Sicurezza
Morto l’anziano che uccise il figlio
Un malore ha stroncato Giuseppe Vecchio a pochi giorni dalla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio del figlio cinquantaduenne avvenuto il 21 settembre del 2016
AGLIANA. È morto a 88 anni, per cause naturali, nella notte fra sabato 29 e domenica 30 luglio, dopo un ricovero d’urgenza all’ospedale San Jacopo, Giuseppe Vecchio, il pensionato invalido che il 21 settembre dell’anno scorso aveva ucciso, nella loro abitazione di Agliana, con un colpo di pistola, il figlio 52enne Giovanni, alla presenza dell’altro figlio, Giuliano, 48 anni.
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Il sostituto procuratore della Repubblica, Linda Gambassi, titolare dell’inchiesta, proprio nelle settimane scorse aveva presentato la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio pluriaggravato e porto abusivo di armi, e l’udienza era stata fissata per il prossimo settembre, proprio il 21, a un anno esatto dal tragico evento. Adesso il fascicolo finirà in archivio per l’estinzione del reato per morte del reo.
Le indagini erano state chiuse da qualche tempo dalla procura dopo che i risultati dello stub, seppure con qualche incertezza, avevano avvalorato la ricostruzione fatta dagli investigatori seguendo i rilievi effettuati nell’appartamento e le dichiarazioni fatte dallo stesso reo confesso. L’omicidio era maturato all’interno di un contesto familiare divorato dai problemi. In caserma ad Agliana, Giuseppe Vecchio aveva raccontato al sostituto procuratore Linda Gambassi, che il figlio Giovanni l’aveva minacciato di morte con un coltello. Il figlio minore Giuliano avrebbe cercato di fermarlo. Ne sarebbe nata una colluttazione, e Giuseppe Vecchio a quel punto avrebbe preso la pistola, una Beretta risalente alla Seconda guerra mondiale, da sotto il cuscino, e gli avrebbe sparato. Un colpo tra testa e collo che aveva lasciato Giovanni Vecchio, operaio tessile in pensione, disteso bocconi sul pavimento tra la cucina e la porta d’ingresso. A dare l’allarme fu Giuliano Vecchio.
Nell’appartamento al primo piano della palazzina a tre livelli di via Guido Rossa, nel quartiere popolare di San Niccolò, intervennero i carabinieri. La pistola, mai dichiarata, fu sequestrata, così come il bossolo vicino al cadavere. Il pensionato, che alcuni mesi prima era stato colpito da un ictus, per muoversi in casa usava un deambulatore, mentre quando usciva si spostava in carrozzina. Anche i due figli risultano pensionati per invalidità. Giovanni Vecchio, che lavorava come operaio in un’azienda tessile, aveva problemi di vista e da alcuni anni aveva lasciato il lavoro. Il figlio minore era uscito da poco dal carcere, e Giovanni osteggiava il suo ritorno.
Fin da subito l’anziano pensionato aveva sostenuto di aver agito per salvaguardare la sua vita e quella dell’altro figlio. E quella della legittima difesa, reale o putativa, sarebbe stata la tesi difensiva che i suoi avvocati – Fausto Malucchi e Orsola Visconti – avrebbero sostenuto nel processo.
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