Il dolore
Bartolomei e il giallo del posto in giunta
L’esponente della Lega: Bertinelli me l’aveva offerto. Ma arriva una raffica di smentite: è tutto falso
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PISTOIA. Ma è possibile che Samuele Bertinelli abbia chiesto ripetutamente, nei mesi scorsi, ad un esponente politico tanto lontano da lui come Alessio Bartolomei di appoggiarlo nella corsa a sindaco, offrendogli in cambio “importanti incarichi nella futura giunta”? Chiunque segua la vita politica pistoiese difficilmente troverebbe due personaggi più agli antipodi di Bartolomei e Bertinelli: al di là della loro amicizia, gli scontri e le stoccate in consiglio comunale sono state frequentissime in quest’ultimo mandato amministrativo.
Ma ora, con una lettera aperta inviata ai media e diffusa anche su Facebook, Bartolomei proprio questo afferma, nero su bianco. E dall’entourage di Samuele Bertinelli è arrivata, secca e tagliente, la smentita: è assolutamente falso. Smentisce anche la parlamentare Caterina Bini e l’ex capogruppo Pd in consiglio comunale, Giovanni Sarteschi, rivolta addirittura le cose: sarebbe stato Bartolomei, in più di una circostanza, a chiedere a Bertinelli uno spazio, che non gli è stato concesso. L’intera vicenda appare quanto meno singolare, sia pure in una campagna elettorale dura come quella che la città sta vivendo.
A parte questa circostanza, nella lettera Bartolomei attacca Bertinelli soprattutto per le critiche che quest’ultimo ha rivolto ad Alessandro Tomasi e ai suoi alleati (e Bartolomei è portacolori della Lega Nord), giudicati inpreparati, affamati di potere, pronti a inventare notizie-bufala per mettere in difficoltà il sindaco, capaci di frequentazioni disinvolte con personaggi dell’estrema destra.
Bartolomei risponde per le rime. “Sei davvero convinto – scrive rivolto a Bertinelli – che, senza di te, Pistoia cadrebbe in mani indegne e pericolose? La lettera di scuse che hai scritto alla città era sincera o solo uno strumento per apparire da qui al ballottaggio quello che, per natura, non riesci ad essere? Pensi davvero che persone come me, che non sono da un quarto d'ora all'opposizione, ma lo sono idealmente da 70 anni e materialmente da 23, che conoscono il bilancio del Comune come quello delle proprie aziende, e che hanno cognizione di ogni singolo aspetto di questa città, dove da sempre vivono e sono cresciute, rappresentino quanto di peggio esista in Italia, solo perché hanno liberamente scelto di continuare a sposare un disegno alternativo di città, anziché il tuo? Per la prima volta mi fai davvero paura”
Ma ora, con una lettera aperta inviata ai media e diffusa anche su Facebook, Bartolomei proprio questo afferma, nero su bianco. E dall’entourage di Samuele Bertinelli è arrivata, secca e tagliente, la smentita: è assolutamente falso. Smentisce anche la parlamentare Caterina Bini e l’ex capogruppo Pd in consiglio comunale, Giovanni Sarteschi, rivolta addirittura le cose: sarebbe stato Bartolomei, in più di una circostanza, a chiedere a Bertinelli uno spazio, che non gli è stato concesso. L’intera vicenda appare quanto meno singolare, sia pure in una campagna elettorale dura come quella che la città sta vivendo.
A parte questa circostanza, nella lettera Bartolomei attacca Bertinelli soprattutto per le critiche che quest’ultimo ha rivolto ad Alessandro Tomasi e ai suoi alleati (e Bartolomei è portacolori della Lega Nord), giudicati inpreparati, affamati di potere, pronti a inventare notizie-bufala per mettere in difficoltà il sindaco, capaci di frequentazioni disinvolte con personaggi dell’estrema destra.
Bartolomei risponde per le rime. “Sei davvero convinto – scrive rivolto a Bertinelli – che, senza di te, Pistoia cadrebbe in mani indegne e pericolose? La lettera di scuse che hai scritto alla città era sincera o solo uno strumento per apparire da qui al ballottaggio quello che, per natura, non riesci ad essere? Pensi davvero che persone come me, che non sono da un quarto d'ora all'opposizione, ma lo sono idealmente da 70 anni e materialmente da 23, che conoscono il bilancio del Comune come quello delle proprie aziende, e che hanno cognizione di ogni singolo aspetto di questa città, dove da sempre vivono e sono cresciute, rappresentino quanto di peggio esista in Italia, solo perché hanno liberamente scelto di continuare a sposare un disegno alternativo di città, anziché il tuo? Per la prima volta mi fai davvero paura”
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