Il dolore
Evasione, prosciolto Vannino Vannucci
Accordo con l’Agenzia delle entrate per l’Irpef non pagata ma nessun illecito di natura penale. Dissequestrati i beni
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PISTOIA. Prosciolto dall’accusa di infedele dichiarazione dei redditi Vannino Vannucci, titolare di una delle più importanti aziende vivaistiche europee. Su richiesta della stessa procura della Repubblica di Pistoia, il gip del tribunale ha archiviato le accuse di natura penale scaturite dai controlli fiscali eseguiti dalla Guardia di Finanza che, il 15 maggio 2015, avevano portato al sequestro preventivo per equivalente di sette immobili all’interno dell’azienda Vannucci Piante di via della Dogaia, per un valore complessivo di 530. 000 euro, pari all’importo dell’Irpef che gli inquirenti ritenevano fosse stata evasa dall’azienda negli anni 2011 e 2012.
Ciò che veniva contestato alla Vannucci era di aver celato all’erario, nei due anni presi in esame, redditi che non erano risultato dell’attività agricola, assoggettati perciò ad una tassazione agevolata, bensì di un’attività commerciale, e quindi equiparati ad un normale reddito d’impresa. Le Fiamme Gialle contestavano all’azienda di aver venduto piante non prodotte in proprio ma comprate appositamente da altri vivai per poter soddisfare le esigenze dei propri clienti, senza che tra acquisto e vendita vi fosse un intervallo in cui le piante in questione venissero coltivate con un apporto significativo in termini di crescita o di vegetazione. Un fatturato su cui, perciò, la Vannucci avrebbe dovuto pagare l'Irpef.
Dopo due anni di certosine verifiche da parte della procura, l’importo dell’Irpef non pagata si è ridimensionato, rientrando al di sotto della soglia dei 150.000 euro annui previsti dalla legge come spartiacque tra procedimento penale e procedimento amministrativo. Nessun reato, quindi.
Dal punto di vista amministrativo, ieri la procura di Pistoia ha reso noto che la Vannucci Piante si è accordata con l’Agenzia delle Entrate e ha già liquidato l’Irpef e le relative sanzioni per il mancato pagamento per entrambi gli anni: 139.000 euro di imposta e 91.000 di sanzioni per il 2011; 132.000 di imposta e 88.000 di sanzioni per il 2012; per complessivi 450.000 euro. E in base a questo avvenuto pagamento, la procura ha perciò revocato il sequestro preventivo dei beni scattato due anni fa.
L’accordo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate ha consentito di riqualificare l’intera vicenda, grazie all’impegnativo lavoro di accertamento da parte della procura della Repubblica. Anche le altre ipotesi di accusa sono perciò decadute: l’attività commerciale avrebbe richiesto tutta una serie di documentazione contabile che non è stata trovata al momento del controllo perché un’azienda agricola non è tenuta a tenerla.
L’azienda Vannucci, in una nota diffusa nelle ore successive al sequestro preventivo, aveva confermato « la sua assoluta estraneità a qualsiasi fenomeno di attività commerciale occulta, che contraddirebbe la natura puramente floro-vivaistica della propria attività» dichiarandosi «certa che gli esiti del controllo attesteranno rapidamente la piena regolarità del suo operato».
Massimo Donati
Ciò che veniva contestato alla Vannucci era di aver celato all’erario, nei due anni presi in esame, redditi che non erano risultato dell’attività agricola, assoggettati perciò ad una tassazione agevolata, bensì di un’attività commerciale, e quindi equiparati ad un normale reddito d’impresa. Le Fiamme Gialle contestavano all’azienda di aver venduto piante non prodotte in proprio ma comprate appositamente da altri vivai per poter soddisfare le esigenze dei propri clienti, senza che tra acquisto e vendita vi fosse un intervallo in cui le piante in questione venissero coltivate con un apporto significativo in termini di crescita o di vegetazione. Un fatturato su cui, perciò, la Vannucci avrebbe dovuto pagare l'Irpef.
Dopo due anni di certosine verifiche da parte della procura, l’importo dell’Irpef non pagata si è ridimensionato, rientrando al di sotto della soglia dei 150.000 euro annui previsti dalla legge come spartiacque tra procedimento penale e procedimento amministrativo. Nessun reato, quindi.
Dal punto di vista amministrativo, ieri la procura di Pistoia ha reso noto che la Vannucci Piante si è accordata con l’Agenzia delle Entrate e ha già liquidato l’Irpef e le relative sanzioni per il mancato pagamento per entrambi gli anni: 139.000 euro di imposta e 91.000 di sanzioni per il 2011; 132.000 di imposta e 88.000 di sanzioni per il 2012; per complessivi 450.000 euro. E in base a questo avvenuto pagamento, la procura ha perciò revocato il sequestro preventivo dei beni scattato due anni fa.
L’accordo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate ha consentito di riqualificare l’intera vicenda, grazie all’impegnativo lavoro di accertamento da parte della procura della Repubblica. Anche le altre ipotesi di accusa sono perciò decadute: l’attività commerciale avrebbe richiesto tutta una serie di documentazione contabile che non è stata trovata al momento del controllo perché un’azienda agricola non è tenuta a tenerla.
L’azienda Vannucci, in una nota diffusa nelle ore successive al sequestro preventivo, aveva confermato « la sua assoluta estraneità a qualsiasi fenomeno di attività commerciale occulta, che contraddirebbe la natura puramente floro-vivaistica della propria attività» dichiarandosi «certa che gli esiti del controllo attesteranno rapidamente la piena regolarità del suo operato».
Massimo Donati
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