Attenzione
Il Comune svolta: il verde verso i privati
di Fabio Calamati
No ad altri giardinieri, la giunta Tomasi punta a esternalizzare il servizio. Congelata anche la nuova piazza della Resistenza
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PISTOIA. Signori, si cambia. Niente più Comune attrezzato per gestire in proprio parchi e giardini, niente più assunzioni massicce di giardinieri («uno per giardino, anche più se necessario» annunciava Bertinelli in campagna elettorale). Le elezioni le ha vinte il centrodestra e certe scelte strategiche non possono non cambiare. A cominciare da questa: nel lungo periodo, a occuparsi del verde pubblico saranno aziende private, di quelle che forniscono il cosiddetto “global service” (cioè, in soldoni: pensano a tutto loro) e di cui a Pistoia ci sono realtà tra le migliori del paese.
In una parola, esternalizzazione: così il Comune potrà alleggerire la sua struttura, facendo meno direttamente, e preoccuparsi di più di controllare.
«Non lo faremo subito – annuncia l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei (Lega Nord) – perché stiamo ancora raccogliendo dati. Ma presto faremo una gara triennale per il taglio dell’erba, in modo da non trovarsi tutti gli anni a fare i conti con i ritardi delle procedure di affidamento. Poi continueremo verso il modello che prevede il coinvolgimento dei privati e un ruolo del Comune di indirizzo e di controllo. Abbiamo a Pistoia i migliori che in Italia si occupano di gestione del verde, è incomprensibile che questa risorsa non venga sfruttata».
Intendiamoci, Palazzo di Giano sotto il centrodestra non farà del tutto a meno dei giardinieri: semplicemente, il grosso del lavoro verrà appaltato all’esterno.
Una scelta, questa, in coerenza con la visione della macchina comunale che ha sempre mostrato di avere il sindaco Alessandro Tomasi: sì a un Comune più leggero e ad un maggiore rapporto con i privati. Oggi lo si annuncia per il verde pubblico, ma in campagna elettorale Tomasi lo ha affermato ripetutamente anche per un servizio particolarmente delicato e importante come quello educativo. Settore da cui, secondo l’attuale sindaco, Palazzo di Giano dovrebbe progressivamente ritrarsi per fare spazio a privati, ovviamente certificati e controllati rigorosamente, in modo da creare un sistema misto in cui sia il braccio pubblico che quello privato trovino i loro spazi in cui muoversi.
Tornando all’oggi, una prima conseguenza della svolta sul verde è lo stop a nuove assunzioni di giardinieri. Palazzo di Giano ha a disposizione una ventina di posti da riempire nel proprio organico e punterà presumibilmente su assunzioni di vigili urbani e di operai per i Cantieri comunali.
Seconda conseguenza immediata è lo stop al grande progetto di ristrutturazione di piazza della Resistenza. Praticamente la “fase due” del piano messo a punto dalla giunta Bertinelli per rifare il volto alla grande piazza che si stende tra Porta Carratica e la Fortezza Santa Barbara. Una “fase due” che con le nuove fontane, i nuovi camminamenti eccetera, sarebbe costata un milione.
Ma una cifra del genere l’amministrazione Tomasi non vuole spenderla per il verde, quando ci sono emergenze come la situazione della scuola elementare Frosini (problemi di tenuta statica e sismica) da affrontare. Semplicemente, piazza della Resistenza sarà dotata di un nuovo impianto di illuminazione e forse di una irrigazione più efficiente. Il progetto da un milione resterà nei cassetti del Comune, per tempi migliori.
In una parola, esternalizzazione: così il Comune potrà alleggerire la sua struttura, facendo meno direttamente, e preoccuparsi di più di controllare.
«Non lo faremo subito – annuncia l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei (Lega Nord) – perché stiamo ancora raccogliendo dati. Ma presto faremo una gara triennale per il taglio dell’erba, in modo da non trovarsi tutti gli anni a fare i conti con i ritardi delle procedure di affidamento. Poi continueremo verso il modello che prevede il coinvolgimento dei privati e un ruolo del Comune di indirizzo e di controllo. Abbiamo a Pistoia i migliori che in Italia si occupano di gestione del verde, è incomprensibile che questa risorsa non venga sfruttata».
Intendiamoci, Palazzo di Giano sotto il centrodestra non farà del tutto a meno dei giardinieri: semplicemente, il grosso del lavoro verrà appaltato all’esterno.
Una scelta, questa, in coerenza con la visione della macchina comunale che ha sempre mostrato di avere il sindaco Alessandro Tomasi: sì a un Comune più leggero e ad un maggiore rapporto con i privati. Oggi lo si annuncia per il verde pubblico, ma in campagna elettorale Tomasi lo ha affermato ripetutamente anche per un servizio particolarmente delicato e importante come quello educativo. Settore da cui, secondo l’attuale sindaco, Palazzo di Giano dovrebbe progressivamente ritrarsi per fare spazio a privati, ovviamente certificati e controllati rigorosamente, in modo da creare un sistema misto in cui sia il braccio pubblico che quello privato trovino i loro spazi in cui muoversi.
Tornando all’oggi, una prima conseguenza della svolta sul verde è lo stop a nuove assunzioni di giardinieri. Palazzo di Giano ha a disposizione una ventina di posti da riempire nel proprio organico e punterà presumibilmente su assunzioni di vigili urbani e di operai per i Cantieri comunali.
Seconda conseguenza immediata è lo stop al grande progetto di ristrutturazione di piazza della Resistenza. Praticamente la “fase due” del piano messo a punto dalla giunta Bertinelli per rifare il volto alla grande piazza che si stende tra Porta Carratica e la Fortezza Santa Barbara. Una “fase due” che con le nuove fontane, i nuovi camminamenti eccetera, sarebbe costata un milione.
Ma una cifra del genere l’amministrazione Tomasi non vuole spenderla per il verde, quando ci sono emergenze come la situazione della scuola elementare Frosini (problemi di tenuta statica e sismica) da affrontare. Semplicemente, piazza della Resistenza sarà dotata di un nuovo impianto di illuminazione e forse di una irrigazione più efficiente. Il progetto da un milione resterà nei cassetti del Comune, per tempi migliori.
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