Sicurezza
la replica di ginevra lombardi
«L’indagine non partì da mie segnalazioni»
PISTOIA. «Forte è la sensazione che si sia voluto cogliere questa occasione per gettare “ombre” in maniera neppure troppo surrettizia sulla mia persona».In un lungo intervento si felicità...
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PISTOIA. «Forte è la sensazione che si sia voluto cogliere questa occasione per gettare “ombre” in maniera neppure troppo surrettizia sulla mia persona».
In un lungo intervento si felicità pubblicamente per l’archiviazione del procedimento giudiziario che aveva visto coinvolta Daniela Belliti. Tuttavia, a Ginevra Lombardi, ex assessore della giunta Bertinelli e candidata per la poltrona di primo cittadino alle prossime elezioni, non va giù come il proprio nome sia stato ripetutamente citato nel comunicato con cui la vicesindaca ha reso noto l’avvenuto proscioglimento.
«In relazione alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto la Belliti, presumibilmente legata ad appalti per le assicurazioni del Copit, conosco quel poco che è apparso sulla stampa», sottolineando che lei non ha avuto niente a che fare con l’apertura di quell’inchiesta. «Nessuna vendetta postuma, nessun spirito di rivalsa né, tantomeno, nessuna volontà di ledere l’onorabilità politica e personale di nessuno» aggiunge.
Non fu lei insomma a presentare un esposto sulla vicenda. «Per quanto riguarda invece le competenze del mio assessorato, quando ero ancora in giunta, il 23 maggio 2013 ho protocollato una richiesta di indagine interna al segretario comunale per la verifica della regolarità amministrativa di alcuni appalti su cui nutrivo molti dubbi. Tale richiesta era già stata inviata allo stesso per posta elettronica in data 21 maggio, e poi inoltrata alla procura come atto dovuto, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 361 del codice penale in merito al reato di “omessa denuncia”».
Lombardi spiega che l’indagine interna, che ha interessato esclusivamente i soli appalti relativi ai servizi del suo assessorato, quello all’Ambiente, ha poi rilevato che circa il 40% delle gare analizzate «presentava irregolarità con danno economico per le casse comunali e per la collettività».
«Ovviamente – aggiunge – non è mia facoltà sapere se dalle mie segnalazioni possano essersi poi sviluppati ulteriori filoni di indagine su questioni a me ignote che possano aver coinvolto la vicesindaca. E’ comunque comprovato dai fatti che nella richiesta di indagine interna non c’è alcun riferimento a compagnie assicurative o broker, e quindi nulla che abbia direttamente a che vedere con le indagini di cui la stessa è stata oggetto».
In un lungo intervento si felicità pubblicamente per l’archiviazione del procedimento giudiziario che aveva visto coinvolta Daniela Belliti. Tuttavia, a Ginevra Lombardi, ex assessore della giunta Bertinelli e candidata per la poltrona di primo cittadino alle prossime elezioni, non va giù come il proprio nome sia stato ripetutamente citato nel comunicato con cui la vicesindaca ha reso noto l’avvenuto proscioglimento.
«In relazione alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto la Belliti, presumibilmente legata ad appalti per le assicurazioni del Copit, conosco quel poco che è apparso sulla stampa», sottolineando che lei non ha avuto niente a che fare con l’apertura di quell’inchiesta. «Nessuna vendetta postuma, nessun spirito di rivalsa né, tantomeno, nessuna volontà di ledere l’onorabilità politica e personale di nessuno» aggiunge.
Non fu lei insomma a presentare un esposto sulla vicenda. «Per quanto riguarda invece le competenze del mio assessorato, quando ero ancora in giunta, il 23 maggio 2013 ho protocollato una richiesta di indagine interna al segretario comunale per la verifica della regolarità amministrativa di alcuni appalti su cui nutrivo molti dubbi. Tale richiesta era già stata inviata allo stesso per posta elettronica in data 21 maggio, e poi inoltrata alla procura come atto dovuto, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 361 del codice penale in merito al reato di “omessa denuncia”».
Lombardi spiega che l’indagine interna, che ha interessato esclusivamente i soli appalti relativi ai servizi del suo assessorato, quello all’Ambiente, ha poi rilevato che circa il 40% delle gare analizzate «presentava irregolarità con danno economico per le casse comunali e per la collettività».
«Ovviamente – aggiunge – non è mia facoltà sapere se dalle mie segnalazioni possano essersi poi sviluppati ulteriori filoni di indagine su questioni a me ignote che possano aver coinvolto la vicesindaca. E’ comunque comprovato dai fatti che nella richiesta di indagine interna non c’è alcun riferimento a compagnie assicurative o broker, e quindi nulla che abbia direttamente a che vedere con le indagini di cui la stessa è stata oggetto».
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