Il dolore
«Nessun soccorso per il capriolo»
Famiglie pagano un veterinario per liberare l’animale ferito: 4 ore di telefonate
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GAVINANA. Non potevano lasciarla nel fiume, incastrata tra due sassi e con una gamba rotta. Allora si sono attivati con telefonate varie, chiamando enti e altri soggetti per tutto il pomeriggio, ma senza che nessuno arrivasse in loro aiuto. Fino a quando hanno chiamato un veterinario privato pagandolo di tasca propria per mettere in salvo l’animale.
Quello che doveva essere un atto umano, di soccorso ad un animale in difficoltà, alla fine si è trasformato in un’odissea per alcuni abitanti di Gavinana che hanno impiegato più di quattro ore per risolvere una questione che sarebbe potuta durare molto meno. Protagonista dell’episodio è un capriolo femmina e gravida che si è trovata ferita ad una gamba incastrata tra alcuni sassi lungo il torrente Rio Doccia sopra l’abitato di Gavinana, nella parte denominata Castello, giovedì scorso. Ad accorgersi della situazione sono stati alcuni bambini che giocavano all’esterno delle abitazioni nei pressi del fiumicello. È scattato l’intervento di alcuni genitori. «Ci siamo subito attivate — spiegano Claudia Orsucci e Carlotta Guerrini — ed abbiamo chiamato i carabinieri. Loro molto gentili e disponibili ci hanno dato indicazioni e dei numeri telefonici. Da quel momento in poi — spiegano le due mamme — è cominciato il calvario delle telefonate».
«Abbiamo chiamato la Protezione civile di Firenze, l’Enpa, che ci ha dato sei contatti telefonici interessati a questo tipo di intervento e nessuno ci ha risposto. Abbiamo contattato anche i Vigili del fuoco. Tutto inutile, nessuno è arrivato a portare via l’animale. Siamo state più di quatto ore al telefono, fino a quando abbiamo deciso di chiamare un veterinario privato a nostre spese». L’animale è stato prelevato ed ancora ieri non erano note le condizioni. «Quello che vorremmo sapere — affermano Orsucci e Guerrini — chi dobbiamo chiamare quando ci sono casi simili?». Il problema, in effetti è reale. Sembra che da alcuni giorni sia scaduta una convenzione attiva con un’associazione per il recupero di questi animali selvatici e ancora non sia stata rinnovata. Problema evidenziato anche dagli agenti forestali dell’Unione dei Comuni Montagna Pistoiese. «Come vigilanti del territorio — spiega Marco Filoni — ci si lamenta di questa assenza. I cittadini ci chiamano ma noi non siamo in grado di dare una risposta, abbiamo le mani legate».
Carlo Bardini
Quello che doveva essere un atto umano, di soccorso ad un animale in difficoltà, alla fine si è trasformato in un’odissea per alcuni abitanti di Gavinana che hanno impiegato più di quattro ore per risolvere una questione che sarebbe potuta durare molto meno. Protagonista dell’episodio è un capriolo femmina e gravida che si è trovata ferita ad una gamba incastrata tra alcuni sassi lungo il torrente Rio Doccia sopra l’abitato di Gavinana, nella parte denominata Castello, giovedì scorso. Ad accorgersi della situazione sono stati alcuni bambini che giocavano all’esterno delle abitazioni nei pressi del fiumicello. È scattato l’intervento di alcuni genitori. «Ci siamo subito attivate — spiegano Claudia Orsucci e Carlotta Guerrini — ed abbiamo chiamato i carabinieri. Loro molto gentili e disponibili ci hanno dato indicazioni e dei numeri telefonici. Da quel momento in poi — spiegano le due mamme — è cominciato il calvario delle telefonate».
«Abbiamo chiamato la Protezione civile di Firenze, l’Enpa, che ci ha dato sei contatti telefonici interessati a questo tipo di intervento e nessuno ci ha risposto. Abbiamo contattato anche i Vigili del fuoco. Tutto inutile, nessuno è arrivato a portare via l’animale. Siamo state più di quatto ore al telefono, fino a quando abbiamo deciso di chiamare un veterinario privato a nostre spese». L’animale è stato prelevato ed ancora ieri non erano note le condizioni. «Quello che vorremmo sapere — affermano Orsucci e Guerrini — chi dobbiamo chiamare quando ci sono casi simili?». Il problema, in effetti è reale. Sembra che da alcuni giorni sia scaduta una convenzione attiva con un’associazione per il recupero di questi animali selvatici e ancora non sia stata rinnovata. Problema evidenziato anche dagli agenti forestali dell’Unione dei Comuni Montagna Pistoiese. «Come vigilanti del territorio — spiega Marco Filoni — ci si lamenta di questa assenza. I cittadini ci chiamano ma noi non siamo in grado di dare una risposta, abbiamo le mani legate».
Carlo Bardini
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