi in base al vento previsto.
«Un aiuto fondamentale per capire come poter gestire gli interventi – spiega Ceccherini – L’attività di questa estate 2017 è stata davvero complessa. A peggiorare la situazione hanno contribuito il grande caldo, la siccità e il vento, ma anche la contemporaneità di incendi in diverse zone della Toscana, che hanno tenuto impegnati uomini e mezzi per giorni interi su più fonti. La grande macchina organizzativa, comunque, a Pistoia ha sempre funzionato molto bene, anche grazie all’esperienza maturata negli anni».
Montale e Serravalle, come detto, i due territori più colpiti. Nel primo caso, alla metà di luglio, sono andati a fuoco 300 ettari, con le fiamme che si sono spinte anche nei boschi sopra Santomato, nel comune di Pistoia. Più ridotto, ma comunque devastante, l’incendio che la scorsa settimana ha percorso 150 ettari sulle colline del Montalbano. «Esclusi questi due casi – conclude Ceccherini – gli altri incendi sono stati tutti di piccola entità e domati in breve tempo. Dati in linea con quelli degli anni passati. Un elemento positivo però c’è, ed quello dell’aumento della sensibilità delle persone nella segnalazione degli incendi. Una cosa molto importante, perché quando si tratta di incendi, la tempestività degli interventi di spegnimento è fondamentale».
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