Sicurezza
Visite, certificati e spese ma rimane senza patente
L’odissea di un pensionato diabetico alle prese con burocrazia e uffici chiusi «A chi giovano alla fine tutte questi pagamenti e queste perdite di tempo»
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PISTOIA. File agli sportelli, richieste di visite mediche, liste di attesa, uffici chiusi e spese, tante spese. È la storia di Patrizio Turi, 73enne diabetico, che doveva rinnovare la propria patente di guida entro il 9 giugno scorso. Senza riuscirci. Rimbalzato tra Asl e Aci.
L’odissea inizia il 10 maggio, quando si reca all’Aci di Pistoia. Il 16 maggio si sottopone ad una visita medica che gli è stata prescritta, dicendo di essere appunto diabetico. Il medico gli dice di sottoporsi ad ulteriore visita diabetologica e poi tornare. Lui chiama il Centro diabetico che segue il suo caso: gli dicono che deve prima fare richiesta al proprio medico, poi andare al Cup e infine fare la visita.
«Per ottenere la richiesta dal medico occorre poco meno di un pomeriggio –racconta– Era il 16 maggio. Il giorno successivo al Cup mi dicono che a Pistoia non c’è posto e che devo andare o a Pescia oppure rivolgermi a privati. Provo con Pescia, ma l’unico posto libero è il 6 giugno. Nel frattempo devo fare la visita oculistica per la quale non c’è più posto a maggio. Così l’ho fatta alla Misericordia il 1° giugno, spendendo 43 euro».
«Non solo –continua– a Pescia mi chiedono anche un elettrocardiogramma e le analisi del sangue, oltre a pagare le 22 euro della visita. Altra fila alle Poste».
A Pescia Patrizio Turi chiede al medico se ogni anno avrebbe dovuto fare la stessa trafila: il medico lo rassicura, solo ogni tre anni, dato che ha solo è 73 anni. «Ma le trafile e le spese non sono finite – continua – L’8 giugno mi sottopongo nuovamente alla visita all’Aci e il medico, senza alcun accertamento, mi dice che mi avrebbe fatto il rinnovo della patente solo per un anno e mezzo. Io ho risposto che tutte queste duplicazioni erano inutili e che mi sarei rivolto ai giornali e all’assessore regionale. Così il medico ha risposto che lo stavo minacciando ed ha chiamato un impiegato dell’Aci».
Ma Patrizio Turi ribadisce di non avercela con il medico in questione, ma con il sistema, sbagliato. «Mi dice anche che avrei dovuto recarmi in Commissione perché ho un’altra patologia risultante dalla visita a Pescia. Così all’Aci mi dicono che devo recarmi in via della Quiete alla Commissione patenti dell’Asl dicendo che la patente mi sarebbe scaduta il 9 giugno e che, se non fossi riuscito a farmi rilasciare una certificazione che la visita non sarebbe stata possibile prima di quella data, avrei dovuto richiedere un permesso provvisorio di guida».
Per farla breve: all’Asl l’ufficio Commissione è chiuso, il telefono squilla a vuoto e sulla porta un cartello indica gli orari di apertura e un numero limitato di 20 appuntamenti. Fatto sta che Patrizio Turi non è riuscito a rinnovare la sua patente entro il 9 giugno. «Non è possibile evitare tutto ciò effettuando periodiche visite di controllo al Centro diabetico? – si domanda – A chi giovano queste spese ulteriori e queste perdite di tempo?». (a.t.)
L’odissea inizia il 10 maggio, quando si reca all’Aci di Pistoia. Il 16 maggio si sottopone ad una visita medica che gli è stata prescritta, dicendo di essere appunto diabetico. Il medico gli dice di sottoporsi ad ulteriore visita diabetologica e poi tornare. Lui chiama il Centro diabetico che segue il suo caso: gli dicono che deve prima fare richiesta al proprio medico, poi andare al Cup e infine fare la visita.
«Per ottenere la richiesta dal medico occorre poco meno di un pomeriggio –racconta– Era il 16 maggio. Il giorno successivo al Cup mi dicono che a Pistoia non c’è posto e che devo andare o a Pescia oppure rivolgermi a privati. Provo con Pescia, ma l’unico posto libero è il 6 giugno. Nel frattempo devo fare la visita oculistica per la quale non c’è più posto a maggio. Così l’ho fatta alla Misericordia il 1° giugno, spendendo 43 euro».
«Non solo –continua– a Pescia mi chiedono anche un elettrocardiogramma e le analisi del sangue, oltre a pagare le 22 euro della visita. Altra fila alle Poste».
A Pescia Patrizio Turi chiede al medico se ogni anno avrebbe dovuto fare la stessa trafila: il medico lo rassicura, solo ogni tre anni, dato che ha solo è 73 anni. «Ma le trafile e le spese non sono finite – continua – L’8 giugno mi sottopongo nuovamente alla visita all’Aci e il medico, senza alcun accertamento, mi dice che mi avrebbe fatto il rinnovo della patente solo per un anno e mezzo. Io ho risposto che tutte queste duplicazioni erano inutili e che mi sarei rivolto ai giornali e all’assessore regionale. Così il medico ha risposto che lo stavo minacciando ed ha chiamato un impiegato dell’Aci».
Ma Patrizio Turi ribadisce di non avercela con il medico in questione, ma con il sistema, sbagliato. «Mi dice anche che avrei dovuto recarmi in Commissione perché ho un’altra patologia risultante dalla visita a Pescia. Così all’Aci mi dicono che devo recarmi in via della Quiete alla Commissione patenti dell’Asl dicendo che la patente mi sarebbe scaduta il 9 giugno e che, se non fossi riuscito a farmi rilasciare una certificazione che la visita non sarebbe stata possibile prima di quella data, avrei dovuto richiedere un permesso provvisorio di guida».
Per farla breve: all’Asl l’ufficio Commissione è chiuso, il telefono squilla a vuoto e sulla porta un cartello indica gli orari di apertura e un numero limitato di 20 appuntamenti. Fatto sta che Patrizio Turi non è riuscito a rinnovare la sua patente entro il 9 giugno. «Non è possibile evitare tutto ciò effettuando periodiche visite di controllo al Centro diabetico? – si domanda – A chi giovano queste spese ulteriori e queste perdite di tempo?». (a.t.)
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