Gioco
Dal Nespolo quattrocento no ai migranti nel capannone
di Fabio Calamati
Il neo-sindaco Tomasi accoglie in Comune il comitato che ha avviato la protesta «Basta nuovi arrivi a Pistoia, vanno coinvolti i Comuni che hanno fatto meno»
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PISTOIA. I quattrocento cittadini del Nespolo che hanno firmato contro l’arrivo dei migranti nel capannone di via Bure Vecchia non sono soli nella loro battaglia. Ieri hanno incassato l’appoggio esplicito del nuovo sindaco di centrodestra Alessandro Tomasi, che ha ricevuto in Comune una delegazione del comitato promotore della raccolta di firme. E ha ribadito la indisponibilità di Pistoia ad accogliere altri immigrati, visto che già oggi nel territorio comunale ne sono presenti 87 in più rispetto a quelli previsti dall’ultimo accordo tra Ministero dell’Interno e Anci.
Il comitato del Nespolo ha confermato per sabato mattina (alle 10,15) la manifestazione sit-in di protesta davanti alla prefettura: una delegazione chiederà anche di incontrare il prefetto Angelo Ciuni.
In una nota diffusa in mattinata, intanto, il comitato del Nespolo spiega le sue ragioni, respingendo le accuse di razzismo. “Non è politica, non è chiusura e non è razzismo – si legge – è razionale opposizione ad un’ipotesi che, se si concretizzasse, non favorirebbe nessuno se non chi ha la possibilità di riempirsi le tasche sulla pelle degli altri. Ecco perché gli abitanti del Nespolo hanno deciso di formare un comitato allo scopo di contrastare il progetto del centro accoglienza per migranti in via Bure Vecchia, ecco perché abbiamo deciso di far sentire la nostra voce”. La nota sottolinea che il primo motivo di opposizione sono proprio le condizioni del capannone preso in affitto “da tempo dichiarato inagibile e visibilmente fatiscente”. Accanto a questo problema, c’è “la sproporzione tra i migranti e la popolazione del luogo”, che “renderebbe impossibile una vera integrazione”.
Le istituzioni, intanto, sul tema migranti stanno trovando un fronte comune, al di là dei diversi colori politici. In una nota, il sindaco di Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi “ha ribadito la volontà politica di non essere disponibile ad accogliere altri immigrati sul territorio, già pesantemente gravato sul fronte dell’accoglienza”. Tomasi sta preparando una lettera da inviare ai colleghi sindaci della provincia per chiedere alla prefettura di non decidere altri arrivi. O, in alternativa, di “distribuire i richiedenti asilo in maniera equa tra i territori a livello provinciale”. Posizione simile a quella formalizzata dal pd Rinaldo Vanni, presidente della Provincia e sindaco di Monsummano, che dando conto di una riunione di sindaci svoltasi martedì, chiede che “ulteriori assegnazioni di quote di accoglienza sul territorio provinciale non dovranno avvenire se non preventivamente precedute da una modifica dell’accordo Ministero Interno - Anci”. Quell’accordo, cioè, che prevede un rapporto di 2,5 migranti ogni 1.000 abitanti e che a Pistoia è già stato (sia pur di poco) superato. Nel caso ci siano nuove quote da assegnare – sottolinea Vanni - “dovrà essere cura della prefettura dirottare i flussi sui Comuni che sono al di sotto del rapporto scaturito dall’accordo citato, per evitare che si creino condizioni di disparità con le comunità che hanno già dato molto in termini di accoglienza e alle quali oggettivamente non si può chiedere di piu”.
Il comitato del Nespolo ha confermato per sabato mattina (alle 10,15) la manifestazione sit-in di protesta davanti alla prefettura: una delegazione chiederà anche di incontrare il prefetto Angelo Ciuni.
In una nota diffusa in mattinata, intanto, il comitato del Nespolo spiega le sue ragioni, respingendo le accuse di razzismo. “Non è politica, non è chiusura e non è razzismo – si legge – è razionale opposizione ad un’ipotesi che, se si concretizzasse, non favorirebbe nessuno se non chi ha la possibilità di riempirsi le tasche sulla pelle degli altri. Ecco perché gli abitanti del Nespolo hanno deciso di formare un comitato allo scopo di contrastare il progetto del centro accoglienza per migranti in via Bure Vecchia, ecco perché abbiamo deciso di far sentire la nostra voce”. La nota sottolinea che il primo motivo di opposizione sono proprio le condizioni del capannone preso in affitto “da tempo dichiarato inagibile e visibilmente fatiscente”. Accanto a questo problema, c’è “la sproporzione tra i migranti e la popolazione del luogo”, che “renderebbe impossibile una vera integrazione”.
Le istituzioni, intanto, sul tema migranti stanno trovando un fronte comune, al di là dei diversi colori politici. In una nota, il sindaco di Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi “ha ribadito la volontà politica di non essere disponibile ad accogliere altri immigrati sul territorio, già pesantemente gravato sul fronte dell’accoglienza”. Tomasi sta preparando una lettera da inviare ai colleghi sindaci della provincia per chiedere alla prefettura di non decidere altri arrivi. O, in alternativa, di “distribuire i richiedenti asilo in maniera equa tra i territori a livello provinciale”. Posizione simile a quella formalizzata dal pd Rinaldo Vanni, presidente della Provincia e sindaco di Monsummano, che dando conto di una riunione di sindaci svoltasi martedì, chiede che “ulteriori assegnazioni di quote di accoglienza sul territorio provinciale non dovranno avvenire se non preventivamente precedute da una modifica dell’accordo Ministero Interno - Anci”. Quell’accordo, cioè, che prevede un rapporto di 2,5 migranti ogni 1.000 abitanti e che a Pistoia è già stato (sia pur di poco) superato. Nel caso ci siano nuove quote da assegnare – sottolinea Vanni - “dovrà essere cura della prefettura dirottare i flussi sui Comuni che sono al di sotto del rapporto scaturito dall’accordo citato, per evitare che si creino condizioni di disparità con le comunità che hanno già dato molto in termini di accoglienza e alle quali oggettivamente non si può chiedere di piu”.
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