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Pistoia

Assenteismo in prefettura: dopo le condanne potrebbe già scattare il licenziamento

Assenteismo in prefettura: dopo le condanne potrebbe già scattare il licenziamento

Pistoia, ora il ministero deve decidere se scongelare il procedimento disciplinare o attendere la sentenza della Cassazione

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PISTOIA. Verrà assai probabilmente riavviato a giorni il procedimento disciplinare nei confronti dei 13 dipendenti della prefettura condannati per “assenteismo” martedì in tribunale. Procedimento che la direzione centrale del ministero dell’interno aveva aperto nel 2014 contestando gli addebiti a tutti gli indagati (complessivamente 49), per poi sospenderlo in attesa degli accertamenti penali in corso e dell’esito del giudizio. La legge sul pubblico impiego – la cosiddetta “Legge Brunetta” – non prevede alcun automatismo in questo campo, la pubblica amministrazione può prescindere dal processo penale, anche se la prassi è quella di attende almeno la sentenza di primo grado. Anche in fatto di licenziamento in tronco, che è ciò che rischiano i dipendenti condannati. Purché motivi tali provvedimenti estremi con elementi concreti, fornisca prove solide e segua le procedure.

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Comunque, il ministero, oltre a scongelare i procedimenti disciplinari, potrebbe alla fine decidere per una sanzione meno pesante rispetto al licenziamento. Anche perché proprio per il caso della prefettura di Pistoia ci sono già dei precedenti in tal senso: i dipendenti che hanno scelto di patteggiare la pena in fase di indagini preliminari o nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup non sono infatti stati licenziati, ma sono stati sospesi per un lungo periodo dal lavoro con stipendio zero.

Fatto sta che la riforma Brunetta ha introdotto nel campo del pubblico impiego tre principali innovazioni: la pubblica amministrazione può sanzionare autonomamente dal giudice penale; in caso di assoluzione penale, il dirigente autore del licenziamento preventivo non deve rispondere del danno erariale conseguente alla eventuale reintegrazione del dipendente; la truffa del badge è prevista esplicitamente come causa di licenziamento al primo colpo.

Sarà comunque la direzione centrale del ministero a decidere il da farsi, non appena avrà ricevuto la copia della sentenza di condanna.
 

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