Gioco
Tana Termini, terminata l’emergenza-incendio
Adesso si tratta di trovare il modo di smaltire rapidamente le tonnellate di materiale accatastate nel piazzale. E poi quelle ancora dentro l’impianto
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PITEGLIO. Emergenza terminata. Il materiale contenuto in una delle celle dell’impianto di compostaggio di Tana Termini, poco dopo Popiglio nell’ex Comune di Piteglio, non è più motivo di pericolo da domenica pomeriggio. Ed è terminato il presidio dei Vigili del fuoco e di Arpat durato fin dalle prime ore pomeridiane di venerdì. Adesso questo materiale, circa 3-400 tonnellate, che tecnicamente si definisce col termine di sovvallo (praticamente una sorta di vagliatura di materiale dall’effettivo umido che serve per il processo lavorativo), si trova all’esterno dell’impianto di Tana Termini, in un piazzale, in attesa di essere smaltito.
Ricordiamo che tutto è cominciato venerdì, nel pomeriggio, con un processo di autocombustione che ha dato origine ad una fuoriuscita di fumo e un inizio di incendio. La situazione è stata tenuta sotto controllo fin da subito dal corpo dei vigili del fuoco arrivati sul posto da Firenze, Lucca e Pistoia, e da personale Arpat e da quello del Comune di San Marcello-Piteglio.
Già da alcuni giorni precedenti l’episodio l’impianto aveva cominciato a destare preoccupazione in parte della popolazione residente nelle vicinanze. Tanto che qualcuno aveva anche scritto ad Arpat e Regione. L’impianto di compostaggio di Tana Termini era gestito dalla Sistemi Biologici srl che è stata dichiarata fallita alcuni mesi fa. Da allora non è più in funzione ma al suo interno sono ancora presenti circa 5.000 tonnellate di materiale che deve essere smaltito. Visto che la ditta è fallita, è stato nominato un curatore fallimentare, nella persona di Ivo Vannini, che ha seguito in prima persona i fatti di questo fine settimana.
«Il personale dei Vigili del fuoco – spiega il curatore fallimentare Vannini –ha fatto un egregio lavoro in questi giorni di emergenza e adesso non presidiano più l’area perché l’emergenza è terminata. Ieri sera (domenica per chi legge, ndr) ho informato subito per scritto gli organi competenti ed ho ancora una volta ribadito l’importanza dell’apertura di un tavolo di concertazione con gli enti per risolvere il problema dello smaltimento del materiale che ancora si trova all’interno dell’impianto».
Per l’esattezza l’impianto di compostaggio è formato da 12 celle contenenti sovvallo. «Per lo smaltimento del materiale portato nel piazzale esterno – spiega Vannini – si aspettano le disposizioni di Arpat e Vigili del fuoco». Parlando di tempistica potrebbe passare circa un mese per queste 3-400 tonnellate di materiale mentre rimane una incognita tempi e modi per lo smaltimento totale del materiale. Su questo tema sono intervenuti anche gli esponenti della lista Futuro Civico Uniti Per San Marcello-Piteglio che chiedono tempi celeri per lo smaltimento, e di essere tenuti informati.
Carlo Bardini
Ricordiamo che tutto è cominciato venerdì, nel pomeriggio, con un processo di autocombustione che ha dato origine ad una fuoriuscita di fumo e un inizio di incendio. La situazione è stata tenuta sotto controllo fin da subito dal corpo dei vigili del fuoco arrivati sul posto da Firenze, Lucca e Pistoia, e da personale Arpat e da quello del Comune di San Marcello-Piteglio.
Già da alcuni giorni precedenti l’episodio l’impianto aveva cominciato a destare preoccupazione in parte della popolazione residente nelle vicinanze. Tanto che qualcuno aveva anche scritto ad Arpat e Regione. L’impianto di compostaggio di Tana Termini era gestito dalla Sistemi Biologici srl che è stata dichiarata fallita alcuni mesi fa. Da allora non è più in funzione ma al suo interno sono ancora presenti circa 5.000 tonnellate di materiale che deve essere smaltito. Visto che la ditta è fallita, è stato nominato un curatore fallimentare, nella persona di Ivo Vannini, che ha seguito in prima persona i fatti di questo fine settimana.
«Il personale dei Vigili del fuoco – spiega il curatore fallimentare Vannini –ha fatto un egregio lavoro in questi giorni di emergenza e adesso non presidiano più l’area perché l’emergenza è terminata. Ieri sera (domenica per chi legge, ndr) ho informato subito per scritto gli organi competenti ed ho ancora una volta ribadito l’importanza dell’apertura di un tavolo di concertazione con gli enti per risolvere il problema dello smaltimento del materiale che ancora si trova all’interno dell’impianto».
Per l’esattezza l’impianto di compostaggio è formato da 12 celle contenenti sovvallo. «Per lo smaltimento del materiale portato nel piazzale esterno – spiega Vannini – si aspettano le disposizioni di Arpat e Vigili del fuoco». Parlando di tempistica potrebbe passare circa un mese per queste 3-400 tonnellate di materiale mentre rimane una incognita tempi e modi per lo smaltimento totale del materiale. Su questo tema sono intervenuti anche gli esponenti della lista Futuro Civico Uniti Per San Marcello-Piteglio che chiedono tempi celeri per lo smaltimento, e di essere tenuti informati.
Carlo Bardini
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