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Pistoia

cinque stelle 

Nicola Maglione va all’attacco «Ecco la partitocrazia in azione»

PISTOIA. Affissioni irregolari, format di confronto tra candidati "anestetizzati" e senza contraddittorio e, soprattutto, la «partitocrazia generale che il Movimento 5 Stelle vuole rompere» a cui...

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PISTOIA. Affissioni irregolari, format di confronto tra candidati "anestetizzati" e senza contraddittorio e, soprattutto, la «partitocrazia generale che il Movimento 5 Stelle vuole rompere» a cui sarebbero legati diversi candidati sindaci. Tutti, ovviamente, avversari del pentastellato Nicola Maglione che, alla vigilia del silenzio elettorale analizza e critica in una conferenza stampa appositamente convocata la campagna elettorale ormai al capolinea.

Sulla partitocrazia, Maglione chiama in causa Bertinelli, Bartoli e Tomasi. Riguardo ai primi due evidenzia che «il centrosinistra è diviso ma il ceppo è lo stesso», aggiungendo che neppure Bartoli ha preso le distanze dall'ormai ex sindaco di Pescia, Giurlani.

Poi il discorso passa ai vari big nazionali passati da Pistoia. Comune Giorgia Meloni in appoggio a Tomasi, che ha portato, secondo Maglione, «in piazza più forze dell'ordine che partecipanti. Soldi che potrebbero essere spesi in altro modo. Luigi di Maio quando è venuto a Pistoia, l'ha fatto con una macchina a noleggio».

Endorsement veri o visite annunciate e mai realizzate, come quella di Silvio Berlusconi. «Come si può – dice Magline – accettare l'appoggio di un esponente politico condannato per frode fiscale? Questi big vengono invitati dai canditati di Pistoia o imposti da Roma? Nel Movimento li invitiamo, non ci sono gerarchie politiche».

Maglione ha da ridire anche suii confronti pubblici tra candidati, considerati «non confronti», perché organizzati secondo format tv e senza contraddittorio.

Nel mirino del candidato sindaco pentastellato anche le liste "multiple" che appoggiano i candidati sindaco espressi dai partiti. In primis le nove a sostegno di Bertinelli che il candidato 5 Stelle definisce «operazione di marketing non pulito».

«Facendo una stima prudenziale- spiega Maglione- ponendo che ogni candidato sia votato almeno da 15 tra amici e parenti, 4.000 voti sono già assicurati. Un numero che corrisponde al 10% delle ultime elezioni a Pistoia».

Avere più liste non è, ovviamente, contro la legge. Ma Maglione critica dal punto di vista politico questa scelta «perchè se rimaniamo con gli stessi modi di fare, come pensiamo di cambiare le cose?».

Riflessione ampliata sulla questione manifesti elettorali. Il Movimento ha denunciato irregolarità e nel caso dei candidati Bertinelli, Bartoli e Tomasi, con richiesta di rimozione delle affissioni non regolari. «Se io parto violando le regole che conosco- continua Maglione- cosa farò dopo?».

Tre avversari sono stati abbondantemente citati. Gli altri? Il discorso partitocrazia vale anche per la Barontini, chiude Maglione. «Sugli altri, pur con persone che hanno sempre fatto politica, ci sono delle differenze».(e.p.)

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