Il Tirreno

Pistoia

Per Boris il palcoscenico di piazza del Duomo 

Per Boris il palcoscenico di piazza del Duomo 

Via da Viareggio dopo l’aggressione: «Ma fare bolle per i bambini è un modo onesto per sopravvivere»

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PISTOIA. Lo zaino pieno di libri, una bottiglia di vino rosso accanto a sé e, poco più in là, all’ombra del campanile, i due bastoni per fabbricare le leggiadre sfere che incantano i bambini e che puff, in un attimo non esistono più. Come “dormitorio” ha (spesso) la Sala, e come palcoscenico piazza del Duomo.
Boris Egorov, l’uomo delle bolle, lascia Viareggio per Pistoia. Addio alla Passeggiata che accarezza il mar Tirreno. «Resto nella Capitale della cultura — dice l’ex medico russo — è qui che voglio aprire il mio studio per curare la vista. Intanto continuo a campare facendo divertire i bambini, una delle cose più belle nella vita. Tra i viareggini — spiega, inoltre — c’è chi non ha mantenuto la parola data, per questo ho lasciato la città». Proprio a Viareggio il 24 aprile scorso, sono arrivati in migliaia per partecipare alla manifestazione organizzata in sostegno dell’uomo delle bolle: aggredito a parole e annaffiato, pochi giorni prima, dal commesso del negozio Mondodisco in Passeggiata, dove Boris stava facendo le sue nuvole di sapone. La scena, ripresa dal videomaker Victor Musetti e pubblicata su facebook, ha fatto subito il giro d’Italia e l’ex medico di Mosca, 60 anni, è stato ricoperto da messaggi di solidarietà e da inviti a partecipare, con le sue bolle e come ospite d’onore, a moltissimi eventi.
Un anno dopo, l’artista di strada, che in strada non solo si esibisce ma dorme anche, è a Pistoia. È arrivato poche settimane fa. Lui dice per restare, ma chissà. «Qui — racconta — ho passato alcuni inverni. Adesso vorrei rimanere per la bella stagione, e anche dopo che l’estate sarà finita. Ho tre persone in città che seguo con la ginnastica per gli occhi, contro la miopia e i difetti della vista. Vorrei aprire uno studio e far pagare solo a chi ha i soldi. Tutti gli altri, anche chi guadagna 1. 200 euro al mese, che è comunque povero, li riceverò gratuitamente». Arrivato in Italia nel 1996, a Venezia dalla Russia, dopo aver fatto l’idraulico, il pescatore e il massaggiatore, sei anni fa l’ex medico si è messo a fare bolle di sapone. «Un amico mi ha detto “vuoi girare l’Italia facendo bolle? ” e io ho risposto ok. Far divertire i bambini è un modo onesto per sopravvivere» dice Boris mentre zoppica e si trascina dietro la pesante valigia. La sua è una vita da artista di strada, ma anche da clochard. «Dormo fuori — dice — o sulla Sala o in qualche altra piazza», insieme ad altri senzatetto della città. Appoggiato alla torre campanaria, racconta malvolentieri della Russia, di Gorbaciov («con lui tutto è cambiato») e di Putin. Ma anche, molto più banalmente, di quel giovedì d’aprile di un anno fa, in Passeggiata a Viareggio.
Beatrice Faragli

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