Attenzione
Ecco i renziani pro Bertinelli e Tomasi abbraccia Sabella
Diplomazie al lavoro per rastrellare voti in vista del voto del 25 giugno mentre i due candidati sindaci si rituffano nella campagna elettorale
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PISTOIA. Sono giornate fitte di telefonate, incontri ufficiosi, colloqui destinati a preparare terreni comuni, il tutto in vista del ballottaggio del 25 giugno. Le macchine elettorali dei due candidati sindaci rimasti, Samuele Bertinelli per il centrosinistra e Alessandro Tomasi per il centrodestra, si sono lanciate nelle ultime due settimane decisive per la Pistoia dei prossimi cinque anni. Quali strategie stanno mettendo in campo i due avversari?
Qui centrosinistra. Samuele Bertinelli si è rimesso, pancia a terra, a fare quello che aveva iniziato a fare negli ultimi giorni di campagna elettorale: cioè un sistematico porta a porta sia in città che nella infinita periferia pistoiese, per presentare la proposta del centrosinistra ed ascoltare problemi e critiche, con una particolare accentazione sull’ascolto che – ora tutti dicono – forse è un po’ mancato.
Un’autocritica più circostanziata l’ha firmata su Facebook l’ex capogruppo Pd in Comune Giovanni Sarteschi, uomo molto vicino a Bertinelli. “I cittadini – ha scritto Sarteschi – chiedono un Comune più veloce nelle risposte e più attento alle piccole cose, quelle di tutti i giorni, e che però cambiano la vita. A partire da una manutenzione efficiente del patrimonio pubblico: strade, parchi, impianti pubblici. Le cose che si vedono e, quelle sì, parlano da sole. Non bastano i buoni esempi privati, ci vogliono i buoni esempi dei pubblici poteri”. Sarteschi comunque non si limita all’autocritica: invoca, ad esempio, l’intervento chiarificatore dei massimi dirigenti Pd sulla candidatura di Roberto Bartoli, che dopo essere uscito dal partito, si è candidato esplicitamente contro il candidato sindaco indicato dal Pd, mettendo in evidenza una divisione interna fortissima. E proprio questa divisione è la più difficile da superare nel tentativo di rimettere insieme le sparse membra del popolo di centrosinistra che l’11 giugno ha trovato sulla scheda ben 4 candidati sindaci “di area”: oltre a Bertinelli e a Bartoli (4.584 voti), Ginevra Lombardi (2.041) e Francesca Barontini (1.037). Bartoli ha attaccato duramente l’amministrazione Bertinelli durante tutta la campagna elettorale. E anche dall’assemblea dei candidati consiglieri delle due liste che hanno sostenuto Bartoli, lunedì sera, sono venute per lo più voci contrarie ad ogni accordo. Bartoli per ora non ha comunque fatto dichiarazioni ultimative e del resto non ha neanche ricevuto richieste esplicite dall’uno o dall’altro concorrente.
C’è però un gruppo consistente di esponenti Pd di orientamento renziano ( e quindi lontani da Bertinelli) che stanno alimentando sul web una campagna a favore del sindaco uscente. Scrive ad esempio Riccardo Michelozzi: “Impariamo ad ingoiare i bocconi acidi, non diamo Pistoia alla destra. È vero che il gruppo dirigente Pd ci sta provando, ma non dobbiamo permetterglielo.
Andiamo e votiamo Bertinelli, magari per alcuni anche tappandosi il naso”.Non si tapperà il naso, invece, un altro convinto renziano da sempre vicino a Bartoli, come il consigliere regionale Massimo Baldi, che ieri ha annunciato apertamente il suo voto al ballottaggio per Bertinelli.
Qui centrodestra. Anche Tomasi si è rimesso in moto per le ultime due settimane di campagna, evitando accuratamente il terreno di scontro destra-sinistra proposto da Bertinelli e rilanciando invece proposte concrete. “Creare un unico sportello polifunzionale e rendere semplici ed efficienti i servizi online vorrebbe dire migliorare notevolmente le giornate dei cittadini, facendo loro risparmiare tempo, denaro e stress” ha scritto sul suo profilo Facebook. Oggi, inoltre, sarà annunciato l’accordo politico tra Tomasi e la lista Amo Pistoia di Alessandro Sabella (2.003 voti). Ma, secondo le indiscrezioni, non l’apparentamento, che in caso di vittoria di Tomasi al ballottaggio poteva valere 4 seggi. L’ipotesi pare abbia sollevato contrarietà negli altri alleati di Tomasi, in particolare da quella Forza Italia dal cui gruppo consiliare Sabella proviene.
Fabio Calamati
Qui centrosinistra. Samuele Bertinelli si è rimesso, pancia a terra, a fare quello che aveva iniziato a fare negli ultimi giorni di campagna elettorale: cioè un sistematico porta a porta sia in città che nella infinita periferia pistoiese, per presentare la proposta del centrosinistra ed ascoltare problemi e critiche, con una particolare accentazione sull’ascolto che – ora tutti dicono – forse è un po’ mancato.
Un’autocritica più circostanziata l’ha firmata su Facebook l’ex capogruppo Pd in Comune Giovanni Sarteschi, uomo molto vicino a Bertinelli. “I cittadini – ha scritto Sarteschi – chiedono un Comune più veloce nelle risposte e più attento alle piccole cose, quelle di tutti i giorni, e che però cambiano la vita. A partire da una manutenzione efficiente del patrimonio pubblico: strade, parchi, impianti pubblici. Le cose che si vedono e, quelle sì, parlano da sole. Non bastano i buoni esempi privati, ci vogliono i buoni esempi dei pubblici poteri”. Sarteschi comunque non si limita all’autocritica: invoca, ad esempio, l’intervento chiarificatore dei massimi dirigenti Pd sulla candidatura di Roberto Bartoli, che dopo essere uscito dal partito, si è candidato esplicitamente contro il candidato sindaco indicato dal Pd, mettendo in evidenza una divisione interna fortissima. E proprio questa divisione è la più difficile da superare nel tentativo di rimettere insieme le sparse membra del popolo di centrosinistra che l’11 giugno ha trovato sulla scheda ben 4 candidati sindaci “di area”: oltre a Bertinelli e a Bartoli (4.584 voti), Ginevra Lombardi (2.041) e Francesca Barontini (1.037). Bartoli ha attaccato duramente l’amministrazione Bertinelli durante tutta la campagna elettorale. E anche dall’assemblea dei candidati consiglieri delle due liste che hanno sostenuto Bartoli, lunedì sera, sono venute per lo più voci contrarie ad ogni accordo. Bartoli per ora non ha comunque fatto dichiarazioni ultimative e del resto non ha neanche ricevuto richieste esplicite dall’uno o dall’altro concorrente.
C’è però un gruppo consistente di esponenti Pd di orientamento renziano ( e quindi lontani da Bertinelli) che stanno alimentando sul web una campagna a favore del sindaco uscente. Scrive ad esempio Riccardo Michelozzi: “Impariamo ad ingoiare i bocconi acidi, non diamo Pistoia alla destra. È vero che il gruppo dirigente Pd ci sta provando, ma non dobbiamo permetterglielo.
Andiamo e votiamo Bertinelli, magari per alcuni anche tappandosi il naso”.Non si tapperà il naso, invece, un altro convinto renziano da sempre vicino a Bartoli, come il consigliere regionale Massimo Baldi, che ieri ha annunciato apertamente il suo voto al ballottaggio per Bertinelli.
Qui centrodestra. Anche Tomasi si è rimesso in moto per le ultime due settimane di campagna, evitando accuratamente il terreno di scontro destra-sinistra proposto da Bertinelli e rilanciando invece proposte concrete. “Creare un unico sportello polifunzionale e rendere semplici ed efficienti i servizi online vorrebbe dire migliorare notevolmente le giornate dei cittadini, facendo loro risparmiare tempo, denaro e stress” ha scritto sul suo profilo Facebook. Oggi, inoltre, sarà annunciato l’accordo politico tra Tomasi e la lista Amo Pistoia di Alessandro Sabella (2.003 voti). Ma, secondo le indiscrezioni, non l’apparentamento, che in caso di vittoria di Tomasi al ballottaggio poteva valere 4 seggi. L’ipotesi pare abbia sollevato contrarietà negli altri alleati di Tomasi, in particolare da quella Forza Italia dal cui gruppo consiliare Sabella proviene.
Fabio Calamati
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