Sicurezza
L’assemblea della San Felice: «Reimpiego per tutti e 42 i lavoratori»
Varata la proposta da sottoporre alla proprietà dopo l’annuncio dell’avvio della mobilità per l’azienda del gruppo Carrara
PISTOIA. Reimpiego di tutti i 42 dipendenti messi in mobilità per la chiusura della Cartiera San Felice del Gruppo Carrara. È con questa richiesta, uscita dall’assemblea dei lavoratori svoltasi martedì 18 luglio, che i rappresentanti di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil si presenteranno venerdì pomeriggio all’incontro con la proprietà dell’azienda di via Calabbiana a Piteccio. Un incontro che si svolgerà ad una settimana esatta di distanza dalla diffusione della notizia relativa all'attivazione della procedura di mobilità per l'imminente chiusura dello stabilimento.
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«Chiederemo all’azienda l’impegno a reimpiegare i lavoratori – spiega Giuseppe Gentile (Cgil), che con Fabio Guerri (Cisl) e Alberto Morosi (Uil) sta seguendo la crisi – L’eventuale tipo di reimpiego sarà poi oggetto della trattativa che intendiamo instaurare con la proprietà. Sappiamo che non è facile, ma da lì vogliamo partire. Speriamo che prevalga il buonsenso e che si possa aprire una trattative seria e rispettosa delle parti. Stiamo parlando di una realtà che ha un peso sul piano industriale e di una proprietà, la famiglia Carrara, che fa parte della comunità locale».
In gioco c'è il futuro di 42 lavoratori, molti dei quali di età compresa tra i 40 e i 50 anni. «Un'età – prosegue Gentile - in cui è difficile ricollocarsi sul mercato del lavoro. Per questo si tratta anche di un atto di responsabilità». All’incontro dovrebbe presentarsi il presidente della spa Alessandro Carrara, del cui consiglio di amministrazione fanno parte anche Paolo e Maurizio Carrara. Se la trattativa prenderà quota, quello di venerdì potrebbe essere solo il primo di una serie di incontri tra sindacati e vertici della San Felice, volti ad individuare una soluzione per i dipendenti dello stabilimento.
L’annuncio dell’attivazione della procedura di mobilità per tutti e 42 i lavoratori della cartiera, in attesa che la proprietà prenda una decisione definitiva (prevista per i primi giorni di agosto) sulla cessazione dell'attività, giunge a conclusione di un percorso lungo circa dieci anni, fatto di tentativi di rilancio dell'azienda, in difficoltà per il calo delle commesse, la crisi dei mercati di riferimento e la situazione economica generale.
Un decennio in cui gli investimenti operati dalla proprietà, il ricorso agli ammortizzatori sociali e l'applicazione dei contratti di solidarietà per il personale (ridimensionato in termini numerici nel corso degli anni) non sono bastati ad invertire la tendenza. Se la strada percorsa sarà effettivamente quella della chiusura dello stabilimento, resta, inoltre, da capire quale sarà il futuro dell'immobile di via Calabbiana.
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