Sicurezza
In San Biagio l’ultimo saluto a Becciani
Centinaia di persone al funerale del presidente onorario del Pistoia Basket. Coach Salerni: con lui siamo tornati grandi
PISTOIA. “Caro nonno, ti saresti arrabbiato se nessuno avesse scritto una lettera per te e per questo siamo qui”. La ragazza che legge trattiene a stento la commozione, le altre due accanto le danno forza: in una chiesa di San Biagio piena di gente in cui sono molti i volti noti alla città, nonostante l’afa incredibile, sono le nipoti di Piero Becciani a ricordare per tutti una delle figure centrali degli ultimi 40 anni di storia della città.
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Consegnando ai molti presenti un profilo inedito del “presidente” per eccellenza, carica che Becciani ha ricoperto in tutti gli ambiti da Confindustria, alla società di basket in tutte le sue epoche e denominazioni. Salutando il nonno Piero, tracciando un profilo intimo e personale di una figura evidentemente di riferimento per tutta la famiglia, come lo è stato per la città, lo hanno descritto con il suo inseparabile telefonino sempre alla portata, sommerso di giornali per seguire la Juventus e quel “gioco della palla” (il basket) di cui è stato motore fin dagli albori. “È stato bello in questi giorni percepire l’affetto della città” hanno detto le giovani nipoti, sotto gli occhi lucidi della nonna Maria Luisa e dei babbi Roberto e Francesco.
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Una città che ha visto Piero Becciani protagonista trasversale per settori e cariche e infatti nella chiesa di San Biagio c’erano imprenditori e politici di ieri e di oggi. C’erano naturalmente i vertici del Pistoia Basket e tanti volti legati alle varie stagioni della pallacanestro cittadina, pistoiesi di nascita o d’adozione, come Alessandro Piperno (figlio di Alfredo, storico collaboratore di Becciani e Carrara ai tempi dell’Olimpia), Paola Paoli e Beppe Valerio. Una passione quella per la pallacanestro, fortissima, ricordata anche da don Piero Vannelli nell’omelia in cui il parroco di San Biagio in Cascheri ha parlato di Becciani come un uomo «deciso e decisionista, un po’burbero che ha amato la vita fino in fondo».
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Dal mondo dei canestri, sono stati tanti i messaggi circolati in questi giorni. Uno di quelli più sentiti, è stato quello del “professore”– come lo chiamava lo stesso Becciani– Nicola Salerni, coach della promozione che 30 anni fa esatti, valse la prima serie A ai canestri pistoiesi. Quella promozione in A2, ad Arese nel 1987, con Maltinti sponsor e Becciani presidente, fu il primo scalino verso il sogno, facendo innamorare dei canestri una città intera. «Ho perso il mio presidente– ha scritto su Facebook, Salerni– amava dirmi “Prof, lei è una cicala” ma poi, se l’economia della società lo permetteva, finiva per accontentarmi, mai facendomi pesare le mie scelte anche se non davano i risultati attesi. Ci siamo goduti con Carrara, Palandri, Maltinti e Panconesi un grande momento del basket pistoiese. Se dopo anni sono tornato lo devo a lui e a lui, e glielo deve tutta la città, se siamo riusciti a far risorgere Pistoia dalle ceneri dell’anonimato ai fasti del basket che conta».
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