Attenzione
Bartoli: io, alternativo a destra e sinistra
L’esponente renziano rimarrà neutrale tra i due candidati. «Piuttosto, perché nessuno di loro mi ha davvero cercato?»
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PISTOIA. L’ha detto chiaro, già quattro giorni fa, che tra i due candidati in lizza per il Comune, uno di centrodestra e uno di centrosinistra, la sua posizione è terza: né con l’uno né con l’altro. Anche se Roberto Bartoli è un ex dirigente del Pd (che ha lasciato ad aprile) e in ballo c’è la possibilità che la città per la prima volta si ritrovi il 26 giugno con un sindaco di centrodestra.
Bartoli è il candidato sindaco arrivato terzo l’11 giugno scorso, dietro i due attuali sfidanti, Samuele Bertinelli per il centrosinistra e Alessandro Tomasi per il centrodestra. Il primo gli ha telefonato e avrebbero preso il caffè insieme, anche col secondo si sono anche visti; ma il risultato è stato nullo. “La questione è semplice – ha scritto Bartoli sul suo profilo Facebook – nelle cose, nelle proposte, nei programmi io sono stato e sono alternativo a Bertinelli e Tomasi. Come ho sempre detto, il riformismo e l'alternativa non si fanno a chiacchiere ma con proposte concrete”. Bartoli porta anche alcuni esempi. “Area Ceppo: Bertinelli e Tomasi sono per l'accordo attuale, io sono per cambiarlo; modifica regolamento urbanistico per consentire davvero ristrutturazioni: Bertinelli contrario, Tomasi favorevole dopo il primo turno; da parte mia, a onor del vero assieme a Sabella, priorità assoluta; parcheggio San Bartolomeo: Bertinelli e Tomasi sono d'accordo per non farlo, io per provare ancora a farlo”.
Ieri Bartoli è tornato sul punto, ancora con un post su Facbook. “Con insistenza mi viene chiesto per chi voterò domenica prossima, da sinistra e da destra. Qualcuno si spinge a dire che dovrei farlo per trasparenza o per dimostrare che non ho accordi sottobanco etc. Mi pare fantapolitica. Proviamo a rimettere in fila le cose. Al ballottaggio sono andati due candidati. Se questi due candidati volevano il mio sostegno avrebbero dovuto cercarmi e aprire con me un ragionamento per un eventuale apparentamento. Un ragionamento non sui posti, mai sarei entrato in una giunta, ma sulla città, integrando loro il proprio programma con le mie proposte”.
Insomma, si torna alla questione dei programmi, delle cose da fare. Proprio quello che – come lui stesso dice – lo contraddistingue radicalmente sia dall’esponente del centrodestra Tomasi che da quello del centrosinistra Bertinelli. E difatti l’accordo non è arrivato, come conferma Bartoli. “Questo non l'hanno fatto, al netto di aperture che guardano solo al mio elettorato. Quindi perché io dovrei sostenere qualcuno fermo sul suo programma che io non ho condiviso? Ma di cosa stiamo parlando?”
Bartoli è il candidato sindaco arrivato terzo l’11 giugno scorso, dietro i due attuali sfidanti, Samuele Bertinelli per il centrosinistra e Alessandro Tomasi per il centrodestra. Il primo gli ha telefonato e avrebbero preso il caffè insieme, anche col secondo si sono anche visti; ma il risultato è stato nullo. “La questione è semplice – ha scritto Bartoli sul suo profilo Facebook – nelle cose, nelle proposte, nei programmi io sono stato e sono alternativo a Bertinelli e Tomasi. Come ho sempre detto, il riformismo e l'alternativa non si fanno a chiacchiere ma con proposte concrete”. Bartoli porta anche alcuni esempi. “Area Ceppo: Bertinelli e Tomasi sono per l'accordo attuale, io sono per cambiarlo; modifica regolamento urbanistico per consentire davvero ristrutturazioni: Bertinelli contrario, Tomasi favorevole dopo il primo turno; da parte mia, a onor del vero assieme a Sabella, priorità assoluta; parcheggio San Bartolomeo: Bertinelli e Tomasi sono d'accordo per non farlo, io per provare ancora a farlo”.
Ieri Bartoli è tornato sul punto, ancora con un post su Facbook. “Con insistenza mi viene chiesto per chi voterò domenica prossima, da sinistra e da destra. Qualcuno si spinge a dire che dovrei farlo per trasparenza o per dimostrare che non ho accordi sottobanco etc. Mi pare fantapolitica. Proviamo a rimettere in fila le cose. Al ballottaggio sono andati due candidati. Se questi due candidati volevano il mio sostegno avrebbero dovuto cercarmi e aprire con me un ragionamento per un eventuale apparentamento. Un ragionamento non sui posti, mai sarei entrato in una giunta, ma sulla città, integrando loro il proprio programma con le mie proposte”.
Insomma, si torna alla questione dei programmi, delle cose da fare. Proprio quello che – come lui stesso dice – lo contraddistingue radicalmente sia dall’esponente del centrodestra Tomasi che da quello del centrosinistra Bertinelli. E difatti l’accordo non è arrivato, come conferma Bartoli. “Questo non l'hanno fatto, al netto di aperture che guardano solo al mio elettorato. Quindi perché io dovrei sostenere qualcuno fermo sul suo programma che io non ho condiviso? Ma di cosa stiamo parlando?”
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