Il Tirreno

Pistoia

Torna a rubare, arresto bis 4 anni dopo 

di Francesco Turchi
Torna a rubare, arresto bis 4 anni dopo 

Ladro-giardiniere di Pistoia di nuovo nei guai: quattro anni fa l’imprenditore derubato gli aveva offerto un lavoro

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CERRETO GUIDI. Stesso posto, un cantiere abbandonato a Lazzeretto. Epilogo (quasi) identico: le manette. L’altra volta, però, aveva trovato una persona – il derubato – che gli aveva offerta una possibilità di riscatto. Sembrava l’inizio della svolta della sua vita. Ma poi le cose sono andate diversamente.

Perché 1.530 giorni dopo Marcello Mucci, 53 anni, pistoiese, è tornato al solito posto (che nel frattempo è sempre più avvolto nel degrado) per rubare il rame da rivendere sul mercato nero, per qualche euro al chilogrammo. Ma sono arrivati i carabinieri e lo hanno arrestato. E stavolta nessuno gli ha teso una mano e difficilmente ci sarà un “lieto fine”. Che invece sembrava esserci stato più o meno quattro anni fa.

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Sono i primi giorni di aprile, quando un manager si rivolge alla nostra redazione. Si chiama Paolo Pedrotti, e da alcuni mesi vive in uno dei 50 appartamenti tra via del Vincio e via Trento, nella frazione cerretese. È stato incaricato dalla proprietà di vendere quelle case. Nel cuore della notte viene svegliato dai rumori. Esce, si ritrova di fronte un ladro e lo colpisce con un coltello da cucina, ferendolo. Poi chiama i carabinieri e lo fa arrestare. Ma il giorno dopo decide di scrivergli una lettera, attraverso il nostro giornale. E spiega: «L’ho ferito perché mi sono spaventato. Alle 6 del mattino, in pigiama, mi ritrovo di fronte quest’uomo con la tuta mimetica che poi mi piomba addosso. Cosa avrei dovuto fare? Però poi ho capito che è un disperato, un “ultimo”. E ho deciso di aiutarlo. Ecco perché gli offro un lavoretto retribuito».

Poi si rivolge direttamente a Mucci: «Tu ti sei beccato una coltellata, e me ne scuso. Ma avevo una paura fottuta quando ti ho sorpreso a rubare dentro casa. E te anziché abbozzare una resa, quando ho pronunciato la parola “carabinieri”, ti sei palesato con un aggressività che mi ha visto mio malgrado costretto ad offendere colpendoti con una lama, cosa alquanto desueta per me che sono un pacifista convinto».

Quindi la proposta: «Hai scardinato ben 32 cassette di derivazione, asportando 18 chili di filo di rame, che venduto sul mercato a 3 euro al chilo ti avrebbe fruttato un bottino al netto delle tasse di ben 60 euro, facendo comunque un danno di 6/7. 000 euro. Ti chiedo se ne vale la pena? Quando tornerai in libertà, vieni qui e porta con te un tosaerba. Ti prometto che ti farò tagliare l’erba del cantiere e ti darò otto euro all’ora».

Marcello, che ha un passato da giardiniere, raccoglie l’invito. I due si incontrano, si abbracciano. Si chiariscono. Mucci si scusa, spiega che ha iniziato a rubare per bisogno, dopo essere stato licenziato. Pedrotti mantiene la promessa. E per alcuni mesi l’allora cinquantaquattrenne lavora saltuariamente come giardiniere nel residence. La storia fa il giro d’Italia, i due sono protagonisti nei salotti televisivi. Il processo si concluderà poche settimane più tardi con un “non luogo a procedere”. Passano pochi mesi e Marcello volta definitivamente pagina: inizia a fare il fruttivendolo. Poi però qualcosa non va per il verso giusto. Perché giovedì 15 giugno, intorno alle 6, i carabinieri di Cerreto Guidi notano un’auto all’interno del complesso immobiliare ormai completamente abbandonato. Si avvicinano e bloccano un uomo. Ha appena smontato le grondaie in rame del fabbricato. Perquisiscono la macchina e sequestrano arnesi da scasso e tre matasse di cavi elettrici con anima in rame. Quell’uomo è Mucci, che finisce in manette per tentato furto aggravato. Il giudice ha convalidato l’arresto e concesso i termini a difesa; il 58enne è tornato in libertà in attesa del processo, ma con l’obbligo di dimora a Pistoia e con il divieto di uscire dalle ore 20 alle 7.


 

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