Sicurezza
Non sa come smaltire i suoi ceppi di legno
Pezzi del peso anche di 70 chili che nessuno va a prelevare a casa sua. «Devo arrangiarmi»
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QUARRATA. «A casa mia abbiamo sempre prodotto pochissimi scarti. Paghiamo 700 euro di rifiuti all’anno e la prima volta che ho chiesto un servizio mi hanno detto di arrangiarmi». Ha atteso quasi un mese per poi sentirsi rispondere da Alia che avrebbe dovuto smaltire da solo i ceppi per i quali aveva chiesto aiuto all’azienda di igiene ambientale. A raccontare la vicenda è un residente di via Rosmini a Ferruccia di Quarrata, Giovanni Sbordone, che a metà marzo aveva chiamato la sede di Montale di Alia (ex Cis Srl), chiedendo il ritiro di cinque grossi ceppi di piante del peso di circa 70 chili l’uno dal proprio giardino. «Ho ripulito il cortile togliendo alcuni alberi — ricorda Giovanni — dopodiché, circa un mese fa, ho telefonato alla sede di Alia a Montale per chiedere il ritiro dei ceppi con le radici. Dopo una settimana senza risposte da parte dell’azienda, ho deciso di richiamare; a quel punto mi hanno detto che il camion con la gru a granchio era guasto. Così mi sono offerto di trasportarli direttamente alla sede di smaltimento, ma mi hanno detto che non potevo farlo perché non sono autorizzato». Passa un’altra settimana e Giovanni richiama Alia per capire come risolvere il problema. «Dopo altri otto giorni — prosegue — da Alia mi hanno fatto sapere che c’erano trenta persone prima di me in fila per il servizio e che avrei dovuto attendere il mio turno. Dopo qualche altro giorno, ho visto arrivare il camion col granchio; un addetto ha preso visione dei ceppi, senza ritirarli, spiegandomi che mi avrebbero fatto sapere. Alla fine, martedì scorso (11 aprile), da Alia mi hanno comunicato che non avrebbero ritirato questo materiale, suggerendomi di rivolgermi ad un vivaista».
Così, a distanza di settimane dalla prima richiesta di ritiro, i ceppi sono ancora nel cortile di via Rosmini. «Aesso — conclude Giovanni — non so cosa fare. Dovrò trovare una soluzione da solo. Ho voluto raccontare quello che secondo me è un vero e proprio disservizio nei confronti di un cittadino che ogni anno paga quanto dovuto per il servizio rifiuti» . (t.a.)
Così, a distanza di settimane dalla prima richiesta di ritiro, i ceppi sono ancora nel cortile di via Rosmini. «Aesso — conclude Giovanni — non so cosa fare. Dovrò trovare una soluzione da solo. Ho voluto raccontare quello che secondo me è un vero e proprio disservizio nei confronti di un cittadino che ogni anno paga quanto dovuto per il servizio rifiuti» . (t.a.)
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