Sicurezza
«Al Comune la gestione della piscina»
Il presidente della Provincia, Vanni, invita il sindaco di Pistoia Tomasi ad andare insieme a tagliare le erbacce martedì prossimo
PISTOIA. Una possibile soluzione (forse) per la piscina Fedi di Pistoia. La Provincia chiederà la cessione in convenzione al Comune di Pistoia per l’assunzione in toto dell’impianto. In primis, però, farà una pulizia del luogo, fuori e dentro. Non solo: a breve la piscina Marchi di Pescia verrà riaperta. È proprio il presidente della Provincia Rinaldo Vanni a parlare in conferenza stampa delle novità che riguardano gli impianti natatori, oggetto di varie discussioni da tempo, ulteriormente incrementate negli ultimi giorni dopo il ritrovamento di un uomo morto per overdose davanti alla struttura di via Panconi e dopo lo scenario di degrado scoperto all’interno della piscina.
«Qualche sassolino dalla scarpa oggi me lo voglio togliere – ha esordito il presidente Vanni – da quando ho assunto l’incarico nel luglio 2015 ho avuto a che fare con tre impianti natatori: la piscina di Maresca, la Marchi di Pescia e la Fedi di Pistoia – per la Marchi la gestione si è conclusa nel settembre 2015 dopo due anni; per quella di Pescia c’è stata la risoluzione contrattuale per gravi inadempienze di chi ne aveva la gestione, mentre per la Fedi a settembre 2016 ne è stata dichiarata l’inagibilità dai vigili del fuoco. Dunque tre impianti chiusi nel giro di poco tempo».
«Poi c’è stato il bando unico del consiglio provinciale per le tre strutture, non un atto del singolo presidente, andato deserto, poi modificato in tre lotti, anche questo andato deserto perché senza contributi pubblici nessuno ha voluto prendersi l’onere della gestione. Oggi c’è stata la riapertura della piscina di Maresca grazie all’affidamento al Comune di San Marcello-Piteglio che ha messo le risorse. Per la piscina di Pescia abbiamo provato a fare un affidamento temporaneo che ha dato esito positivo: la struttura è oggetto di affidamento esterno alla ditta Cogis che partirà dal 1° settembre prossimo con la durata di un anno e con opzione di rinnovo. Sarà la ditta ad accollarsi le spese per la manutenzione e per la riapertura».
Poi Vanni parla della piscina Fedi, non senza tirare qualche frecciatina al sindaco Tomasi e a chi ha chiesto le sue dimissioni. «La Provincia non ha risorse, siamo al 22 agosto e non c’è il bilancio. Ma io non sono un codardo, non mi tiro indietro e ho provato a gestire lo stesso. Chiedono le mie dimissioni? Sono io che le chiederò se continueranno a non esserci soldi. La mucca ha finito il latte perché qualcuno l’ha munta. La Provincia non è un bancomat come si crede».
«Ci sono tre aspetti importanti per la Fedi: la manutenzione esterna dell’area, il mantenimento dell’impianto attuale e la prospettiva di una possibile riapertura – spiega Vanni – per la parte esterna martedì prossimo effettueremo un intervento straordinario per il taglio dell’erba e la ripulitura. Parlo al plurale perché io sarò lì con il frullino in mano per togliere l’erba e vorrei che il sindaco Tomasi si unisse a noi. Per quanto riguarda l’impianto attuale la situazione è grave: la responsabilità è di chi rappresenta l’ente ma anche di chi lo gestisce. Ho fatto un esposto alla Procura perché l’immobile al 12 agosto era chiuso, dunque l’ingresso che è avvenuto qualche giorno dopo è stato forzato. Poi, siccome ci sono questioni indicibili, come la melma nella piscina o i separatori di corsia che potevano essere rimossi, ho chiesto che sia fatta una indagine interna su chi ne ha la responsabilità perché la gestione non è mia. Nonostante ciò sarà fatta una ripulitura accurata anche all’interno e una nuova chiusura per il corretto mantenimento di un edificio pubblico».
«Infine, per permettere la riapertura dell’impianto chiederò la cessione in convenziona al Comune di Pistoia per l’assunzione in toto della struttura, salvo garantire le ore di lezione scolastiche. Vedo che per tante cose la volontà di andare avanti c’è, come ad esempio il contributo di 450mila euro l’anno che viene dato all’Atp. Con quei soldi si faceva una piscina nuova. Il sindaco avrebbe potuto chiamarmi invece di scrivere alla stampa. Quando dice alla Provincia cosa deve fare è come se si guardasse allo specchio: il sindaco non è un soggetto terzo, è l’amministratore dell’ente».
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