Italia
Renzi stravince con l’83,4% Orlando si ferma al 13,1 - Il voto seggio per seggio
Primarie trionfali per l’ex premier, che in provincia replica il successo del 2013 ma ai seggi i votanti sono stati la metà. Trallori: vittoria della linea rifomista
PISTOIA.Anche in provincia di Pistoia le percentuali delle primarie Pd per la scelta del segretario nazionale, sfornate attorno alle 22 di domenica 30 aprile dalla federazione provinciale di Bonelle, hanno un che di già visto: sono quasi perfettamente sovrapponibili alle primarie del dicembre 2013, quelle stravinte da Matteo Renzi contro Cuperlo e Civati.
Questa volta, infatti, l’ex premier ha incassato l’83,4% dei voti, nel 2013 ottenne l’83,5. Il restante 16% e spiccioli, che quattro anni fa Cuperlo e Civati si divisero quasi equamente, questa volta se lo intesta quasi del tutto (13,2%) Andrea Orlando, mentre Giuseppe Emiliano ottiene il 3,4%.
Complessivamente, hanno votato 14.104 tra elettori e simpatizzanti del Pd, con 14.037 voti validi. Nel 2013 – è questa l’unica vera differenza – alle urne si recarono invece 27.518 elettori in provincia, grosso modo il doppio. Ma questa tendenza si ripete identica anche nel resto d’Italia. Il tutto – vale la pena ripeterlo – stano ai primi dati, che sono sì di fonte attendibile, ma che non hanno ancora il sigillo dell’ufficialità e che quindi possono modificarsi leggermente.
Un altro dato che salta agli occhi è che Renzi è andato meglio tra gli elettori che tra i tesserati che si sono espressi a marzo nei 53 congressi locali: in quel caso, infatti, l’ex premier raggiunse il 77,1 % dei voti e Andrea Orlando strappò il 21,5%.
E a Pistoia, dove il sindaco Bertinelli non si è espresso ufficialmente, ma la sua vice Daniela Belliti ha aderito pubblicamente alla mozione Orlando? Il rivale di Renzi ha sì fatto meglio che nel resto della provincia, ma non di molto. A Pistoia capoluogo, infatti, i voti per Andrea Orlando sono stati il 15,5%, quelli per Emiliano il 3,7 e quelli per Renzi l’80,2.
Primo commento a caldo del segretario provinciale Riccardo Trallori. «Il risultato – dice – è netto e inequivocabile. É evidente che nonostante la battuta d’arresto del referendum, gli elettori e i militanti del nostro partito si riconoscano largamente nella guida di Matteo Renzi e nella linea politica decisamente riformistica che lui incarna».
Prevede conseguenze o problemi per il partito? «Il Pd è un partito plurale, questo è il suo elemento distintivo e di forza – è la risposta di Trallori – ma è anche chiaro che queste consultazioni hanno chiarito che l’approccio riformistico è dominante per chi si riconosce nel Pd, e tenendo conto di questo risultato bisognerà continuare a lavorare, nel prossimo futuro».
E gli impegni non mancano di certo, primo tra tutti quello con le urne delle elezioni amministrative dell’11 giugno.
Ecco i risultati seggio per seggio
Tabella Scrutinio Voti Primarie 30 Aprile by f_calamati5332 on Scribd
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
