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economia in crisi

Chiusura della Cartiera San Felice, il sindaco Tomasi prova a mediare

Chiusura della Cartiera San Felice, il sindaco Tomasi prova a mediare

Sindaco e assessore incontreranno mercoledì 19 luglio la proprietà e giovedì i sindacati. «Dobbiamo tentare di fare qualcosa»

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PISTOIA. Prima vertenza con posti di lavoro in ballo per il sindaco Alessandro Tomasi. Si tratta degli annunciati 42 lavoratori in mobilità della cartiera San Felice spa, con relativa chiusura dello stabilimento da parte della proprietà per mancanza di prospettive di mercato.Tomasi, che aveva fatto cenno alla crisi della Cartiera San Felice anche nel suo discorso di insediamento venerdì 14 luglio nel primo consiglio comunale della legislatura, ha deciso di giocare la carta dei colloqui – per ora – separati con i protagonisti della vicenda, evidentemente in cerca di uno spiraglio che consenta di salvare i posti di lavoro.

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Così Tomasi stesso e l’assessore alle attività produttive Gianna Risaliti, hanno fissato due incontri: uno con i sindacati Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom-Uil, e – in diversa data - con il presidente del consiglio di amministrazione della Cartiera San Felice spa, Alessandro Carrara.

«Si tratta di una perdita enorme per il nostro territorio sia a livello economico che sociale – commenta l’assessore Gianna Risaliti – Abbiamo chiesto ai proprietari ed ai sindacati un incontro per capire quali possano essere le prospettive per i 42 lavoratori della cartiera e, di conseguenza, per le loro famiglie».

A questo scopo, come detto, ieri mattina è stato chiesto dal sindaco un appuntamento sia a Giuseppe Gentile (Slc-Cgil), Fabio Guerri (Fistel-Cisl) e Alberto Morosi (Uilcom-Uil), previsto per giovedì 20 luglio, sia al presidente della San Felice spa Alessandro Carrara, in programma invece già per mercoledì 19.

«La mancanza di lavoro – dichiara Alessandro Tomasi - è un dramma che non risparmia la nostra città. Negli ultimi anni Pistoia ha subìto una forte deindustrializzazione, con molte aziende che sono state costrette a chiudere i battenti e con tante famiglie che si sono trovate a vivere nell’estrema difficoltà portata dalla disoccupazione. Questa amministrazione comunale, in una situazione di crisi economica che continua a colpire il Paese, ha il dovere di provare a fare qualcosa, come sburocratizzare e velocizzare le procedure di nostra competenza. Per il futuro del territorio – conclude il sindaco - sarà fondamentale attrarre investimenti privati».


 

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