Sicurezza
Più assessori e con stipendi più bassi
Salgono dai 5 di Bertinelli a 8. Il sindaco Tomasi: meno deleghe, per lavorare meglio
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PISTOIA. «Abbasseremo gli stipendi agli assessori, ne avremo probabilmente otto e saranno dei professionisti che non vivono di politica. Meno deleghe per ciascuno: così potranno lavorare meglio ed incontrare i cittadini che vogliono a parlare con loro».
È un fiume in piena il neo sindaco Alessandro Tomasi nel giorno della sua prima conferenza stampa, ribadendo più volte ciò che ha sempre detto in campagna elettorale: la città necessita di una classe politica che non crei carriere ad hoc destinate a durare per sempre. Per questo è importante, dice Tomasi, che anche la giunta sia composta da persone che lavorano. Al suo fianco in conferenza alcuni esponenti del centro destra come Marco Baldassari e Stefano Mugnai, oltre ad alcuni neo consiglieri comunali come Barbara Masini che, con le sue 157 preferenze è la donna più votata del centro destra.
«Ho chiesto già a diversi professionisti la possibilità di fare gli assessori e tutti mi hanno risposto la necessità di conciliare la vita lavorativa con quella politica. Dopo nemmeno una settimana dal suo insediamento, la coalizione di centro destra si mostra alla città più forte che mai e esulta per una vittoria che consegna Tomasi alla storia cittadina.
«Siamo fortemente soddisfatti per il risultato elettorale –il commento di Alberto Lapenna, coordinatore provinciale Forza Italia– non potevamo scegliere un candidato migliore di Alessandro. Lo conoscevo da tempo ma si è dimostrato davvero un gigante facendo capire a tutti come la politica sia fatta di emozioni e di entusiasmi, non solo di ricerca del potere». E tornando ai primi giorni da neo sindaco Tomasi parla delle tante cose da fare, a partire dalla Giostra dell’Orso. «Questa giostra va fatta per la città –spiega– viene un po’peggio? Non importa. Intanto facciamola, poi a settembre faremo subito un tavolo per un accordo quadro per i prossimi tre anni».
«Fare le amministrative il 25 giugno è pazzesco, mi sono trovato davanti tanti atti a metà e che devono essere chiusi. È un momento delicato. Stiamo cominciando ad acquisire tutti gli atti e ad analizzarli, poi diremo quale sarà il punto zero da dove partire –continua Tomasi– si sta discutendo sugli assessori? È bene. Più ci sono discussione e confronto e meglio è. Questo significa ricchezza di risorse umane». E il neo sindaco accenna anche alla situazione dei dipendenti comunali e alle dimissioni di Stefano Cristiano dal Cda di Publiacqua «Mi dispiace che se ne sia andato, ha preso da solo la decisione. Ricordo che io da consigliere dall’opposizione sono stato l’unico a votare sì alla ripubblicizzazione dell’acqua in un silenzio assordante». Oltre a Cristiano, anche Rodolfo Sacchettini lascia a presidenza dell’Atp perché la sua carica è decaduta automaticamente con quella del sindaco. «Il clima tra i dipendenti comunali non è buono e c’è carenza di personale: io dico ripartiamo da zero e ricostruiamo perché lì dentro ci sono tante eccellenze». Altra questione quella dei dirigenti. «Non è che sia contrario alla loro rotazione, anzi. Solo che le persone devono avere anche il tempo di entrare nel meccanismo ed acquisire le competenze necessarie. Spostare continuamente significa bloccare poi l’ufficio per un tempo infinito».
Alessandra Tuci
È un fiume in piena il neo sindaco Alessandro Tomasi nel giorno della sua prima conferenza stampa, ribadendo più volte ciò che ha sempre detto in campagna elettorale: la città necessita di una classe politica che non crei carriere ad hoc destinate a durare per sempre. Per questo è importante, dice Tomasi, che anche la giunta sia composta da persone che lavorano. Al suo fianco in conferenza alcuni esponenti del centro destra come Marco Baldassari e Stefano Mugnai, oltre ad alcuni neo consiglieri comunali come Barbara Masini che, con le sue 157 preferenze è la donna più votata del centro destra.
«Ho chiesto già a diversi professionisti la possibilità di fare gli assessori e tutti mi hanno risposto la necessità di conciliare la vita lavorativa con quella politica. Dopo nemmeno una settimana dal suo insediamento, la coalizione di centro destra si mostra alla città più forte che mai e esulta per una vittoria che consegna Tomasi alla storia cittadina.
«Siamo fortemente soddisfatti per il risultato elettorale –il commento di Alberto Lapenna, coordinatore provinciale Forza Italia– non potevamo scegliere un candidato migliore di Alessandro. Lo conoscevo da tempo ma si è dimostrato davvero un gigante facendo capire a tutti come la politica sia fatta di emozioni e di entusiasmi, non solo di ricerca del potere». E tornando ai primi giorni da neo sindaco Tomasi parla delle tante cose da fare, a partire dalla Giostra dell’Orso. «Questa giostra va fatta per la città –spiega– viene un po’peggio? Non importa. Intanto facciamola, poi a settembre faremo subito un tavolo per un accordo quadro per i prossimi tre anni».
«Fare le amministrative il 25 giugno è pazzesco, mi sono trovato davanti tanti atti a metà e che devono essere chiusi. È un momento delicato. Stiamo cominciando ad acquisire tutti gli atti e ad analizzarli, poi diremo quale sarà il punto zero da dove partire –continua Tomasi– si sta discutendo sugli assessori? È bene. Più ci sono discussione e confronto e meglio è. Questo significa ricchezza di risorse umane». E il neo sindaco accenna anche alla situazione dei dipendenti comunali e alle dimissioni di Stefano Cristiano dal Cda di Publiacqua «Mi dispiace che se ne sia andato, ha preso da solo la decisione. Ricordo che io da consigliere dall’opposizione sono stato l’unico a votare sì alla ripubblicizzazione dell’acqua in un silenzio assordante». Oltre a Cristiano, anche Rodolfo Sacchettini lascia a presidenza dell’Atp perché la sua carica è decaduta automaticamente con quella del sindaco. «Il clima tra i dipendenti comunali non è buono e c’è carenza di personale: io dico ripartiamo da zero e ricostruiamo perché lì dentro ci sono tante eccellenze». Altra questione quella dei dirigenti. «Non è che sia contrario alla loro rotazione, anzi. Solo che le persone devono avere anche il tempo di entrare nel meccanismo ed acquisire le competenze necessarie. Spostare continuamente significa bloccare poi l’ufficio per un tempo infinito».
Alessandra Tuci
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