Il Tirreno

Pistoia

Viktor dovrà essere operato a settembre

di Pasquale Petrella
Viktor dovrà essere operato a settembre

Il padre, Antonio Medaglia: «I soldi dell’Annet onlus sono stati usati per lui e la famiglia, allora ero senza lavoro»

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PISTOIA. Il piccolo Viktor non sta bene. Sarà operato molto probabilmente a settembre, ma gli interventi in programma sono due ed i chirurghi non avrebbero ancora deciso quale fare per primo.

Viktor è il bambino di tredici anni affetto da neurofibromatosi fin dalla nascita e che sta lottando contro i tumori che la malattia gli sviluppa in tutto il corpo. Il bambino per il quale si sono mobilitati in tanti per raccogliere fondi per farlo curare negli Stati Uniti dove ci sarebbe l’unico ospedale che propone una terapia speriementale per questo genere di patologia.

«Ha dei forti dolori alla schiena – dice il padre Antonio Medaglia – siamo molto preoccupati e il fatto che nemmeno i dottori sappiano quale intervento fare per primo non ci fa certo essere ottimisti».

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A complicare la situazione è arrivata questa inchiesta che la vede imputato per appropriazione indebita dei soldi che erano sul conto dell’associazione Annet onlus, raccolti per far curare Viktor al Children’s Harvard Hospital di Boston.

«Ho già detto tutto al giudice e alla finanza, ed ho parlato col mio avvocato – dice Medaglia - Quei soldi sono stati usati per Viktor e per mandare avanti la famiglia. In quel periodo (si parla di undici mesi fra maggio 2011 e aprile 2012 ndr) ero senza lavoro ed anche gli altri membri dell’associazione Annet onlus, compreso il vicepresidente Luigi Masciello che poi ha fatto la querela, mi avevano detto di prenderli per comprare da mangiare».

Quante volte ha portato Viktor a Boston?

«Quattro volte e l’ultima è stata nel settembre del 2016, anzi no, del 2015. Poi mi hanno detto di tornare solo se avevo i trecentomila dollari per fare la cura sperimentale. Ma i soldi non ce li ho e quindi non siamo più tornati. Ho scritto sia a Obama che ora a Trump per avere un loro aiuto ma nessuno dei due mi ha risposto»

I viaggi negli Stati Uniti chi li ha pagati?

«Il primo ce lo ha offerto l’Alitalia, l’ultimo ce lo ha pagato la ditta dove ora lavoro, mentre gli altri due li abbiamo pagati noi».

Come mai ha deciso di chiudere l’associazione Annet onlus ed il relativo conto, visto che le donazioni arrivavano?

«Le donazioni sono arrivate nei primi tempi, poi però si sono fermate, ne arrivavano poche – dice il padre di Viktor – Il fatto è che il vicepresidente stava usando la sede per fare altre cose e i costi aumentavano mese dopo mese, oltre all’affitto (500 euro ndr) e alle bollette delle utenze, un mese mi sono ritrovato un conto di oltre cento euro anche per la stampante perché scriveva di continuo e stampava dichiarazioni di denuncia contro politici e sindacalisti. Cose che non avevano niente a che vedere con lo scopo dell’associazione. Diceva che voleva aiutare mio figlio, in realtà lo faceva solo per sfruttare l’associazione per altri suoi fini personali».

Lei sarà chiamato a rispondere dell’accusa di essersi appropriato dei soldi donati per far curare suo figlio.

«Io posso solo dire a tutti coloro che hanno fatto delle donazioni che i soldi sono stati usati per Viktor. Io penso di essermi comportato per bene e sono a posto con la mia coscienza» .

Lei ha aperto un altro conto corrente dove si possono continuare a fare delle donazioni?

«Sì, è un conto intestato direttamente a Viktor perché abbiamo sempre la speranza di poter raccogliere quei trecentomila dollari e di portarlo a curare a Boston. Quanto c’è sopra? Poco più di tredicimila euro, purtroppo troppo pochi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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