Proteste
Profughi, più 33 per cento in un anno
di Valentina Vettori
Da agosto le persone ospitate in provincia nei Centri prima accoglienza e nelle strutture Sprar sono passate da 795 a 1.064
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PISTOIA. Più 33%. È questa la percentuale di aumento che registra la provincia di Pistoia, rispetto a un anno fa, nel numero di migranti richiedenti asilo, rifugiati o persone che hanno ottenuto una protezione sussidiaria o umanitaria sul territorio pistoiese.
Percentuale che, se tradotta in cifre, dice che dall’agosto 2016 le persone ospitate nelle strutture Cas (Centri di prima accoglienza straordinaria per richiedenti asilo, gestiti dalla prefettura e dal ministero dell’Interno) e Sprar (Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, sotto la gestione diretta dei Comuni) sono passate da 795 a 1.064. Con un tetto di presenze in ogni territorio comunale, stabilito a livello nazionale dal Ministero, che è passato da un migrante ogni 300 abitanti, a un migrante ogni 272, per far fronte all’emergenza nazionale dell’accoglienza.
In dettaglio, nella provincia di Pistoia, i migranti in attesa di un eventuale riconoscimento della protezione internazionale – affidata al pronunciamento delle Commissioni territoriali – sono 942. La parte da leone nell’accoglienza dei centri Cas – proprio in proporzione al numero degli abitanti – la fa il comune di Pistoia, che conta 340 ospiti, seguito da Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio, entrambi a quota 78.
Lo Sprar in provincia, invece, accoglie 122 persone (numero invariato rispetto al 2016) che hanno già ottenuto una forma di protezione internazionale: 25 a Marliana, San Marcello-Piteglio e Abetone-Cutigliano; 67 suddivisi tra Pistoia, Agliana, Quarrata, Pieve a Nievole, Monsummano e Serravalle Pistoiese; e 30, sotto la gestione diretta della Società della Salute della Valdinievole, nei comuni di Lamporecchio, Montecatini, Pescia e Uzzano.
Numeri alla mano, in provincia sono 8 i comuni già saturi dal punto di vista dell’accoglienza. Oltre al capoluogo, anche Abetone-Cutigliano, Lamporecchio, Larciano, Marliana, Quarrata, Sambuca e San Marcello-Piteglio.
Nel dicembre 2016, come stabilito dall’allora bando della prefettura, i posti nelle strutture destinati alla prima accoglienza Cas in provincia erano 1.070. Oggi, invece, in virtù dell’ultimo bando che la prefettura, nel maggio scorso, ha pubblicato per individuare nuove strutture da destinare alla prima accoglienza, i posti a disposizione sono 1.099. Il bando ne ricercava 1.284 e hanno risposto otto soggetti – tra cooperative, associazioni e privati – per un totale di 1.249 posti potenzialmente fruibili. Cifra, però, a cui vanno sottratti i 150 posti che la società Oltreilmare srl di Castagneto Carducci aveva messo a disposizione nell’edificio della ex questura in via Macallè. Nonostante la sua comparsa nella graduatoria del bando, infatti, la struttura non possiede l’idoneità per ospitare 150 persone (l’immobile dovrebbe essere adeguato da un punto di vista della normativa antincendio, con interventi superiori al milione di euro) e, fattore altrettanto centrale, il Comune di Pistoia dovrebbe concedere un cambio di destinazione d’uso dell’immobile. Aspetto, quest’ultimo, rigettato fin da subito dall’ex sindaco Samuele Bertinelli – all’indomani della notizia uscita sui giornali, durante la campagna elettorale per le amministrative a Palazzo di Giano – e sottoscritta anche dall’attuale sindaco Alessandro Tomasi. «Se diventerò io sindaco – disse Tomasi – non darò mai l’autorizzazione al cambio di destinazione di questo immobile per accogliere i migranti». Parole che sottolineano come, anche per il futuro, l’edificio della ex questura non sarà utilizzabile per l’accoglienza.
Percentuale che, se tradotta in cifre, dice che dall’agosto 2016 le persone ospitate nelle strutture Cas (Centri di prima accoglienza straordinaria per richiedenti asilo, gestiti dalla prefettura e dal ministero dell’Interno) e Sprar (Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, sotto la gestione diretta dei Comuni) sono passate da 795 a 1.064. Con un tetto di presenze in ogni territorio comunale, stabilito a livello nazionale dal Ministero, che è passato da un migrante ogni 300 abitanti, a un migrante ogni 272, per far fronte all’emergenza nazionale dell’accoglienza.
In dettaglio, nella provincia di Pistoia, i migranti in attesa di un eventuale riconoscimento della protezione internazionale – affidata al pronunciamento delle Commissioni territoriali – sono 942. La parte da leone nell’accoglienza dei centri Cas – proprio in proporzione al numero degli abitanti – la fa il comune di Pistoia, che conta 340 ospiti, seguito da Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio, entrambi a quota 78.
Lo Sprar in provincia, invece, accoglie 122 persone (numero invariato rispetto al 2016) che hanno già ottenuto una forma di protezione internazionale: 25 a Marliana, San Marcello-Piteglio e Abetone-Cutigliano; 67 suddivisi tra Pistoia, Agliana, Quarrata, Pieve a Nievole, Monsummano e Serravalle Pistoiese; e 30, sotto la gestione diretta della Società della Salute della Valdinievole, nei comuni di Lamporecchio, Montecatini, Pescia e Uzzano.
Numeri alla mano, in provincia sono 8 i comuni già saturi dal punto di vista dell’accoglienza. Oltre al capoluogo, anche Abetone-Cutigliano, Lamporecchio, Larciano, Marliana, Quarrata, Sambuca e San Marcello-Piteglio.
Nel dicembre 2016, come stabilito dall’allora bando della prefettura, i posti nelle strutture destinati alla prima accoglienza Cas in provincia erano 1.070. Oggi, invece, in virtù dell’ultimo bando che la prefettura, nel maggio scorso, ha pubblicato per individuare nuove strutture da destinare alla prima accoglienza, i posti a disposizione sono 1.099. Il bando ne ricercava 1.284 e hanno risposto otto soggetti – tra cooperative, associazioni e privati – per un totale di 1.249 posti potenzialmente fruibili. Cifra, però, a cui vanno sottratti i 150 posti che la società Oltreilmare srl di Castagneto Carducci aveva messo a disposizione nell’edificio della ex questura in via Macallè. Nonostante la sua comparsa nella graduatoria del bando, infatti, la struttura non possiede l’idoneità per ospitare 150 persone (l’immobile dovrebbe essere adeguato da un punto di vista della normativa antincendio, con interventi superiori al milione di euro) e, fattore altrettanto centrale, il Comune di Pistoia dovrebbe concedere un cambio di destinazione d’uso dell’immobile. Aspetto, quest’ultimo, rigettato fin da subito dall’ex sindaco Samuele Bertinelli – all’indomani della notizia uscita sui giornali, durante la campagna elettorale per le amministrative a Palazzo di Giano – e sottoscritta anche dall’attuale sindaco Alessandro Tomasi. «Se diventerò io sindaco – disse Tomasi – non darò mai l’autorizzazione al cambio di destinazione di questo immobile per accogliere i migranti». Parole che sottolineano come, anche per il futuro, l’edificio della ex questura non sarà utilizzabile per l’accoglienza.
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