Il Tirreno

Pistoia

Discariche abusive, ultimatum ai nomadi 

di Fabio Calamati
Discariche abusive, ultimatum ai nomadi 

Il Comune approva un giro di vite al Campo di volo: basta cumuli di rifiuti e lavorazioni pericolose vicino ai pozzi

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PISTOIA. Il Comune prova a dare una svolta alle discariche abusive di rifiuti del Campo di volo. Una nuova ripulitura, sbarre per bloccare gli accessi indesiderati e un nuovo sistema di videosorveglianza. E intanto, un ultimatum secco agli insedimenti delle famiglie nomadi del Brusigliano: le attività a rischio inquinamento del terreno e della falda devono cessare.

Insomma, Palazzo di Giano tenta il giro di vite per vedere se riesce a sconfiggere una volta per tutte l’accumulo di rifiuti nei dintorni dei due campi (Rom al Brusigliano, Sinti a Pontelungo), frutto in parte delle attività dei nomadi, in parte di abbandoni abusivi da parte di aziende e privati provenienti dalla città.
Un problema, va detto, che esiste da anni. Ma che la realizzazione del nuovo ospedale a poche centinaia di metri di distanza ha posto in ulteriore luce. Senza contare il fatto che a febbraio scorso proprio al Campo di volo scoppiò un incendio e bruciò un grosso quantitativo di rifiuti accumulati.

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Nell’ordinanza del sindaco Bertinelli (datata 21 aprile) si prende atto che i problemi ambientali dell’area del Campo di volo, soprattutto i cumuli di rifiuti abbandonati, hanno sin qui prodotto “numerosi ed onerosi” interventi del Comune per eliminare la spazzatura, interventi rivelatisi “sostanzialmente inefficaci sia per l’estensione che per le complesse caratteristiche dell’area”. Un recente sopralluogo dei tecnici comunali ha messo in evidenza le “condizioni igenico-sanitarie precarie” dell’insediamento Rom di via Ciliegiole, anche di quello nuovo e temporaneo (è previsto che l’insediamento, ora provvisoriamente collocato sulla riva sinistra del Brusigliano, trovi finalmente collocazione nell’area dell’ex vivaio Sciatti, accanto al casello autostradale) perché le famiglie Rom hanno realizzato baracche e stoccaggio di materiali anche al di fuori degli spazi previsti quando fu creato il campo. Inoltre alcune attività di lavorazione dei rifiuti e di stoccaggio si svolgono all’interno delle aree di rispetto (200 metri) dei pozzi dell’acquedotto.

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E questo è un problema che riguarda anche il campo Sinti di Pontelungo.
Di qui l’ ordine: stop alle lavorazioni che si svolgono a distanza non di sicurezza dai pozzi, da subito. E rimozione (questo vale solo per i Rom del Brusigliano) di baracche e tettoie realizzate al di fuori del perimetro del campo, entro il 15 giugno 2017. Un aut aut inedito per l’amministrazione, che fin qui con i nomadi del Brusigliano aveva cercato soprattutto di collaborare per realizzare senza eccessivi problemi il trasloco del campo nella sua nuova collocazione.

Ma basterà tutto questo? Si è sempre detto che i rifiuti al Campo di volo non li portano solo i nomadi: e proprio per questo è scattato anche l’altro provvedimento, l’installazione cioé di tre sbarre lungo l’attuale strada sterrata per impedire l’accesso di estranei all’area del campo nomadi del Brusigliano e stoppare quindi tentativi abusivi di scaricare rifiuti in un’area già compromessa dall’attività delle famiglie Rom. Il Comune spende 4.500 euro: ma le periodiche ripuliture delle discariche abusive costano sicuramente di più.

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