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Pistoia

La nuova sfida della famiglia Corsini 

La nuova sfida della famiglia Corsini 

L’azienda agricolo-casearia più “alta” della Toscana produrrà anche insaccati

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CUTIGLIANO. Ogni volta è una scommessa professionale. La voglia di migliorarsi e di offrire alla clientela prodotti genuini. Adesso si tratta di creare un laboratorio per la produzione di insaccati derivati da diversi tipi di carni. Non sono ancora usciti dall’ebrezza della festa di sabato scorso per il decennale della loro azienda agrituristica, ma Giuseppe Corsini e la sua famiglia stanno già progettando il futuro.

Corsini gestisce l’azienda agricola Le Roncacce, sopra il Melo, a Cutigliano. La vera caratteristica dell’azienda? È di essere la realtà del settore situata alla quota più alta in Toscana, 1.300 metri. Dieci anni della struttura agrituristica, venti di attività agrituristica e venti di attività di caseificazione. Tappe fondamentali del percorso professionale della famiglia Corsini, che vende i suoi prodotti in molte realtà, sia al livello provinciale che regionale. Un loro vanto è il legame che li unisce alla catena dell’Unicoop Montagna Pistoiese.

«Nel prossimo futuro – spiega Giuseppe Corsini – nel corso di questo anno, creeremo anche un laboratorio per la lavorazione di carne di maiale ma anche di bovini e selvaggina, soprattutto per la produzione di insaccati. Poi dovremo distribuirli anche nei punti vendita che serviamo ora, e soprattutto utilizzarli nel nostro agriturismo».

Giuseppe Corsini, coadiuvato dalla moglie Anna Signorini e dai figli Roy, Alberto e Filippo, ha da sempre basato la sua carriera professionale sulla lungimiranza. Già a partire dalla scelta, venti anni fa, di sostituire le pecore che allevava il nonno con le mucche. «Negli anni Venti del secolo scorso – spiega – mio nonno, che si chiamava come me, comprò questi terreni e dette vita al pascolo di pecore. Dopo di lui così fece mio padre Giglio. Poi io scelsi l’allevamento delle mucche e abbandonai quello delle pecore».

La svolta, circa 12 anni fa, con la “stalla automatizzata”. Senza perdere mai di vista il benessere dell’animale, anzi proprio per salvaguardarlo: ogni mucca ha una sorta di chip con il quale viene tenuta costantemente sotto controllo. «Abbiamo 50 mucche da latte – spiega Corsini – 50 vitelli da macellare, produciamo circa 1.000 litri di latte al giorno che lavoriamo producendo burro, formaggi, yogurt, ricotte. Produzione implementata notevolmente da quando due anni fa abbiamo creato un nuovo caseificio».

Adesso la famiglia Corsini sta per intraprendere la nuova sfida.

Carlo Bardini

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