Gioco
Lascia Pistoia l’investigatore del terremoto Untouchables
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Il vicequestore Luigi LarotondaIl vicequestore Luigi Larotonda andrà a dirigere da lunedì prossimo la Digos distrettuale di Lecce
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PISTOIA. Sarà ricordato come il capo degli investigatori che in provincia scatenarono il terremoto Untouchables. Con l’inchiesta sugli appalti pilotati che nel giugno 2012 portò all’arresto di 23 persone tra dirigenti pubblici, politici e imprenditori. Corruzione, turbativa d’asta, associazione a delinquere le accuse. Dal novembre 2002 a capo della Digos, lascia Pistoia il vicequestore Luigi Larotonda. Da lunedì prossimo, 21 agosto, sarà a dirigere la Digos distrettuale di Lecce, dove avrà anche il compito di coordinare le Digos delle questure di Brindisi e di Taranto.
A dirigere l’ufficio pistoiese, rimasto sotto la sua guida per quasi 15 anni, dai primi di ottobre arriverà il dirigente dell’ufficio stranieri della Questura di Firenze, Giampaolo Desio.
Untouchables, dicevamo. Ma anche altro. Come l’inchiesta che, sotto il suo coordinamento investigativo, tra il 2007 e il 2009 portò a disarticolare un’organizzazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina: 16 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, a carico anche di pubblici amministratori complici di una rete criminale finalizza al rilascio di permessi di soggiorno in cambio di soldi; 79 gli imputati poi finiti a processo.
Napoletano, in polizia dal 1994, Luigi Larotonda ha diretto la Digos dell’allora commissariato di Vibo Valentia fino al 1995. Poi l’assegnazione al commissariato di Castellammare di Stabia, sul fronte della criminalità organizzata. Nel 1999, il trasferimento alla sezione omicidi della Squadra Mobile di Napoli, a capo di un gruppo di lavoro istituito con lo scopo di catturare il superlatitante Giuseppe Mallardo, ritenuto il capo dell’omonimo clan che imperversava sul territorio di Giuliano. Un lavoro di indagine che nel gennaio del 2000 aveva portato all’arresto del killer del clan Scampia Gennaro Trambarulo, detto “il pazzo”. Il successivo aprile, il conseguimento dell’obiettivo principale: in un blitz scattato nel corso di un summit camorristico, l’arresto di 13 persone, tra cui il superlatitante Mallardo e tre altri camorristi inseriti nell’elenco dei 500 latitanti più pericolosi in Italia. Successivamente il passaggio alla direzione della sezione antirapina della Squadra Mobile di Napoli.
A Lecce il vicequestore Larotonda si dovrà confrontare con una realtà dai tanti fronti aperti. Il più noto, quello relativo alla contestata realizzazione del gasdotto fra Albania e Puglia. (m.d.)
A dirigere l’ufficio pistoiese, rimasto sotto la sua guida per quasi 15 anni, dai primi di ottobre arriverà il dirigente dell’ufficio stranieri della Questura di Firenze, Giampaolo Desio.
Untouchables, dicevamo. Ma anche altro. Come l’inchiesta che, sotto il suo coordinamento investigativo, tra il 2007 e il 2009 portò a disarticolare un’organizzazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina: 16 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, a carico anche di pubblici amministratori complici di una rete criminale finalizza al rilascio di permessi di soggiorno in cambio di soldi; 79 gli imputati poi finiti a processo.
Napoletano, in polizia dal 1994, Luigi Larotonda ha diretto la Digos dell’allora commissariato di Vibo Valentia fino al 1995. Poi l’assegnazione al commissariato di Castellammare di Stabia, sul fronte della criminalità organizzata. Nel 1999, il trasferimento alla sezione omicidi della Squadra Mobile di Napoli, a capo di un gruppo di lavoro istituito con lo scopo di catturare il superlatitante Giuseppe Mallardo, ritenuto il capo dell’omonimo clan che imperversava sul territorio di Giuliano. Un lavoro di indagine che nel gennaio del 2000 aveva portato all’arresto del killer del clan Scampia Gennaro Trambarulo, detto “il pazzo”. Il successivo aprile, il conseguimento dell’obiettivo principale: in un blitz scattato nel corso di un summit camorristico, l’arresto di 13 persone, tra cui il superlatitante Mallardo e tre altri camorristi inseriti nell’elenco dei 500 latitanti più pericolosi in Italia. Successivamente il passaggio alla direzione della sezione antirapina della Squadra Mobile di Napoli.
A Lecce il vicequestore Larotonda si dovrà confrontare con una realtà dai tanti fronti aperti. Il più noto, quello relativo alla contestata realizzazione del gasdotto fra Albania e Puglia. (m.d.)
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