Il Tirreno

Pistoia

Prima la denunciano per furto poi fanno la colletta per sfamarla

Prima la denunciano per furto poi fanno la colletta per sfamarla

Poliziotti dal cuore d’oro in questura: donna marocchina abbandonata da anni in Italia dal marito costretta a rubare pane e formaggio in un discount di viale Adua perché non mangiava da giorni

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PISTOIA. Hanno fatto il loro dovere. Ma, dopo averla denunciata per furto seguendo la legge, hanno seguito il loro cuore: i poliziotti del quarto turno della Squadra Volante si sono frugati in tasca e, fatta una piccola colletta, prima le hanno preso un pacchetto di patatine alla macchinetta della questura e dopo sono andate a comprarle un pasto caldo. Non mangiava infatti da giorni la donna di origini marocchine che, spinta dalla fame e dalla disperazione, nella mattinata di ieri, ha rubato pane, formaggio e latte nel supermercato Lidl di viale Adua.

In lacrime, la donna – 44 anni – ha raccontato di essere stata abbandonata in Italia dal marito cinque anni fa e che da allora ha dovuto cavarsela da sola, girando per il Paese. Arrivata da Gela, in questo ultimo periodo era ospite a Pistoia da una cugina che però da diversi giorni si è allontanata dalla città. Lasciandola senza un tetto e senza un soldo per mangiare.

Per questo ieri mattina ha deciso si rubare qualcosa per sfamarsi, infilando nella borsa alcuni generi alimentari e presentandosi alla cassa del discount di viale Adua con due bottiglie d’acqua in mano, nel vano tentativo di pagare solo quelle e andarsene. Scoperta, non ce l’ha fatta nemmeno a scappare a causa della debolezza che le tagliava le gambe ed è scoppiata in un pianto dirotto davanti agli addetti del supermercato.

E dietro al velo le lacrime hanno continuato a scenderle anche quando i poliziotti della Volante, dopo la telefonata della direzione al 113, sono arrivati sul posto e l’hanno portata in questura. Dove, dopo aver redatto il verbale e messo nero su bianco la denuncia a piede libero, hanno ascoltato la sua storia, per poi farsi in quattro per darle una mano. Come detto, visto che si reggeva a malapena in piedi, per prima cosa le hanno comprato uno snack e una bibita al distributore automatico, quindi sono andati a prenderle un pasto caldo in una vicina rosticceria. Per poi fare qualche telefonata per trovare una struttura a cui potesse rivolgersi per un aiuto. E anche per un tetto sotto cui dormire, dove non correre rischi durante la notte: per la donna, a suo dire, era la paura più grande quella di essere aggredita mentre dormiva. La 44enne marocchina, lasciata la questura dopo aver ringraziato i poliziotti, si è potuta così avviare verso la mensa diocesana “Don Siro Butelli”, in via San Pietro, dove i responsabili si sarebbero dati da fare per trovarle una sistemazione provvisoria per qualche giorno. E dove poter ricevere quotidianamente un pasto caldo.

Massimo Donati

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di Redazione web