Anziani rapinati da finti operai: il processo
Pistoia, in tre sotto accusa per due colpi: la testimonianza in aula delle anziane vittime derubate in casa di soldi e gioielli
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SERRAVALLE. Si sono spacciati per operai dell’acquedotto. E una volta varcata la soglia, intontendo le loro vittime con una qualche sostanza spray, le hanno convinte a raccogliere da cassetti e armadi e a “mettere in salvo” nel frigorifero ori e denaro. A rischio a causa del gas che, dicevano, si era infiltrato nelle tubature e avrebbe corroso inevitabilmente tutti gli oggetti preziosi di casa, banconote comprese, se non rinchiusi al freddo. Due colpi, stessa tecnica. Prima a Cantagrillo, in via Montalbano, e un paio d’ore dopo a Castellina di Serravalle, dove, per fuggire con il bottino, uno di loro ha colpito in testa l’anziana padrona di casa, facendola finire a terra sanguinante.
Due episodi avvenuti il 10 luglio 2015 per i quali, giovedì 6 aprile, davanti al tribunale collegiale di Pistoia si è aperto il processo che vede alla sbarra i tre presunti autori, accusati di furto e di rapina: Paolo Maria Comelli, 36 anni, residente nel campo nomadi di via Buzzati, a Pistoia, Romeo Hadzovic, 29 anni, e Jerry Hadzovic, 25, entrambi residenti alle Fornaci. Al termine delle indagini condotte dai carabinieri, i tre sono stati rinviati a giudizio dopo i vari riconoscimenti (alcuni contraddittori) sia fotografici che, nel corso di un incidente probatorio davanti al gip, personali.
Una tecnica molto comune quella di cui sono rimasti vittime nell’estate di due anni fa i tre anziani, tutti chiamati a deporre ieri in aula.
«Eravamo in casa, stavamo desinando – ha raccontato Marcello, 75 anni, che abita con la moglie Vivetta, 74, a Castellina – Hanno suonato. C’era quell’uomo, con una giacchetta arancione. Si è presentato come addetto dell’acquedotto. Voleva sapere se avevamo l’acqua, si era rotto un tubo, diceva, e si era infiltrato dentro del gas. È entrato e mi ha fatto aprire il rubinetto della cucina. Deve aver spruzzato qualcosa, perché ho sentito un puzzo fortissimo, mi veniva da lacrimare, avevo gli occhi tutti rossi. Un odore acre, che ci faceva tossire. E siamo rimasti come imbambolati, non si capiva più nulla. Che vi pare se no che s’andava a mettere i soldi e i gioielli in frogorifero?!».
Il finto operaio ha convinto i due anziani che quel gas avrebbe corroso tutti i loro preziosi e i soldi: dovevano mettere tutto in frigorifero. Poi ha detto al signor Marcello di andare a controllare i rubinetti dietro casa. Per rimanere da solo con la moglie.
«Ci ha anche fatto staccare tutti i telefoni – ha raccontato la signora Vivetta – Per via di quella roba che mi ha spruzzato addosso ero come rincitrullita, non ero più io, non capivo più nulla. Mi stava addosso e mi ha fatto andare all’armadio per prendere la borsa con gli altri gioielli. E quando ha visto che non gliela volevo dare, l’ha afferrata e mi ha trascinato sulla porta. E mi ha dato una botta in testa. Sono caduta a terra e quando mi sono ripresa ero tutta piena di sangue».
Nel frattempo, in casa era entrato uno dei due complici («quello giovane» ha spiegato Vivetta) che ha preso la roba dal frigo ed è uscito. Entrambi sarebbero poi saliti a bordo di una Golf nera su cui, nella piazza del paese, li attendeva il terzo complice.
Così come un paio d’ore prima a Cantagrillo, dove vittima era stata una donna di 72 anni, anche lei intontita con un qualche tipo di spray .
«Sono restata senza fiato, tramortita, sono cascata a terra, non ripigliavo fiato. Un puzzo fortissimo come di gas – ha raccontato – Non mi rendevo conto di nulla».
E in questo modo la donna è stata convinta a mettere soldi e gioielli nel frigorifero, «anche quelli del mio babbo, morto da poco».
Con una ricetrasmittente l’uomo ha chiamato il complice, che ha fatto sparire tutto quello che era stato messo nel frigorifero. Poi, la fuga.
Due episodi avvenuti il 10 luglio 2015 per i quali, giovedì 6 aprile, davanti al tribunale collegiale di Pistoia si è aperto il processo che vede alla sbarra i tre presunti autori, accusati di furto e di rapina: Paolo Maria Comelli, 36 anni, residente nel campo nomadi di via Buzzati, a Pistoia, Romeo Hadzovic, 29 anni, e Jerry Hadzovic, 25, entrambi residenti alle Fornaci. Al termine delle indagini condotte dai carabinieri, i tre sono stati rinviati a giudizio dopo i vari riconoscimenti (alcuni contraddittori) sia fotografici che, nel corso di un incidente probatorio davanti al gip, personali.
Una tecnica molto comune quella di cui sono rimasti vittime nell’estate di due anni fa i tre anziani, tutti chiamati a deporre ieri in aula.
«Eravamo in casa, stavamo desinando – ha raccontato Marcello, 75 anni, che abita con la moglie Vivetta, 74, a Castellina – Hanno suonato. C’era quell’uomo, con una giacchetta arancione. Si è presentato come addetto dell’acquedotto. Voleva sapere se avevamo l’acqua, si era rotto un tubo, diceva, e si era infiltrato dentro del gas. È entrato e mi ha fatto aprire il rubinetto della cucina. Deve aver spruzzato qualcosa, perché ho sentito un puzzo fortissimo, mi veniva da lacrimare, avevo gli occhi tutti rossi. Un odore acre, che ci faceva tossire. E siamo rimasti come imbambolati, non si capiva più nulla. Che vi pare se no che s’andava a mettere i soldi e i gioielli in frogorifero?!».
Il finto operaio ha convinto i due anziani che quel gas avrebbe corroso tutti i loro preziosi e i soldi: dovevano mettere tutto in frigorifero. Poi ha detto al signor Marcello di andare a controllare i rubinetti dietro casa. Per rimanere da solo con la moglie.
«Ci ha anche fatto staccare tutti i telefoni – ha raccontato la signora Vivetta – Per via di quella roba che mi ha spruzzato addosso ero come rincitrullita, non ero più io, non capivo più nulla. Mi stava addosso e mi ha fatto andare all’armadio per prendere la borsa con gli altri gioielli. E quando ha visto che non gliela volevo dare, l’ha afferrata e mi ha trascinato sulla porta. E mi ha dato una botta in testa. Sono caduta a terra e quando mi sono ripresa ero tutta piena di sangue».
Nel frattempo, in casa era entrato uno dei due complici («quello giovane» ha spiegato Vivetta) che ha preso la roba dal frigo ed è uscito. Entrambi sarebbero poi saliti a bordo di una Golf nera su cui, nella piazza del paese, li attendeva il terzo complice.
Così come un paio d’ore prima a Cantagrillo, dove vittima era stata una donna di 72 anni, anche lei intontita con un qualche tipo di spray .
«Sono restata senza fiato, tramortita, sono cascata a terra, non ripigliavo fiato. Un puzzo fortissimo come di gas – ha raccontato – Non mi rendevo conto di nulla».
E in questo modo la donna è stata convinta a mettere soldi e gioielli nel frigorifero, «anche quelli del mio babbo, morto da poco».
Con una ricetrasmittente l’uomo ha chiamato il complice, che ha fatto sparire tutto quello che era stato messo nel frigorifero. Poi, la fuga.
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