Il Tirreno

Pistoia

progetto società e cittadino 

Pistoia, studenti in marcia contro la mafia 

La teca con l'auto della scorta di Giovanni Falcone (foto Polizia di Stato)
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La teca con l'auto della scorta di Giovanni Falcone (foto Polizia di Stato)

Farà tappa in città l’auto della scorta di Falcone saltata in aria a Capaci 

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PISTOIA. Saranno centinaia, probabilmente più di duemila. E in corteo, da piazza della Resistenza, gli studenti pistoiesi raggiungeranno il palazzetto dello Sport, con una marcia per la giustizia e per la verità che terminerà davanti a un simbolo della guerra contro tutte le mafie: la teca che conserva ciò che resta della “Quarto Savona 15” nome in codice dell’auto in cui persero la vita, il 23 maggio 1992, gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicilio, che quel tragico giorno scortavano lungo la strada che passa per Capaci l’auto su cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo.

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Quella del 3 maggio a Pistoia, sarà l’unica tappa toscana della “Memoria in marcia”, l’iniziativa promossa da Tina Montinaro — moglie del caposcorta Antonio — insieme alla sua associazione, che porta il nome dell’auto scaraventata in aria dal tritolo. Il primo maggio, dalla scuola di polizia di Peschiera del Garda, quell’auto che, diventata simbolo, partirà alla volta di una marcia che attraverserà l’Italia in occasione del 25° anniversario della strage. E a Palermo si fermerà per sempre, nel Giardino della memoria, realizzato laddove era stata scaraventata, a trecento metri dal punto dell’esplosione innescata da Giovanni Brusca.
E la tappa pistoiese di quest’iniziativa che ha lo scopo di rinnovare nella memoria delle giovani generazioni i valori nel nome dei quali combattere le mafie, andrà a fondersi con l’incontro conclusivo del progetto “Società e cittadino”, giunto quest’anno alla sua 19ª edizione, che coinvolge attualmente una rete di otto istituti superiori, di cui il Liceo Forteguerri di Pistoia, dov’è nato alla fine degli anni Novanta, è scuola capofila. E che da allora si è ampliato e consolidato, coinvolgendo, oltre a Provincia e Comune, “Libera-Associaizoni, nomi e numeri contro le mafie” di Pistoia, la sezione pistoiese dell’Associazione nazionale magistrati e il Gruppo avvocati-Gruppo biblioteca degli avvocati del tribunale di Pistoia.
«Un progetto vuole sviluppare nei nostri ragazzi valori come cultura, onestà e giustizia: il modo migliore per combattere la mafia – spiega la preside del Forteguerri, Patrizia Belliti – E l’iniziativa del 3 maggio rientra in quest’ottica».
Iniziativa alla quale sono state invitate a partecipare tutte le scuole superiori della provincia e i ragazzi di tutte le terze medie.
«È importante far sapere ai ragazzi che la mafia non uccide solo con le armi ma anche opprimendo le coscienze. E che ci sono oggi tante persone che la combattono. E che la mafia si può sconfiggere» aggiunge Alessandra Pastore, referente pistoiese di Libera.
«È importante partire dalle nuove generazioni, per far comprendere che la mafia non è solo un fenomeno siciliano: lo abbiamo anche alle nostre porte» aggiunge il magistrato Luigi Boccia, presidente della sezione dell’Anm.
Alla presentazione dell’appuntamente del 3 maggio, ieri nell’aula magna del Forteguerri, era presente anche l’avvocato Nicola Caldarulo, responsabile del Gruppo biblioteca: «Tina Montinaro ha detto che i giovani sono la fonte dell’ottimismo di chi combatte la mafia, E ci crediamo anche noi».
Così come Salvatore Patané, vicepresidente del consiglio comunale: «Dobbiamo far capire loro che ci sono migliaia e miglia di persone che per colpa della mafia muoiono non di morte violenta ma perché si spengono dentro, quotidianamente prevaricate dalla mafia». (m.d.)

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