Il Tirreno

Pistoia

L’antico lavatoio è salvo, finiti i lavori di restauro

di Valentina Vettori
L'antico lavatoio restaurato di via Cammelli (Foto Gori)
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L'antico lavatoio restaurato di via Cammelli (Foto Gori)

La struttura di via Cammelli e quella in stato di abbandono di piazza San Lorenzo  sono le uniche testimonianze architettoniche di questo genere rimaste a Pistoia

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PISTOIA. Recuperato e messo in sicurezza l’antico lavatoio di via Cammelli, la cui copertura in muratura era crollata lo scorso novembre dopo intense giornate di pioggia. La struttura, una delle pochissime rimaste in prossimità del centro cittadino, è di proprietà di Palazzo di Giano e la sua costruzione risale probabilmente alla metà del secolo scorso, come la gran parte degli altri lavatoi censiti nell’inventario dei fabbricati del Comune di Pistoia.

L’intervento di messa in sicurezza, effettuato dai tecnici del Comune, si è concluso nei giorni scorsi e ha visto il ripristino della copertura con un tetto provvisorio in lamiera, sorretto da travi in legno che rafforzano gli archetti in mattoncini della struttura. Il passo successivo sarà poi l’intervento della Sovrintendenza alle Belle arti che si dovrà occupare del restauro definitivo. Così come annunciato già, all’indomani del crollo del tetto, dalla precedente amministrazione Bertinelli che si era detta disponibile a reperire finanziamenti ad hoc per garantire il recupero del lavatoio.

«Già un paio di anni fa – racconta Franco Parigini, residente della zona – un gruppo di cittadini firmò una petizione per chiedere al Comune il restauro del lavatoio. È una struttura a cui tutti noi siamo affezionati. È stato costruito insieme alle case popolari di via Cammelli, e immagino venisse usato da tutte le famiglie. A quel tempo mica esistevano le lavatrici. È una bella cosa che sia stato messo in sicurezza. È il simbolo di questo quartiere».

Un simbolo che negli ultimi anni, però, si era ridotto a piccola discarica a cielo aperto, e muro dove qualcuno si era divertito a scrivere con le bombolette di vernice. Il perdurante abbandono ne ha poi determinato il crollo del tetto, sotto il peso delle intemperie e degli anni trascorsi senza alcun tipo di verifica strutturale.

Il lavatoio di via Cammelli è uno degli oltre 120 manufatti simili che il Comune possiede nel suo patrimonio immobiliare.

La stragrande maggioranza di questi si trova ancora nelle frazioni collinari e montane del territorio – sette solo nella zona di Santomoro e quattro a Villa di Baggio –, mentre in città “resistono” solo il lavatoio di piazza San Lorenzo (anch’esso malconcio e in abbandono da diversi anni) e quello, appunto, di via Cammelli, che dopo l’intervento del Comune è però tornato simbolo del quartiere.

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