Attenzione
Il piromane del centro colpisce ancora
Data alle fiamme nella nottata di martedì una campana per la raccolta differenziata a due passi dalla stazione ferroviaria
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PISTOIA. Dopo una settimana in cui sembrava essere svanito nel nulla, è tornato a colpire il piromane del centro storico. Lo ha fatto in via 20 Settembre, la strada che porta alla stazione ferroviaria, nella notte fra martedì 25 e mercoledì 26 aprile, poco dopo l’una. Dando fuoco a una campana — di quelle azzurre — per la raccolta differenziata della plastica e del vetro, che è andata completamente distrutta. I vigili del fuoco, accorsi sul posto — all’altezza del numero civico 65, quasi di fronte a un bar — sono riusciti però ad impedire che le fiamme si propagassero ai vicini cassonetti e, quindi, alle auto in sosta.
Nessun dubbio che dietro l’incendio ci sia la mano dello stesso uomo che nelle ultime settimane ha appiccato il fuoco a cassonetti, sacchi della spazzatura e anche alla porta di un’abitazione e a un cantiere edile in varie parti del centro storico. Le registrazioni della telecamera posta sull’ingresso del bar che si trova poco lontano dal punto del nuovo incendio mostrano, anche se poco chiara, la figura di un uomo le cui caratteristiche corrispondono a quelle fornite dai testimoni in occasione di due precedenti episodi (40-45 anni, dall’aspetto trasandato, barba incolta, indossava un cappellino da muratore bianco e celeste in un caso, e un cappellino rosso con visiera in un altro). Immagine comunque non sufficientemente chiare — complice l’oscurità — per poterne distinguere il volto.
Il piromane resta perciò ancora senza un nome. Per questo le forze dell’ordine lanciano un appello ai cittadini: segnalare immediatamente qualunque comportamento sospetto; meglio un falso allarme; non esitare a chiamare il 113, il 112 o anche il 115 dei vigili del fuoco.
Anche in questo caso, il tredicesimo dalla sera del 5 aprile, il piromane potrebbe aver utilizzato un semplice accendino per dar fuoco alla plastica contenuta nella campana collocata a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria.
I precedenti. L’ultima volta era entrato in azione la mattina del 18 aprile, in tre punti diversidel centro: poco prima delle sette in piazza del Carmine, dove aveva dato fuoco a un cassonetto; verso le undici e mezzo in via delle Mura Urbane, dando fuoco a dei cartoni accatastati accanto ai cassonetti nei pressi dello stop che s’incontra prima di largo Treviso; e un’oretta dopo in via della Torre, all’angolo con piazzetta Sozzifanti, dove aveva appiccato le fiamme a un cumulo di sacchi pieni di carta danneggiando così anche un vicino furgone in sosta e dove è stato visto chiaramente da due testimoni
Il 12 aprile il piromane aveva colpito cinque volte: due bidoni della raccolta differenziata in piazzetta delle Scuole Normali; un cassonetto prima e un cestino poi in piazza del Carmine; un sacco della spazzatura in via Tomba; e, l’episodio più preoccupante, in via del Ceppo, dove ad essere data alle fiamme era stata la porta d’ingresso di un fondo adibito ad abitazione.
La sera del 5 aprile, l’incendio sullo Sdrucciolo del Castellare, con dei rifiuti ammucchiati a ridosso della porta secondaria dell’antica chiesa di San Jacopo. Un’oretta dopo, a bruciare erano stati dei sacchi di rifiuti in via della Posta Vecchia. E, nella nottata, un cassonetto in via del Molinuzzo. L’episodio più eclatante, all’alba di due giorni dopo, con l’incendio appiccato al cantiere edile sul retro del Battistero di piazza del Duomo.
Massimo Donati
Nessun dubbio che dietro l’incendio ci sia la mano dello stesso uomo che nelle ultime settimane ha appiccato il fuoco a cassonetti, sacchi della spazzatura e anche alla porta di un’abitazione e a un cantiere edile in varie parti del centro storico. Le registrazioni della telecamera posta sull’ingresso del bar che si trova poco lontano dal punto del nuovo incendio mostrano, anche se poco chiara, la figura di un uomo le cui caratteristiche corrispondono a quelle fornite dai testimoni in occasione di due precedenti episodi (40-45 anni, dall’aspetto trasandato, barba incolta, indossava un cappellino da muratore bianco e celeste in un caso, e un cappellino rosso con visiera in un altro). Immagine comunque non sufficientemente chiare — complice l’oscurità — per poterne distinguere il volto.
Il piromane resta perciò ancora senza un nome. Per questo le forze dell’ordine lanciano un appello ai cittadini: segnalare immediatamente qualunque comportamento sospetto; meglio un falso allarme; non esitare a chiamare il 113, il 112 o anche il 115 dei vigili del fuoco.
Anche in questo caso, il tredicesimo dalla sera del 5 aprile, il piromane potrebbe aver utilizzato un semplice accendino per dar fuoco alla plastica contenuta nella campana collocata a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria.
I precedenti. L’ultima volta era entrato in azione la mattina del 18 aprile, in tre punti diversidel centro: poco prima delle sette in piazza del Carmine, dove aveva dato fuoco a un cassonetto; verso le undici e mezzo in via delle Mura Urbane, dando fuoco a dei cartoni accatastati accanto ai cassonetti nei pressi dello stop che s’incontra prima di largo Treviso; e un’oretta dopo in via della Torre, all’angolo con piazzetta Sozzifanti, dove aveva appiccato le fiamme a un cumulo di sacchi pieni di carta danneggiando così anche un vicino furgone in sosta e dove è stato visto chiaramente da due testimoni
Il 12 aprile il piromane aveva colpito cinque volte: due bidoni della raccolta differenziata in piazzetta delle Scuole Normali; un cassonetto prima e un cestino poi in piazza del Carmine; un sacco della spazzatura in via Tomba; e, l’episodio più preoccupante, in via del Ceppo, dove ad essere data alle fiamme era stata la porta d’ingresso di un fondo adibito ad abitazione.
La sera del 5 aprile, l’incendio sullo Sdrucciolo del Castellare, con dei rifiuti ammucchiati a ridosso della porta secondaria dell’antica chiesa di San Jacopo. Un’oretta dopo, a bruciare erano stati dei sacchi di rifiuti in via della Posta Vecchia. E, nella nottata, un cassonetto in via del Molinuzzo. L’episodio più eclatante, all’alba di due giorni dopo, con l’incendio appiccato al cantiere edile sul retro del Battistero di piazza del Duomo.
Massimo Donati
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