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Sequestrati a famiglia rom beni per 2 milioni di euro - Video
Borgo a Buggiano, blitz della Guardia di finanza di Pistoia in una tenuta con una pista per cavalli privata
BUGGIANO. Villa, scuderie, auto, terreni agricoli e anche una pista privata dove far allenare i cavalli destinati a correre nelle competizioni. Insomma, un vero e proprio ranch. Nella mattina di oggi, giovedì 4 maggio, la Guardia di Finanza di Pistoia è impegnata a Borgo a Buggiano, dove sta procedendo al sequestro preventivo dei beni di una famiglia di etnia Rom, da decenni residente nel comune della Valdinievole. Un patrimonio che dovrebbe avere un valore di almeno 2 milioni di euro.
Quella scattata oggi è una misura di prevenzione patrimoniale prevista dal codice antimafia (il decreto legislativo 159 del 2011) nata per colpire le organizzazioni criminali ma la cui applicazione è stata in seguito estesa anche ai “delinquenti abituali” e agli evasori fiscali abituali. In questo caso le indagini portate avanti dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle pistoiesi avrebbero accertato che i 5 destinatari del provvedimento di sequestro non avrebbero fonti di reddito tali da giustificare i beni in loro possesso. Che sarebbero perciò stati acquistati con denaro di provenienza illecita, frutto diretto dell’attività criminale.
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Fatto sta che, forte delle prove acquisite dai finanzieri, la procura di Pistoia ha chiesto e ottenuto dal tribunale (in composizione collegiale) l’emissione della misura di prevenzione patrimoniale. Qualora i destinatori del provvedimento non fossero in grado di dimostrare che i beni sequestrati non sono stati acquistati con denaro guadagnato lecitamente, il sequestro si tramuterebbe in confisca, così come avviene solitamente per i beni sottratti alla mafia.
Entrando nei particolare, le Fiamme gialle hanno sequestrato 15 cavalli trottatori (protagonisti in varie competizioni ippiche nazionali), 7 immobili, 9 terreni seminativi e 7 automezzi (tra cui una Jaguar e un modernissimo camper).
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La misura di prevenzione patrimoniale ha potuto essere applicata in quanto V.L., 54 anni (al momento la Guardia di Finanza ha reso note soltanto le iniziali), capostipite della famiglia, è stato pluridenunciato da varie autorità giudiziarie nazionali per una serie di reati contro il patrimonio (furto, ricettazione, rapina), per porto abusivo di armi e per reati contro la persona (a suo carico anche una condanna in primo grado per tentato omicidio, reato che in appello però venne derubricato in lesioni volontarie con una pena, quindi, sensibilmente inferiore).
Il patrimonio accumulato negli anni, ha evidenziato, secondo gli investigatori, la sussistenza di notevole sproporzione tra i redditi dichiarati – pari a zero euro, ad eccezione delle vincite ai concorsi ippici cui la famiglia Rom partecipava con la propria scuderia (il montepremi accumulato nel corso degli ultimi anni ammonta a circa tre milioni di euro) – ed il valore dei beni nella effettiva disponibilità.
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