Il Tirreno

Pistoia

Abusi edilizi nei vivai, segnalazioni in crescita 

di Tiziana Gori
Abusi edilizi nei vivai, segnalazioni in crescita 

Il timore che gli allagamenti siano causati da lavori non a norma ha portato ad una crescita degli esposti alla Municipale. Tre casi finiti in procura a giugno

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PISTOIA. Nel corso degli ultimi 3-4 anni, con il ripetersi degli allagamenti per i quali vengono – a torto o a ragione – chiamati in causa anche i vivaisti, le segnalazioni si sono fatte più frequenti. Esposti al Nucleo vigilanza edilizia dei vigili urbani di vicini, o imprenditori con proprietà confinanti, che chiedono controlli sui cambiamenti avvenuti, sulla nuova vasetteria o sui rialzamenti dei terreni.

La Municipale non avrebbe, di suo, mezzi e agenti in numero tale da poter effettuare un controllo continuo e costante del territorio destinato a vivaio. Si muove soprattutto sulla base di segnalazioni, e con l’aumento di queste può succedere, come alcune settimane fa, che a finire nella rete siano anche grossi vivaisti.

Il 5 giugno il Nucleo vigilanza edilizia ha inoltrato alla procura della Repubblica, alla Regione, al Ministero delle Infrastrutture, al prefetto e alla Provincia una notifica di reato per presunti abusi di tre aziende vivaistiche della Piana pistoiese. Una attualmente in liquidazione, e le altre due di notevole peso per il settore. Alla prima viene contestata la realizzazione di un laghetto artificiale. Ad un’altra l’asfaltatura di un piazzale e quella di una viabilità poderale ad esso collegato, pur essendo in presenza di vincolo sismico, stradale e urbanistico (nel regolamento vigente l’area è classificata come “agricola specializzata di pianura”). Anche nel terzo caso i controlli hanno portato all’accertamento di opere di nuova costruzione: un piazzale in ghiaia di circa mille metri quadri, un fosso (per un tratto in superficie e per un tratto tombato), un tratto di viabilità poderale, nuova vasetteria su una superficie complessiva di circa 11 mila metri quadri.

Nel rapporto dei vigili urbani s’ipotizza la violazione urbanistica dell’art. 44 comma 1 lettera b del Dpr 06/06/2001 n. 380: realizzazione di opere in assenza di permesso. Quando si vuole realizzare viabilità poderale è necessario, ricorda il Nucleo vigilanza, inoltrare richiesta di permesso a costruire. Se si vuole fare lavori in zone a vincolo paesaggistico è necessario il via libera dalla Sovrintendenza. Possono esserci anche vincoli sismici, di rispetto della fascia di distanza dalla strada o dall’argine dei torrenti. E naturalmente vincoli perché ci si trova in area ad alto rischio idraulico. In ogni caso, prudenza vuole che prima di costruire ci si confronti con l’autorità preposta. O può succedere, come per le tre aziende vivaistiche, che nel rapporto dei vigili urbani scatti la notifica di reato e venga trasmesso in procura.

 

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