Sicurezza
Offerte a don Biancalani per il progetto migranti
Lo conferma lui stesso: «Dono di un anziano parroco, realizzerò bagni e docce» La Diocesi accoglierà a settembre in una casa in centro 8 giovani usciti dallo Sprar
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PISTOIA. Non accenna a placarsi il clamore mediatico attorno a don Massimo Biancalani. Anche ieri televisioni e radio hanno cercato il parroco di Vicofaro, assurto alle cronache nazionali dopo che il leader della Lega Salvini ha ri-postato sul suo facebook un post del sacerdote. In primo piano i volti sorridenti e scherzosi dei migranti ospiti della parrocchia, in relax alla piscina di Cantagrillo come premio per aver dato una mano in un’iniziativa benefica.
Proprio per evitare “d’inciampare” in una telecamera, e perché rientrato ieri, il vescovo Fausto Tardelli ha rimandato l’incontro con don Massimo, previsto per ieri mattina. Dalla Diocesi confermano che vedrà lui e i migranti a breve, e che parlerà ai fedeli: ha capito l’importanza di intervenire dopo quanto accaduto, ma lo farà quando l’onda emotiva degli ultimi giorni sarà passata. Intanto ha espresso la sua solidarietà al parroco. Lo ha difeso: “Nessuno può permettersi simili attacchi a un sacerdote della mia Diocesi”, ha scritto. Allo stesso tempo, in quell’invito a un uso prudente dei social, molti hanno visto una tirata d’orecchie al don.
Sta conoscendo un’inaspettta popolarità, don Biancalani. Tra chi e ammira il lavoro che sta facendo per e con i migranti, e chi ne stigmatizza al contrario le scelte, ricordando che sono tanti, tantissimi, gli italiani oggi in difficoltà e senza aiuti, per parte della stampa don Biancalani è quasi un nuovo don Milani. «Siamo in due, io e don Carmignani, in provincia, ad accogliere migranti. Chiederò al vescovo che lanci un appello perché altri parroci, che ne abbiano la possibilità, aderiscano a quello che è parte integrante del programma pastorale di monsignor Tardelli».
Il vescovo, per ora, altro non dice, ma dalla Diocesi si evidenzia come lo stesso don Biancalani “agisca autorizzato e spinto dal vescovo». Non lavora autonomamente in contrasto con quella che è l’indicazione pastorale. E per rimarcare l’impegno della Diocesi nell’accoglienza, si fanno gli esempi delle strutture di Lizzano e Valdibure, gestite dalla Caritas. Ma c’è una novità importante che riguarda Pistoia in arrivo a settembre. In un’abitazione del centro saranno ospitati 8 migranti usciti dallo Sprar. Giovani che sono cioé ormai fuori da tutti i progetti di accoglienza ma con lo status di protezione internazionale, che non avrebbero più alcun tipo di appoggio. La Diocesi ha lavorato al progetto per due anni, e non accederà per portarlo avanti a finanziamenti pubblici.
Biancalani ringrazia Tardelli per la solidarietà: «Quello del vescovo è stato un comunicato importante, si è soffermato sulla violenza del turpiloquio. Ho ricevuto molta solidarietà, tanti messaggi avevano un comune denominatore: “Mi ero allontanato dalla Chiesa e grazie a te mi sono riavvicinato”». Prima della bufera social, all’incirca un mese fa, don Massimo aveva ricevuto la visita di un anziano parroco pistoiese. «Mi ha ringraziato per il lavoro fatto con i migranti. Lui non sente di avere le forze per portare avanti un progetto del genere, e ha voluto dare un contributo al mio». Non dice la cifra, parla di «generosa elargizione», che gli consentirà di ampliare il bagno attiguo al salone della parrocchia e realizzare le docce. «Saranno usate anche l’inverno, con i bisognosi – specifica – durante l’emergenza freddo».
Don Biancalani non nega di avere rapporti difficili con una parte dei parrocchiani, che non approva il suo aiuto ai giovani migranti. Lo vede come un “tradimento” alla comunità di Vicofaro: «Parrocchia è un bel concetto – risponde – Ma a livello sociale c’è molta frammentazione. Le chiese sono poco frequentate. I parrocchiani sono spesso gente umile, che si lasciano convincere da certi programmi tv piuttosto che dal Vangelo. Possono essere messi in difficoltà da certe mie scelte. Mi occupo di Scampia, e per alcuni c’è solo Scampia. Dei migranti e ci sono solo i migranti... È una semplificazione del mio lavoro, anche se ai parrocchiani ho detto, anni fa, che al centro del mio programma sarebbe stata la carità».
Tiziana Gori
Proprio per evitare “d’inciampare” in una telecamera, e perché rientrato ieri, il vescovo Fausto Tardelli ha rimandato l’incontro con don Massimo, previsto per ieri mattina. Dalla Diocesi confermano che vedrà lui e i migranti a breve, e che parlerà ai fedeli: ha capito l’importanza di intervenire dopo quanto accaduto, ma lo farà quando l’onda emotiva degli ultimi giorni sarà passata. Intanto ha espresso la sua solidarietà al parroco. Lo ha difeso: “Nessuno può permettersi simili attacchi a un sacerdote della mia Diocesi”, ha scritto. Allo stesso tempo, in quell’invito a un uso prudente dei social, molti hanno visto una tirata d’orecchie al don.
Sta conoscendo un’inaspettta popolarità, don Biancalani. Tra chi e ammira il lavoro che sta facendo per e con i migranti, e chi ne stigmatizza al contrario le scelte, ricordando che sono tanti, tantissimi, gli italiani oggi in difficoltà e senza aiuti, per parte della stampa don Biancalani è quasi un nuovo don Milani. «Siamo in due, io e don Carmignani, in provincia, ad accogliere migranti. Chiederò al vescovo che lanci un appello perché altri parroci, che ne abbiano la possibilità, aderiscano a quello che è parte integrante del programma pastorale di monsignor Tardelli».
Il vescovo, per ora, altro non dice, ma dalla Diocesi si evidenzia come lo stesso don Biancalani “agisca autorizzato e spinto dal vescovo». Non lavora autonomamente in contrasto con quella che è l’indicazione pastorale. E per rimarcare l’impegno della Diocesi nell’accoglienza, si fanno gli esempi delle strutture di Lizzano e Valdibure, gestite dalla Caritas. Ma c’è una novità importante che riguarda Pistoia in arrivo a settembre. In un’abitazione del centro saranno ospitati 8 migranti usciti dallo Sprar. Giovani che sono cioé ormai fuori da tutti i progetti di accoglienza ma con lo status di protezione internazionale, che non avrebbero più alcun tipo di appoggio. La Diocesi ha lavorato al progetto per due anni, e non accederà per portarlo avanti a finanziamenti pubblici.
Biancalani ringrazia Tardelli per la solidarietà: «Quello del vescovo è stato un comunicato importante, si è soffermato sulla violenza del turpiloquio. Ho ricevuto molta solidarietà, tanti messaggi avevano un comune denominatore: “Mi ero allontanato dalla Chiesa e grazie a te mi sono riavvicinato”». Prima della bufera social, all’incirca un mese fa, don Massimo aveva ricevuto la visita di un anziano parroco pistoiese. «Mi ha ringraziato per il lavoro fatto con i migranti. Lui non sente di avere le forze per portare avanti un progetto del genere, e ha voluto dare un contributo al mio». Non dice la cifra, parla di «generosa elargizione», che gli consentirà di ampliare il bagno attiguo al salone della parrocchia e realizzare le docce. «Saranno usate anche l’inverno, con i bisognosi – specifica – durante l’emergenza freddo».
Don Biancalani non nega di avere rapporti difficili con una parte dei parrocchiani, che non approva il suo aiuto ai giovani migranti. Lo vede come un “tradimento” alla comunità di Vicofaro: «Parrocchia è un bel concetto – risponde – Ma a livello sociale c’è molta frammentazione. Le chiese sono poco frequentate. I parrocchiani sono spesso gente umile, che si lasciano convincere da certi programmi tv piuttosto che dal Vangelo. Possono essere messi in difficoltà da certe mie scelte. Mi occupo di Scampia, e per alcuni c’è solo Scampia. Dei migranti e ci sono solo i migranti... È una semplificazione del mio lavoro, anche se ai parrocchiani ho detto, anni fa, che al centro del mio programma sarebbe stata la carità».
Tiziana Gori
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