Sicurezza
Alla scoperta dei tesori di Pistoia
di Alessandra Tuci
Una mattinata fra i monumenti del centro storico assieme a uno dei “ciceroni” del Centro guide
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PISTOIA. Dall’incantevole piazza del Duomo al Fregio Robbiano, dalla Cattedrale di San Zeno al tribunale, dal campanile a piazza della Sala. Pistoia è magia, suggestione, bellezza e scoperta di luoghi spesso sconosciuti anche a chi ci abita. Con le viuzze, le innumerevoli chiese, i vicoli con denominazioni strane. Come via Abbi Pazienza, ad esempio, la cui leggenda vuole che si chiami così perché un uomo pugnalò al crepuscolo la vittima sbagliata dicendogli appunto “Abbi pazienza!”. E poi Pistoia con i suoi palazzi storici, come quello del Comune. Oppure Pistoia con la famosa facciata dell’ex ospedale del Ceppo con il suo Fregio Robbiano, Pistoia con la cappella della basilica della Madonna dell’Umiltà, la più grande per estensione in Toscana dopo la cupola del Brunelleschi di Firenze. Tanti sono i turisti che decidono di visitarla, a prescindere dalla sua nomina a Capitale italiana della cultura. Percorrendo i luoghi più famosi del centro storico, con l’ausilio di una guida turistica.
Come Emiliano Gentili. Che fa parte del Centro guide turismo di Pistoia, che è l’associazione di guide turistiche autorizzate per Pistoia e provincia in possesso del regolare patentino, laureate in varie discipline, prevalentemente in lingue straniere e storia dell’arte.
Ed è appunto ad Emiliano che ci affidiamo per scoprire i tesori della città assieme a un gruppo di turisti. La visita inizia con un po’ di storia locale, per spiegare l’importanza di Pistoia in epoca medievale per la sua vicinanza agli Appennini. Poi l’apice raggiunto dalla città nel 1100, lo stretto rapporto con Pisa, entrambe città ghibelline, fino al suo declino, annebbiata dalla supremazia della vicina Firenze.
Dopo la storia, Emiliano Gentili guida la ventina di turisti alla scoperta del Battistero di San Giovanni, datato 1300. Quaranta metri di altezza, con facciata in marmo bianco di Carrara, il battistero custodisce la fonte battesimale (ce ne era una per ogni città) proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Corte datata 1226 e destinata al battesimo di adulti e bambini.
Fuori, dinanzi al battistero, si erge imponente la Cattedrale di San Zeno con due statue sopra la facciata: una di San Zeno appunto, l’altra di San Jacopo, patrono di Pistoia. All’interno, sulla destra, troviamo la tomba di Cino da Pistoia con scene raffiguranti lo stesso Cino che insegna diritto ai suoi allievi: sopra, la Madonna con il bambino in segno di protezione. Il pulpito della cattedrale del 1100-1200 è stato smantellato: al suo posto ce ne è uno nuovo, datato 1500. Sulla destra, le reliquie di san Jacopo e sullo sfondo lo splendido Altare d’Argento con le sue 628 figure.
Fuori dalla Cattedrale, Emiliano invita tutti ad alzare lo sguardo per contemplare l’immenso campanile che scandiva gli orari della giornata. Dinanzi, il Palazzo pretorio, sede della giustizia fin dal medioevo. Era nell’atrio che si svolgevano i processi: il podestà stava da un lato, di fronte l’imputato.
Poi la visita continua alla scoperta del Palazzo di Giano del 1280, chiamato così in nome di Giano Della Bella, poi l’ex prefettura e il Fregio Robbiano, all’ex ospedale del Ceppo, con raffigurate scene che rappresentano le virtù cristiane. Non può mancare la tappa alla chiesa di Sant’Andrea, datata VIII secolo, che accoglie il famoso pulpito del Pisano. Si procede per piazza dello Spirito Santo con la statua del cardinale Forteguerri e la chiesa di Sant’Ignazio, fino ad arrivare in piazza della Sala, sede in epoche passate del mercato cittadino: frutta, verdura, carne e pesce.
E la visita finisce, tutto in un paio d’ore. Ma Pistoia rimane, pronta ad accogliere nuovi turisti.
Come Emiliano Gentili. Che fa parte del Centro guide turismo di Pistoia, che è l’associazione di guide turistiche autorizzate per Pistoia e provincia in possesso del regolare patentino, laureate in varie discipline, prevalentemente in lingue straniere e storia dell’arte.
Ed è appunto ad Emiliano che ci affidiamo per scoprire i tesori della città assieme a un gruppo di turisti. La visita inizia con un po’ di storia locale, per spiegare l’importanza di Pistoia in epoca medievale per la sua vicinanza agli Appennini. Poi l’apice raggiunto dalla città nel 1100, lo stretto rapporto con Pisa, entrambe città ghibelline, fino al suo declino, annebbiata dalla supremazia della vicina Firenze.
Dopo la storia, Emiliano Gentili guida la ventina di turisti alla scoperta del Battistero di San Giovanni, datato 1300. Quaranta metri di altezza, con facciata in marmo bianco di Carrara, il battistero custodisce la fonte battesimale (ce ne era una per ogni città) proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Corte datata 1226 e destinata al battesimo di adulti e bambini.
Fuori, dinanzi al battistero, si erge imponente la Cattedrale di San Zeno con due statue sopra la facciata: una di San Zeno appunto, l’altra di San Jacopo, patrono di Pistoia. All’interno, sulla destra, troviamo la tomba di Cino da Pistoia con scene raffiguranti lo stesso Cino che insegna diritto ai suoi allievi: sopra, la Madonna con il bambino in segno di protezione. Il pulpito della cattedrale del 1100-1200 è stato smantellato: al suo posto ce ne è uno nuovo, datato 1500. Sulla destra, le reliquie di san Jacopo e sullo sfondo lo splendido Altare d’Argento con le sue 628 figure.
Fuori dalla Cattedrale, Emiliano invita tutti ad alzare lo sguardo per contemplare l’immenso campanile che scandiva gli orari della giornata. Dinanzi, il Palazzo pretorio, sede della giustizia fin dal medioevo. Era nell’atrio che si svolgevano i processi: il podestà stava da un lato, di fronte l’imputato.
Poi la visita continua alla scoperta del Palazzo di Giano del 1280, chiamato così in nome di Giano Della Bella, poi l’ex prefettura e il Fregio Robbiano, all’ex ospedale del Ceppo, con raffigurate scene che rappresentano le virtù cristiane. Non può mancare la tappa alla chiesa di Sant’Andrea, datata VIII secolo, che accoglie il famoso pulpito del Pisano. Si procede per piazza dello Spirito Santo con la statua del cardinale Forteguerri e la chiesa di Sant’Ignazio, fino ad arrivare in piazza della Sala, sede in epoche passate del mercato cittadino: frutta, verdura, carne e pesce.
E la visita finisce, tutto in un paio d’ore. Ma Pistoia rimane, pronta ad accogliere nuovi turisti.
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