Il Tirreno

Pistoia

Da 4 a 7 anni le pene  per i rapinatori della OroKappa 

di Pasquale Petrella
L'intervento dei carabinieri alla Gioielleria OroKappa di Quarrata il 28 dicembre 2016 (Foto Gori)
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L'intervento dei carabinieri alla Gioielleria OroKappa di Quarrata il 28 dicembre 2016 (Foto Gori)

I due giostrai residenti a Prato hanno chiesto di patteggiare Le richieste più pesanti sono per gli altri 3 imputati del Nord

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PISTOIA. Quattro anni e sei mesi di reclusione più duemila euro di multa è la pena sulla quale accusa e difesa si sono messi d’accordo per chiedere il patteggiamento davanti al giudice delle udienze preliminari Alessandro Buzzegoli, per Roby Galliano, 35 anni, e Alfredo Tauman di 31, entrambi residenti a Prato.

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Più severe le richieste fatte dal pubblico ministero Fabio Di Vizio per gli altri tre imputati: sette anni e due mesi per Denis Moretti, 43 anni di Reggio Emilia, domiciliato nel campo Due Carrare di Padova, e sette anni di reclusione per Thomas Innocenti, 37enne di Trieste ma domiciliato a Treviso e Nike Moretti, 40enne di Legnago (Verona) e domiciliato a Pianiga (Venezia).

I cinque giostrai sarebbero i responsabili della rapina messa a segno il 28 dicembre dell’anno scorso nella Gioielleria OroKappa in via IV Novembre a Quarrata che fruttò circa duecentocinquantamila euro fra oro e gioielli.

La rapina fu messa a segno intorno alle cinque e mezzo del pomeriggio. Con l’oscurità calata da pochi minuti, uno dei rapinatori, col volto parzialmente coperto da un berretto e il bavero del giubbotto alzato, si affacciò alla porta a vetri della gioielleria. Katiuscia Capecchi, titolare della gioielleria, pensando che fosse un cliente, aprì la porta. In un attimo entrarono in quattro col volto travisato da passamontagna e armati. All’interno del negozio, oltre alla signora Capecchi c’erano anche dei clienti, tra i quali una signora (che poco dopo, per lo choc, ebbe un leggero malore) e un rappresentante, con il campionario di gioielleria da piercing.

I quattro razziarono tutto, compreso il campionario del rappresentante e fuggirono a bordo di un’auto scura alla cui guida c’era un quinto complice. Ma a tradire i banditi fu proprio l’auto: un’Audi A4, perché era stata rubata a Padova nei giorni precedenti ed era munita di gps (global positioning system) di cui i banditi non erano a conoscenza. Così la polizia di Padova ha potuto seguire tutto il tragitto fatto dai giostrai che trovatisi a Milano, dove era stata nascosta l’auto, erano partiti alla volta di Quarrata. In zona avevano preso a bordo anche i due giostrai di Prato, che molto probabilmente erano stati i basisti che avevano organizzato il colpo. Dopo la rapina i tre sono tornati nel padovano mentre i due pratesi tornarono rispettivamente nelle loro abitazioni in via Traversa delle Calvane e in viale Marconi. La polizia riuscì a bloccarli ancor prima che riuscissero a far sparire il bottino. I due Moretti ed Innocenti furono arrestati il 29 dicembre. Perché le manette scattassero anche ai polsi dei due giostrai di Prato ci fu bisogno di più tempo. A loro gli investigatori sono arrivati nello scorso mese di aprile dopo aver minuziosamente esaminato i filmati della rapina in cui uno dei due pratesi aveva perso il passamontagna. E così, attraverso anche i riscontri dei tabulati telefonici e degli agganci alle cellule telefoniche i poliziotti sono riusciti a collocare nella banda anche Galliano e Tauman.

Quella del dicembre scorso non è stata la prima rapina subita dalla Gioielleria OroKappa, era già successo con una dinamica del tutto simile nel novembre del 2013. Allora il bottino fu circa di 100mila euro.


 

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