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Pistoia

Bertinelli si confessa «Ho molto lavorato e molto sbagliato» 

Bertinelli si confessa «Ho molto lavorato e molto sbagliato» 

Lungo post su Facebook 4 giorni dopo la delusione delle urne «Sto battendo strade nuove, cambiando quel che c’è da cambiare»

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PISTOIA. Il post di 56 righe è comparso intorno alle 17 sul profilo Facebook “Per Samuele Bertinelli”, firmato con il nome di battesimo a mò di firma, che segnala la diretta paternità del sindaco uscente. Un messaggio insolito, non solo per la sua lunghezza, ma soprattutto perché il candidato sindaco del centrosinistra mette per la prima volta nero su bianco una vibrante autocritica sui suoi primi 5 anni da sindaco. E lo fa quattro giorni dopo l’esito deludente delle elezioni amministrative (37,5%), che lo vedono costretto al ballottaggio contro il candidato del centrodestra Alessandro Tomasi (26,7%).

“Nella mia vita – scrive Bertinelli – avevo provato tanti sentimenti. Orgoglio, rabbia, amore, delusione. Da sindaco ho dovuto imparare anche il senso acre della vergogna, che non avevo mai conosciuto prima. Mi sono vergognato per l’erba alta e i giochi inutilizzabili nei giardini, per le perdite d’acqua lungo le strade non riparate per settimane, per quei vetri a scuola che sono rimasti rotti per un tempo indecentemente lungo. Per alcune ferite aperte, come quella del pallone di pattinaggio, e per interventi molto attesi, come quello per la qualificazione di piazza della Resistenza, rimandati di stagione in stagione”.

Non è mancato l’impegno, sottolinea Bertinelli, che anzi è stato tanto. Ma “ho molto lavorato, e molto sbagliato” osserva il sindaco. E si spiega: “Ho cercato tenacemente di aprire un nuovo orizzonte per la città, di governare il presente con gli occhi del futuro. La città vive infatti ogni giorno, e si tratta di raccordare, più e meglio di quanto io non sia riuscito a fare, queste due dimensioni”. Insomma, va bene cercare di costruire il futuro, ma occorre badare con la medesima intensità anche al presente, spesso fatto di piccoli problemi che però richiedono una soluzione in tempi ragionevoli.

Bertinelli cita una mail inviata da Antonio Sofia, un “babbo pendolare” che vive tra Bari e Pistoia e che dopo averlo votato nel 2012, l’11 giugno non l’ha fatto perché – dice lui – “qualcosa si è rotto” nel rapporto tra il primo cittadino e la città. Antonio tuttavia spera che Bertinelli vinca al ballottaggio, perché nelle città governate dalla destra – dice parlando per esiperienza diretta – “ il vivere diventa non infrequentemente “mortificante, adombra di grigiore, ratifica il desiderio di conformarsi alle voci prepotenti del mondo”.

“Antonio – conclude Bertinelli – mi chiede di vincere queste elezioni, perché Pistoia è anche un po’ sua. Io il mio impegno a realizzare una sintonia nuova con la città lo sto già praticando. Per questo sto già battendo strade nuove, fedele a quel che sono, cambiando quel che c’è da cambiare”.

Inutile dire che il post ha subito suscitato una bufera di repliche. Divise tra chi apprezza la sincerità e l’onestà e chi invece etichetta l’uscita del sindaco come una mera trovata elettorale.



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