Attenzione
Tomasi: non pensavamo di farcela
di Fabio Calamati
«La sensazione che si aprivano degli spazi è cresciuta negli ultimi mesi. Se andrò a Cgil Incontri? Molto volentieri»
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PISTOIA. Dov’era quando ha saputo le prime notizie che facevano presagire la vittoria?
Ero a cena con due amici, la moglie e i figli. Ce ne siamo stati appartati, la tensione era troppa. Mi hanno comunicato i primi dati da i ragazzi che controllavano i seggi, al circolo Mcl di via Borgognoni.
Rispetto all’11 giugno ha ottenuto 8.600 voti in più in occasione del ballottaggio. Da dove pensa che siano arrivati questi voti?
Intanto da una parte del centrodestra che ha preso coraggio quando ci ha visti al ballottaggio e ha pensato che questa volta non partivano battuti. Una parte nel mondo del centrosinistra, ho incontrato tanti che me lo hanno detto apertamente. E una parte dagli elettori di Sabella e da quelli di altri candidati che avevano posizioni simili alle mie. Credo comunque che il fatto fondamentale sia stato quello di aver rotto un tabù, sia a destra che a sinistra, dove c’è gente che ha pensato “va bene, vediamo cosa succede se votiamo un altro”.
Sinceramente: ma qualche mese fa, all’inizio della campagna elettorale, ve lo aspettavate di potercela fare?
No. Ma siamo partiti con un pensiero fisso, quello di costruire le condizioni per potercela giocare al meglio. Quindi l’unità del centrodestra, la creazione di una lista civica. Poi nel corso del tempo abbiamo intravisto uno spiraglio.
In campagna elettorale si è usato come argomento contro di te il tuo passato in formazioni di estrema destra come CasaPound. Il candidato stesso di CasaPound, Lorenzo Berti, ha dovuto smentire che tu fossi tra i fondatori. Puoi chiarire come stanno le cose?
Più delle mie parole possono far capire come stanno le cose proprio le parole di Lorenzo Berti. Il fatto che si siano candidati contro di me può togliere ogni dubbio. Ho amicizie con alcuni di loro maturate prima della politica, allo stadio, per una comune passione per la Pistoiese. Anzi, se posso dirlo, il mio impegno in politica è andato in direzione contraria all’estremisomo. Sono sempre stato iscritto a Azione Giovani, il movimento giovanile di An, e ho instradato molti giovani pistoiesi verso la destra più istituzionale. Guardate il confronto con Lucca, dove è mancato un movimento forte di Azione Giovani: lì CasaPound è molto forte. Qui da noi invece Fratelli d’Italia ha preso il 10 per cento e CasaPound è andata male.
Dieci anni di lavoro in consiglio comunale con molto impegno su temi come le aziende partecipate, dalla Farcom alla Spes. Ma al di là di Tomasi, su quali esperienze si baserà il suo governo?
Ci sono tante persone sedute nei banchi dell’opposizione che hanno fatto questo cammino con me e che sono una risorsa. Poi ho già chiesto a diverse altre persone di impegnarsi. Chiaro che non è facile: questi pistoiesi sono spesso dei professionisti, vivono del loro lavoro, non hanno mai fatto politica, devono accettare quest’idea che viene a cambiare loro la vita. Molti mi devono ancora rispondere. Infine, non ho preclusioni a chiedere, se c’è la disponibilità, a persone che hanno cultura diversa dalla mia ad essere coinvolte nel governo. Penso anche alle nomine nelle aziende partecipate. Io stesso anche in passato ho riconosciuto capacità ad alcuni amministratori nominati da Samuele Bertinelli e non vedo perché non possano darci una mano. Molti sono in scadenza di secondo mandato e quindi ci sono problemi di regolamento, ma noi dobbiamo essere laici su questo. Non dobbiamo lasciarci condizionare dagli steccati ideologici, questa per noi è una esigenza oltre che una impostazione che ho sempre avuto.
Dopo la giornata di ieri, qual è la Pistoia che può guardare con più fiducia al futuro?
Tutti i cittadini, perché voglio essere il sindaco di tutti. Soprattutto dei giovani.
Tra pochi giorni inizia Cgil Incontri, quest’anno alla Cattedrale ex Breda. È prevista anche la presenza del sindaco. Ci andrà?
Molto volentieri.
Altri servizi alle pagine da 2 a 7
Ero a cena con due amici, la moglie e i figli. Ce ne siamo stati appartati, la tensione era troppa. Mi hanno comunicato i primi dati da i ragazzi che controllavano i seggi, al circolo Mcl di via Borgognoni.
Rispetto all’11 giugno ha ottenuto 8.600 voti in più in occasione del ballottaggio. Da dove pensa che siano arrivati questi voti?
Intanto da una parte del centrodestra che ha preso coraggio quando ci ha visti al ballottaggio e ha pensato che questa volta non partivano battuti. Una parte nel mondo del centrosinistra, ho incontrato tanti che me lo hanno detto apertamente. E una parte dagli elettori di Sabella e da quelli di altri candidati che avevano posizioni simili alle mie. Credo comunque che il fatto fondamentale sia stato quello di aver rotto un tabù, sia a destra che a sinistra, dove c’è gente che ha pensato “va bene, vediamo cosa succede se votiamo un altro”.
Sinceramente: ma qualche mese fa, all’inizio della campagna elettorale, ve lo aspettavate di potercela fare?
No. Ma siamo partiti con un pensiero fisso, quello di costruire le condizioni per potercela giocare al meglio. Quindi l’unità del centrodestra, la creazione di una lista civica. Poi nel corso del tempo abbiamo intravisto uno spiraglio.
In campagna elettorale si è usato come argomento contro di te il tuo passato in formazioni di estrema destra come CasaPound. Il candidato stesso di CasaPound, Lorenzo Berti, ha dovuto smentire che tu fossi tra i fondatori. Puoi chiarire come stanno le cose?
Più delle mie parole possono far capire come stanno le cose proprio le parole di Lorenzo Berti. Il fatto che si siano candidati contro di me può togliere ogni dubbio. Ho amicizie con alcuni di loro maturate prima della politica, allo stadio, per una comune passione per la Pistoiese. Anzi, se posso dirlo, il mio impegno in politica è andato in direzione contraria all’estremisomo. Sono sempre stato iscritto a Azione Giovani, il movimento giovanile di An, e ho instradato molti giovani pistoiesi verso la destra più istituzionale. Guardate il confronto con Lucca, dove è mancato un movimento forte di Azione Giovani: lì CasaPound è molto forte. Qui da noi invece Fratelli d’Italia ha preso il 10 per cento e CasaPound è andata male.
Dieci anni di lavoro in consiglio comunale con molto impegno su temi come le aziende partecipate, dalla Farcom alla Spes. Ma al di là di Tomasi, su quali esperienze si baserà il suo governo?
Ci sono tante persone sedute nei banchi dell’opposizione che hanno fatto questo cammino con me e che sono una risorsa. Poi ho già chiesto a diverse altre persone di impegnarsi. Chiaro che non è facile: questi pistoiesi sono spesso dei professionisti, vivono del loro lavoro, non hanno mai fatto politica, devono accettare quest’idea che viene a cambiare loro la vita. Molti mi devono ancora rispondere. Infine, non ho preclusioni a chiedere, se c’è la disponibilità, a persone che hanno cultura diversa dalla mia ad essere coinvolte nel governo. Penso anche alle nomine nelle aziende partecipate. Io stesso anche in passato ho riconosciuto capacità ad alcuni amministratori nominati da Samuele Bertinelli e non vedo perché non possano darci una mano. Molti sono in scadenza di secondo mandato e quindi ci sono problemi di regolamento, ma noi dobbiamo essere laici su questo. Non dobbiamo lasciarci condizionare dagli steccati ideologici, questa per noi è una esigenza oltre che una impostazione che ho sempre avuto.
Dopo la giornata di ieri, qual è la Pistoia che può guardare con più fiducia al futuro?
Tutti i cittadini, perché voglio essere il sindaco di tutti. Soprattutto dei giovani.
Tra pochi giorni inizia Cgil Incontri, quest’anno alla Cattedrale ex Breda. È prevista anche la presenza del sindaco. Ci andrà?
Molto volentieri.
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