Il Tirreno

Pistoia

Diserbante finisce nella falda idrica pozzi contaminati 

Diserbante finisce nella falda idrica pozzi contaminati 

Rimorchio con cisterna si ribalta in un fosso senz’acqua da venerdì decine di famiglie

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PISTOIA. È stato il proprietario dell’abitazione più vicina al luogo dell’incidente a dare l’allarme. Quando, nel tardo pomeriggio, si è accorto che l’acqua che usciva dai suoi rubinetti era gialla e fosforescente. Vigili del fuoco, Protezione civile, Arpat... Non c’è voluto molto per capire ciò che era avvenuto: il diserbante contenuto nella piccola cisterna trasportata nel rimorchio che si era ribaltato qualche ora prima nel fossetto che costeggia la strada aveva raggiunto la falda idrica, inquinando tutti i pozzi nel raggio di circa duecento metri, unica fonte di approvvigionamento d’acqua per una quindicina di famiglie, costrette adesso a rifornirsi con taniche e secchi dalle autobotti di Publiacqua.
Fulcro della contaminazione, via del Bollacchione, all’altezza del numero civico 42, tra la Nuova Pratese, Castello Romiti, Castello dei Mazzanti e Castello dei Baronti. È lì che nella tarda mattinata di venerdì, a causa dello scontro fra un’auto e un trattore, il carrello agganciato a quest’ultimo si è ribaltato. E i circa 150-200 litri di diserbante contenuti nella cisterna (erbicida Roundup 450 Plus della Monsanto) si sono riversati a terra. In un punto in cui la falda è relativamente superficiale, a una profondità di una ventina di metri.
Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, protezione civile comunale, Arpat ed Asl. Immediatamente, attraverso un capillare porta a porta sono stati avvisati tutti gli abitanti della zona, non molto popolata: vietato anche lavarsi con l’acqua dei pozzi. Circa 35 le famiglie i cui pozzi potrebbero essere stati inquinati, e una quindicina, come detto, quelle non allacciate all’acquedotto comunale. In un’area con un raggio di 200 metri intorno al punto dello sversamento e in una adiacente delimitata da un quadrante di raggio di 400 metri in direzione sud-est, quella, per intendersi, relativa alla pendenza della falda idrica.
Le squadre impegnate nelle analisi sono rimaste al lavoro fino all’una di notte. Dalle prime luci di ieri, sul posto erano già in funzione le autobotti di Publiacqua per rifornire i residenti e le autopompe della Palma Spurghi, per svuotare i pozzi contaminati: un’operazione che, con continui controlli da parte di Asl e Arpat, proseguirà per giorni, con nuove aspirazioni ogni volta che i pozzi torneranno a riempirsi, fino alla completa bonifica. Tutte operazioni che graveranno economicamente sull’azienda proprietaria del trattore, che probabilmente sarà anche sanzionata amministrativamente (le indagini sono state affidate alla polizia giudiziaria dei vigili urbani). Il diserbante in questione, oltre che pericoloso per la salute (anche per contatto con la pelle e gli occhi), è catalogato come altamente tossico per gli organismi acquatici.
Da domani mattina inizieranno inoltre le operazioni di scavo per eseguire un allacciamento temporaneo con la condotta (il cosiddetto “tubone”) che corre sotto via Toscana: i tecnici di Publiacqua provvederanno a stendere una tubazione a cui collegare gli impianti idrici delle abitazioni interessate dopo averli scollegati dalle pompe dei loro pozzi privati.
Massimo Donati

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