Sicurezza
bilancio e piano finanziario
«Ricorreremo al Consiglio di Stato»
L’annuncio del centrodestra dopo il Tar ha dato ragione al Comune
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MONTALE. «Il sindaco Betti, l’assessore Logli, la capogruppo Scirè e la maggioranza tutta che amministra il Comune di Montale ha manifestato, in modo scomposto e alquanto inelegante, la propria “soddisfazione” per la sentenza con la quale il Tar Toscana ha respinto il ricorso proposto compattamente da tutti i consiglieri di minoranza per l’annullamento della delibera del consiglio comunale n. 49/2016, con la quale, unitamente al bilancio di previsione per gli esercizi 2016, 2017 e 2018, sono stati approvati il piano finanziario e le tariffe Tari». Ma, sottolinea Gianna Risaliti (Centrodestra unito per Montale) c’è sempre il ricorso al Consiglio di Stato. E di quello intende avvalersi la minoranza in consiglio.
«Il ricorso alla giustizia non è – come sembra ritenere la maggioranza – un atto di “lesa maestà” , ma il semplice esercizio di un diritto riconosciuto a tutti i cittadini. La sentenza del Tar Toscana – afferma Risaliti – ha chiuso il primo tempo di una partita, che si concluderà (fortunatamente in campo neutro) dinanzi al Consiglio di Stato. Pur rispettando la decisione dei giudici di primo grado, noi riteniamo che non vi sia stata una adeguata valutazione dei motivi del ricorso e che, dunque, vi siano fondate ragioni di appello».
La maggioranza, prosegue l’esponente di centrodestra, dovrebbe ringraziare i consiglieri di minoranza per l’attenzione prestata per il rispetto delle procedure stabilite dalla leggei: «Dalla stessa sentenza del Tar risulta che la proposta di delibera della giunta – ove non fosse stata emendata, a seguito dei rilievi della minoranza – avrebbe portato alla approvazione di una delibera sicuramente illegittima».
Parlando, infine, del capitolo spese, il centrodestra evidenzia che «a differenza della maggioranza, pur agendo nell’interesse generale dei cittadini, ci siamo fatti carico personalmente delle spese del ricorso e che allo stesso modo provvederemo al pagamento di quanto stabilito dal Tar. La nostra azione non ha, dunque, determinato alcun costo a carico della comunità, che invece dovrà sobbarcarsi gli oneri derivanti dalla scelta del Comune di affidare la difesa dell’ente a uno studio legale tra i più costosi, pattuendo un compenso addirittura superiore a quello (già elevato) liquidato dal Tar. Ci aspettiamo, dunque, che i componenti della giunta vogliano provvedere a coprire la differenza con i propri denari».
«Il ricorso alla giustizia non è – come sembra ritenere la maggioranza – un atto di “lesa maestà” , ma il semplice esercizio di un diritto riconosciuto a tutti i cittadini. La sentenza del Tar Toscana – afferma Risaliti – ha chiuso il primo tempo di una partita, che si concluderà (fortunatamente in campo neutro) dinanzi al Consiglio di Stato. Pur rispettando la decisione dei giudici di primo grado, noi riteniamo che non vi sia stata una adeguata valutazione dei motivi del ricorso e che, dunque, vi siano fondate ragioni di appello».
La maggioranza, prosegue l’esponente di centrodestra, dovrebbe ringraziare i consiglieri di minoranza per l’attenzione prestata per il rispetto delle procedure stabilite dalla leggei: «Dalla stessa sentenza del Tar risulta che la proposta di delibera della giunta – ove non fosse stata emendata, a seguito dei rilievi della minoranza – avrebbe portato alla approvazione di una delibera sicuramente illegittima».
Parlando, infine, del capitolo spese, il centrodestra evidenzia che «a differenza della maggioranza, pur agendo nell’interesse generale dei cittadini, ci siamo fatti carico personalmente delle spese del ricorso e che allo stesso modo provvederemo al pagamento di quanto stabilito dal Tar. La nostra azione non ha, dunque, determinato alcun costo a carico della comunità, che invece dovrà sobbarcarsi gli oneri derivanti dalla scelta del Comune di affidare la difesa dell’ente a uno studio legale tra i più costosi, pattuendo un compenso addirittura superiore a quello (già elevato) liquidato dal Tar. Ci aspettiamo, dunque, che i componenti della giunta vogliano provvedere a coprire la differenza con i propri denari».
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