Il Tirreno

Pistoia

Era in carcere per omicidio il nomade arrestato per furto durante il permesso premio

di Massimo Donati
Tomas Poropat viene scortato in tribunale dai carabinieri di Bottegone
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Tomas Poropat viene scortato in tribunale dai carabinieri di Bottegone

Pistoia, il ladro preso dai carabinieri deve scontare 18 anni per aver ucciso un anziano durante una rapina

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PISTOIA. Nel 2005 massacrò di botte un pensionato di 85 anni, durante una rapina in casa. E per questo stava scontando una condanna per omicidio a 18 anni di reclusione. Ma domenica sera27 agosto, Tomas Poropat non era nella sua cella. Da tre giorni aveva lasciato il carcere di Prato, in permesso premio fino al 30 agosto. La legge lo consente e lui ne ha approfittato. Per stare un po’ con familiari ed amici, ma anche, in attesa di tornare dietro le sbarre, per mettere a segno insieme a un paio di loro qualche furto. Ma gli è andata male. Le sue vacanze estive sono finite assai prima del previsto, quando i carabinieri di Bottegone lo hanno beccato – lui e due complici: il fratello e un amico – mentre cercava di effettuare un prelievo con i bancomat da poco rubati in un’abitazione di Quarrata. Dopo aver già commesso un altro furto, sempre nel Quarratino, ma stavolta su un’auto in sosta.

Dopo la nottata passata in cella al comando provinciale dell’Arma, ieri mattina, 28 agosto, il 35enne di origini romane, residente nel campo nomadi del Marcolotto, a Prato, è stato portato in tribunale per la convalida dell’arresto. E in attesa del processo per direttissima che sarà celebrato il 12 settembre prossimo, il giudice monocratico gli ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, facendolo così tornare in cella senza dover attendere i tempi del magistrato di sorveglianza per la più che probabile revoca del beneficio del permesso premio.

In attesa della direttissima, è finito invece agli arresti domiciliari il fratello Matteo Poropat, 25 anni, anch’egli del campo nomadi di via Pollative, mentre, per la sua incensuratezza, il giudice ha disposto soltanto l’obbligo di dimora per il terzo arrestato, Steven Suffer, 19 anni, residente nello stesso campo nomadi.

Come accennato, sono stati i carabinieri della Stazione di Bottegone, nella tarda serata di domenica, a scorgere la loro Fiat Punto parcheggiata nei pressi del bancomat della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia di via Fiorentina. Insospettiti, si sono fermati e hanno proceduto a controllare le due persone che erano a bordo – Tomas Poropat e Steven Suffer – mentre Matteo Poropat stava tentando di effettuare un prelievo allo sportello automatico. Visti i precedenti dei due fratelli Poropat, i tre sono stati portati al vicino comando di via Fiorentina, dove sono stati perquisiti, così come è stata perquisita la loro auto. E sono saltate fuori le prove di due furti appena commessi a Quarrata. Il primo a bordo di una Fiat Uno parcheggiata in via Baronciatica, di proprietà di una 56enne, dalla quale avevano rubato un paio di occhiali griffati, e il secondo in un’abitazione di via Corbellicce, dalla quale avevano portato via uno zainetto con effetti personali e documenti, un tablet, circa 400 euro in contanti e le carte di credito dei proprietari, una 26enne ed un 29enne.

I tre si erano poi diretti verso Pistoia e al momento del controllo da parte dei carabinieri stavano tentando un prelievo con uno dei bancomat rubati. A bordo dell’auto i militari hanno anche rinvenuto e sequestrato una nutrita serie di attrezzi da scasso. La refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari, che non si erano ancora accorti del furto.

I tre sono stati arrestati per furto aggravato e denunciati per il tentativo di utilizzo della carta di credito e per il possesso degli attrezzi da scasso.

L’omicido per il quale Tomas Poropat fu condannato (a 30 anni in primo grado e a 18 in appello) risale alla notte fra il 23 e il 24 settembre 2004, quando tre banditi fecero irruzione in un'abitazione isolata di Bastia Umbra. All’interno, Luigi Masciolini, un contadino di 85 anni, e la moglie Maria Ragni, di 78. I tre misero a soqquadro la casa, ma avendo trovato soltanto 800 euro in contanti aggredirono i due anziani con calci e pugni: volevano sapere dove era nascosto l’altro denaro. Poi, prima di fuggire, legarono marito e moglie al letto e li imbavagliarono e bendarono con del nastro adesivo. I due anziani coniugi furono trovati soltanto nel pomeriggio del giorno dopo, dal figlio. All'arrivo dei soccorsi Luigi Masciolini era già morto, a causa delle fratture alle costole causate dal pestaggio, la moglie era ferita in maniera non grave, ma in stato di choc.

Poropat fu arrestato nel novembre dell’anno dopo: i carabinieri lo scovarono nel campo nomadi di Prato, nel camper della madre. Condannati per quel delitto, anche Bruno Albini, 43 anni, di Viterbo, e Francesco Rota, 44, di Genova.



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