Il Tirreno

Pistoia

In trappola la banda dei furti in casa 

In trappola la banda dei furti in casa 

Arrestati dai poliziotti della Squadra mobile i ladri sospettati di essere responsabili di almeno una ventina di colpi notturni

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Con l’auto piena di refurtiva, uno di loro si stava apprestando a partire per l’Albania. E c’era il sentore che, approfittando delle festività pasquali, i complici stessero per mettere a segno altri colpi. Così come del resto avevano fatto le due noti precedenti in via Gora e Barbatole. Con il rischio, di volta in volta sempre più concreto, che quei furti in casa, compiuti spesso di notte, mentre i proprietari dormivano, potessero degenerare a causa di un qualche imprevisto in qualcosa di ben più grave. Per questo gli investigatori della Squadra mobile, forti delle prove raccolte nel corso di due mesi di indagini, hanno deciso di entrare in azione e far scattare le manette ai polsi dei membri della banda di albanesi ritenuta responsabile al momento di almeno sette furti in abitazioni di Pistoia e zone collinari e del furto di almeno quattro auto, che, tenute a disposizione in alcuni parcheggi cittadini, venivano via via utilizzate per mettere a segno i colpi.
Sottoposti a fermo di polizia giudiziaria su disposizione del pm Claudio Curreli, nel pomeriggio di giovedì sono finiti in carcere Vitor Bershimi, 24 anni, Alfred Marku, 22, e Renato Serraj, detto “Luci”, 34 anni, tutti albanesi domiciliati a Pistoia, i primi due a Pracchia e il terzo in città, in via Macallè. Fermato invece su iniziativa dei poliziotti della Mobile, diretti dal vicequestore Antonio Fusco, un quarto membro della gang, quello che stava per partire per l’Albania: Anton Magjuni, 34 anni, residente a Pracchia, in via Forravilla e Collina, ritenuto dagli investigatori il basista della banda e nella cui abitazione erano ospitati Bershimi e Marku.
Altre due persone sono state invece denunciate a piede libero per ricettazione: la convivente del Marku, originaria dell’Albania ma adesso italiana e residente a PItsoia, la cui auto è stata trovata stipata di refurtiva, e un altro albanese, anche lui residente in città.
Nel corso delle perquisizioni scattate assieme ai fermi, gli investigatori della terza sezione della Squadra mobile hanno recuperato decine di oggetti preziosi, denaro e anche attrezzature elettriche risultate rubate.
L’indagine è partita un paio di mesi fa. «Gli arresti – ha spiegato il dirigente della Squadra mobile Antonio Fusco – il frutto di un’attività investigativa che, andata avanti per un paio di mesi, ci ha consentito passo dopo passo di ricostruire i componenti di questa banda, composta da sei persone. Riteniamo che possano essere autori di almeno sette furti accertati, tutti nella zona di Pistoia e prima montagna pistoiese, ma sulla base della refurtiva sequestrata possiamo ritenere che gli eventi criminosi siano almeno una ventina».
Tutti furti eseguiti con la solita tecnica: l’asportazione del cilindretto della serratura delle porta di casa dopo averlo forato con un trapano.
«Sono stati trovati elementi probatori nei confronti di questi soggetti – ha aggiunto il questore Salvatore La Porta – ai quali siamo arrivati attraverso il controllo intelligente del territorio. Gli arrestati, infatti, sono stati notati dalle pattuglie che stavano facendo servizi di prevenzione su strada e poi messi nel mirino dalla Squadra mobile».
Il primo ad essere seguito è stato Anton Magjuni, e da lui gli investigatori sono risaliti via via agli altri cinque componenti. Alcuni indizi sembrano ricollegare la banda anche ai sei furti commessi a Lizzanello nella notte del 27 febbraio. La polizia invita comunque tutte le vittime di furti simili a presentarsi in questura con la denuncia per riconoscere la refurtiva.
Massimo Donati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web