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Pistoia

L’Arpat “blocca” l’inceneritore di Montale

L’Arpat “blocca” l’inceneritore di Montale

Prima di riaccendere i forni la Ladurner deve controllare se ci sono accumuli di diossina nell’impianto

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MONTALE. Prima di riattivare le linee di combustione, è «assolutamente opportuno che si provveda, da parte di Ladurner Srl, a valutare tecnicamente se quantità significative di diossine, che si possono essere prodotte durante l’evento in questione, siano potute rimanere adese alle pareti delle camere di combustione, alle camicie interne dei camini e ai filtri, con la possibilità di essere trascinate nei fumi che si produrranno con la riattivazione».

La nota arriva dal dipartimento Arpat di Pistoia, i cui tecnici hanno effettuato un accertamento all’inceneritore di Montale dopo che nel pomeriggio di domenica 20 agosto la linea 1 e la linea 3 dell’impianto sono andate in blocco a causa di un blackout causato, spiega l’Arpat, dal fumo del vicino incendio lungo l’argine dell’Agna, appiccato da un piromane.

«Il processo di spegnimento – spiega l’Agenzia regionale per la protezione ambientale – è cominciato alle ore 16,15 a causa di un blackout elettrico nell’impianto stesso, determinato da un corto circuito del sistema Ups (gruppo di continuità). Nella zona era in corso un incendio divampato sull’argine del torrente Agna, in via Guido Rossa, di fronte all’impianto, a pochi metri dall’ingresso principale. L’incendio ha provocato la produzione di fumi che, espandendosi, hanno raggiunto l’impianto determinando il suddetto guasto».

Il dipartimento Arpat ha perciò comunicato al gestore e ai Comuni interessati la necessità di verificare se vi sia stato un accumulo di diossina nell’impianto prima di poter pensare a rimettere in funzione i forni per l’incenerimento dei rifiuti.

«Sulla base di tali valutazioni documentate – aggiunge – si dovrà decidere se effettuare idonee operazioni di manutenzione straordinaria, finalizzate alla rimozione del materiale eventualmente rimasto adeso alle suddette parti dell’impianto. In alternativa, il gestore potrà procedere direttamente alle operazioni di manutenzione straordinaria».

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