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Pistoia

Ospedale, la promessa dei candidati 

Ospedale, la promessa dei candidati 

Tutti e cinque hanno firmato il documento delle 16 associazioni che chiedono il Pronto soccorso al Pacini di San Marcello

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SAN MARCELLO. Non sono ancora stati eletti sindaci e già si sono trovati a sottoscrivere un documento importante che impegna i cinque candidati (tre per San Marcello-Piteglio e due per Abetone-Cutigliano), dopo le elezioni, alla salvaguardia del futuro dell’ospedale della montagna pistoiese dichiarando la zona area disagiata.
D’altra parte, l’incontro di una delegazione con l’assessore regionale Stefania Saccardi è stato deludente, e la strada resta in salita. Ancora una volta al centro dell’attenzione, sulla montagna pistoiese, c’è la sanità: il Pronto soccorso diventato punto di primo soccorso, l’esigenza di coprire le emergenze-urgenze, e molti altri problemi. Temi affrontati durante l’assemblea voluta dalle 16 associazioni di volontariato, confluite nell’iniziativa “#Vogliamoil Prontosoccorso” (la cui petizione ha raggiunto le 8. 145 firme), e che giovedì sera ha organizzato un’assemblea pubblica nella sala parrocchiale di San Marcello. Affollatissima di persone arrivate da tutti i paesi della montagna. Tutti per un solo scopo: mantenere almeno un pronto soccorso nell’ormai Piot di San Marcello.
Gli estratti più significativi del documento che hanno firmato i candidati (Diego Petrucci e Tommaso Braccesi per Abetone – Cutigliano, Venusia Ducci, Luca Marmo e Carlo Vivarelli per San Marcello – Piteglio) invitano i futuri sindaci “a presentare un ordine del giorno da portare in votazione al primo consiglio comunale per il riconoscimento del Pacini quale presidio di zona disagiata montana” e “a promuovere presso tutte le sedi istituzionali la realizzazione di un Pronto soccorso accreditato presidiato da un organico medico dedicato all’emergenza-urgenza”. A perorare questa necessità anche Federico Silvestri, sociologo e Guido Mattioli, presidente di “Orizzonti Comuni” dell’Alto Reno ed ex dirigente medico dell’Asl di Bologna. Ma l’altro punto fondamentale è stato il resoconto esposto da Maria Grazia Franchi, della Cisl Pensionati, una della delegazione ricevuta a Firenze. «Abbiamo illustrato le difficoltà del servizio di emergenza-urgenza, che il punto di primo soccorso non è in grado di coprire. Il nostro territorio ha tutti i requisiti per essere dichiarato zona disagiata e avere un Pronto soccorso, e non un punto di primo soccorso come è stato stabilito nei patti territoriali». Poi le promesse di Saccardi. «L’assessore ha ricordato l’investimento per la piazzola per l’elisoccorso. La Regione ha previsto l’acquisto di un altro elicottero attrezzato a volare anche di notte ed entro fine anno saranno ultimati i lavori per l’ampliamento del punto di primo soccorso. Avremo due medici in più per il dipartimento di medicina interna. Per quanto riguarda il servizio di emergenza ha promesso la presenza medica H24 con possibilità di prolungare fino a fine anno. Ciò che abbiamo ottenuto è molto lontano dalle nostre richieste. Se a fine anno gli impegni presi non saranno rispettati le 16 associazioni promotrici chiameranno alla mobilitazione gli 8145 firmatari».
Carlo Bardini

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