Il dolore
Tra Bertinelli e Tomasi due idee di città
Ricette opposte su servizi e bilancio, ma un invito comune ad abbassare i toni della campagna elettorale. Ma gli "aficionados" di centrodestra hanno rumoreggiato quando si è parlato di corsi di tango per malati di Parkinson e della lotta al nazifascismo.
Gli appelli: un futuro europeo e senza paura per Bertinelli, centrodestra legittimato a governare secondo Tomasi
PISTOIA. Privatizzazioni, gestione del verde, rapporti con il vivaismo, sociale, stato delle casse comunali: la visione è diversa, in alcuni casi divergente. L’appello iniziale invece li accomuna. Chiamati in causa da uno dei giornalisti che modera il confronto finale a quattro giorni dal ballottaggio, Tomasi e Bertinelli invitano ad abbassare i toni. Toni che soprattutto sui social hanno raggiunto negli ultimi giorni picchi di calore consoni alla temperatura di un giugno già infuocato dal sole.
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Almeno duecento persone mercoledì 21 giugno alla Fondazione Maic hanno assistito all’ultimo confronto pubblico tra il candidato del centrodestra Alessandro Tomasi e il sindaco uscente del centrosinistra Samuele Bertinelli moderato da quattro giornalisti locali. È una campagna elettorale che sta scaldando una città di 90mila abitanti, con un risultato che si preannuncia tutt’altro che scontato alla luce del primo turno.
Bertinelli e Tomasi dimostrano sin da subito di non voler buttarla in rissa. Un invito rivolto anche da Luigi Bardelli, patron di Tvl, sul cui canale viene trasmesso in diretta il confronto. Sguardi tesi, sorrisi all’inizio tirati che si stemperano con il passare dei secondi, abbigliamento casual per entrambi, i due candidati si salutano con una stretta di mano e una frase di condoglianze da parte di Bertinelli per la perdita del nonno (proprio ieri) da parte di Tomasi.
Campagna elettorale dai toni violenti. «Ho smesso da giorni - rivela Tomasi - di andare su facebook. Invito i miei sostenitori ad abbassare i toni. Nei miei anni di consiglio il fair play non è mancato, non è nel mio stile. Stiamo al merito delle cose. Avverto anch’io una tensione eccessiva. Se il 25 giugno vince Bertinelli sarà il mio sindaco, della città, dei miei figli».
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«Credo anch’io - afferma Bertinelli - che sia una campagna elettorale brutta. E il sindaco (lui, ndr) è stato oggetto di contumelie e insulti da molto prima del suo inizio, in quanto rappresentazione fisica delle istituzioni. Un uso improprio, un malcostume e un decadimento della vita pubblica che preoccupano. Preoccupa ancora di più quando chi lo fa è un candidato al consiglio». Poi l’invito «a evitare bugie». «Non si può dire per giorni - si accende il sindaco - che arriveranno i profughi al Nespolo, è un atteggiamento poco serio (applausi scroscianti)».
Il problema dell’astensione e il rapporto con i pistoiesi. «Viviamo un’intemperia storica nella quale la disaffezione è totale - commenta Bertinelli - ed è trasversale verso tutti i partiti, condizionati dal decimo anno di recessione economica. Ma dobbiamo ricordarci che la democrazia va esercitata. La politica si occupa comunque di noi, e non lo fa al meglio. Il mio appello è: andate a votare il 25 giugno». Su come recuperare il rapporto con la cittadinanza, Bertinelli ribadisce quanto già annunciato in precedenti occasioni: più assessori (otto), con giunte nei paesi, e contatti diretti col territorio. Ricorda il patto di collaborazione tra Comune e frazioni firmato alcuni mesi fa, che s’innesta su questo percorso.
«In queste elezioni siamo tornati a fare il porta a porta - speiga Alessandro Tomasi - Suonare ai campanelli, andare in giro con l’auto e l’altoparlante. Parlare con le persone, ascoltare. Con l’addio delle circoscrizioni è fondamentale recuperare il contatto col territorio. Gli assessori devono essere di più e più presenti, ma anche i consiglieri». E sul come stia portando avanti la propria campagna elettorale Tomasi aggiunge: «Non faccio leva sulla paura, non voglio demonizzare nessuno. Parlo delle mie idee» (applausi scroscianti).
Privatizzazioni dei nidi comunali. La diversità di idee si materializza. Tomasi riconosce l’eccellenza maturata sin dagli anni ’70-80 dai nidi pistoiesi. Ma evidenzia difficoltà di bilancio, poca flessibilità negli orari, l’invecchiamento dell’età anagrafica delle maestre. «Serve un nuovo regolamento (il precedente è del 2011), che permetta ai privati di allargare l’offerta. Non voglio licenziare nessuno, e aprire ai privati è un qualcosa che già il sindaco Berti aveva fatto, con Pantagruel. Non ho paura dei privati se il pubblico riesce a controllare e governare il cambiamento».
«È un punto di differenza abbastanza radicale - risponde Bertinelli - Il bilancio è sanato, il Comune ha già aperto, siglando per la prima volta un protocollo d’intesa per la qualità dei servizi coi nidi privati. Ma se si vuole vendere per risparmiare, per fare cassa, bisogna dire che i primi ad essere chiusi saranno i nidi di collina, di montagna, con pochi bambini, che invece noi vogliamo preservare. È un errore avere un approccio contabile su questi temi».
Impianti sportivi. Uno dei "temi caldi" della campagna elettorale, con le strutture chiuse (Legno Rosso), mai riparate in due anni (Pallone del pattinaggio) o con società che hanno più volte protestato per la mancanza di strutture adeguate. Bertinelli annuncia che ripartirà dal Patto per lo sport con il Coni, risorse aggiuntive per 1,5 milioni di euro da dedicare agli impianti. "Ma bisogna ricordare da dove si veniva": un modo per dire che nel suo mandato si è avviata una vera rivoluzione, mettendo fine agli affidamenti senza gare, alle proroghe, alla carenza di controlli. E poi a Pistoia ci sono realtà di primo livello, dal Tennis Club al grande impegno nelle attività sportive per le fasce deboli, come il noto per i disabili, il quarto traguardo della Pistoia Abetone, i corsi di tango per malati di Parkinson. Una evocazione, quest'ultima, che ha suscitato strepiti e ironie nella parte del pubblico pronta ad applaudire Tomasi.
Quest'ultimo ha fatto mostra di non condividere l'atteggiamento dei suoi supporter, ma sul punto ha replicato prontamente a Bertinelli. "Il pregresso - ha detto - non è certo colpa nostra". Ha aggiunto che sul regolamento per la gestione degli impianti sportivi sono necessari alcuni ritocchi e che il merito di certi interventi (ad esempio la risistemazione di tre palestre scolastiche) sono merito della Fondazione Caripit che ha finanziato gli interventi. Fondazione che Tomasi vorrebbe coinvolgere anche in progetti di più ampio respiro , come un vero centro polifunzionale.
Gli appelli. Bertinelli ha descritto una cittò "civilissima, solidale, capace di progetti educativi di altissimo valore". Ancora ululati di disapprovazione della solita parte del pubblico quando il sindaco in carica ha parlato della medaglia d'argento al valor militare di Pistoia per la lotta al nazifascismo. "Pistoia - ha continuato Bertinelli - merita di cambiare quel che c'è da cambiare, ma in un'ottica europea, guardando al futuro senza farsi spaventare". Il cardine della proposta per i prossimi anni sta nel Piano strategico di sviluppo, che ridisegnerà il futuro della città per i prossimi anni anche dal punto di vista economico, in un quadro istituzionale caratterizzato dall'idea di Comune unico da Serravalle ad Agliana e dalla prospettiva di PIstoia capitale europea del verde.
"Mi chiamo Alessandro Tomasi, sono padre di due figli, non vivo di politica, mi alzo alle 4 del mattino per lavorare e sono un uomo libero. Non sono un pericolo per la democrazia di questa città". Tomasi ha scelto di iniziare con queste parole il suo appello al voto, tutto puntato sull'orgoglio di un centrodestra che in questa campagna elettorale rivendica con forza il suo buon diritto a governare la città. "Non rappresento la peggior destra di Pistoia ma gente che lavora e che ha una dignità" ha detto ancora Tomasi replicando alle valutazioni critiche espresse da Bertinelli su tanti "compagni di viaggio" di destra del candidato sindaco. "Vi chiedo di darci fiducia perché siamo in grado di governare" ha concluso Tomasi.
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