Gioco
“Leggere la Città” apre nel nome della cultura
di Alessandra Tuci
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Sergio Givone insieme al sindaco Samuele Bertinelli sotto il loggiato di Palazzo di Giano (foto Gori)Giovedì 6 aprile al via con il filosofo Sergio Givone la quinta edizione della manifestazione. Incontri, lezioni, mostre, concerti e laboratori in venti location fino a domenica
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PISTOIA. «Cultura è comunità, nel senso che o la comunità è cultura oppure viene meno la sua ragione di essere». Con queste parole il filosofo Sergio Givone ha presentato alla stampa la quinta edizione di Leggere la Città. E sarà proprio lui, oggi, a tenere la lectio magistralis che aprirà l’edizione targata 2017.
Organizzata dal Comune di Pistoia, e con la partecipazione attiva di studenti universitari e di istituti superiori, l’evento, giunto al suo quinto anno, vede un programma particolarmente ricco di incontri, lezioni, convegni, mostre, concerti e laboratori in 20 luoghi della città fino a domenica.
«Ringrazio di cuore il professor Givone per avere accettato il nostro invito – le parole di Samuele Bertinelli – Una delle figure più autentiche che conosca, il mio maestro, colui che ha lasciato in me le tracce più profonde. Leggere la Città è per noi un campo di ricerca, un angolo di visuale privilegiato che ci aiuta, appunto, a leggere questo libro di pietra che non sempre sappiamo leggere e che è la nostra città».
Dopo il saluto del primo cittadino Samuele Bertinelli, sarà appunto Sergio Givone, filoso e docente ordinario di Estetica alla facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, ad inaugurare la rassegna alle 17 di oggi, in Sala Maggiore, con una lezione sulla verità.
«L’intellettuale è colui che ha il coraggio della verità — spiega Givone — Essa non deve essere la nostra occasione mancata, ma quell’orizzonte in continua espansione. Ritorniamo a Kant: in lui c’era l’idea che la cultura è ciò che permette alla comunità di non ripiegare su se stessa, ma di costruire un mondo sempre più ampio e più libero».
E Givone fa riferimento all’islam come esempio concreto: «Cosa ha comportato il ripiegamento dell’Islam su se stesso? La rinuncia. L’islam non è l’Isis. L’islam è sempre stata una delle forme culturali più ampie: nel momento in cui l’islam diventa una cultura chiusa in se stessa diventa Isis. E l’Isis è quanto di più anti-islamico ci sia. Com’è stata possibile questa trasformazione? Rinunciando alla cultura e al libero confronto con le altre culture. Ben venga lo scontro tra più verità: questo è dialogo, partecipazione ed apertura. Certo che il dialogo è difficile. È lo scontro tra più verità».
Sempre oggi, alle 19,30, le Sale Affrescate del palazzo comunale ospiteranno Piero Bevilacqua, che si soffermerà sulla comunità dei saperi, una rinnovata forma di circolazione delle idee in epoca di crisi della rappresentanza.
“Pistoia, racconto di una città” è invece il libro di Claudio Rosati che sarà presentato alle 21 nella Sala Maggiore del palazzo comunale: interverranno la giornalista Cristina Privitera e il docente universitario Alessandro Pagnini, mentre le conclusioni saranno a cura del sindaco Bertinelli. Il volume racconta la Capitale italiana della Cultura vista con l’occhio dell’autore: una città nascosta, forse poco conosciuta ma anche ricca di suggestione e atmosfere fuori dal tempo.
Allestita nell’atrio del Tribunale fino al 18 aprile, sarà la mostra “La cultura in Circolo”, un ritratto suggestivo della città che aiuta a recuperare la memoria, a tessere i fili e le trame di una comunità che agisce per garantire spazi di socialità, di confronto, di crescita culturale. Chiuderà la giornata di oggi, alle 21,15 nella saletta del Teatro Bolognini, il concerto di Riccardo Mori (chitarra e voce) e La cattiva Strada, con Serena Moroni al violino.
Organizzata dal Comune di Pistoia, e con la partecipazione attiva di studenti universitari e di istituti superiori, l’evento, giunto al suo quinto anno, vede un programma particolarmente ricco di incontri, lezioni, convegni, mostre, concerti e laboratori in 20 luoghi della città fino a domenica.
«Ringrazio di cuore il professor Givone per avere accettato il nostro invito – le parole di Samuele Bertinelli – Una delle figure più autentiche che conosca, il mio maestro, colui che ha lasciato in me le tracce più profonde. Leggere la Città è per noi un campo di ricerca, un angolo di visuale privilegiato che ci aiuta, appunto, a leggere questo libro di pietra che non sempre sappiamo leggere e che è la nostra città».
Dopo il saluto del primo cittadino Samuele Bertinelli, sarà appunto Sergio Givone, filoso e docente ordinario di Estetica alla facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, ad inaugurare la rassegna alle 17 di oggi, in Sala Maggiore, con una lezione sulla verità.
«L’intellettuale è colui che ha il coraggio della verità — spiega Givone — Essa non deve essere la nostra occasione mancata, ma quell’orizzonte in continua espansione. Ritorniamo a Kant: in lui c’era l’idea che la cultura è ciò che permette alla comunità di non ripiegare su se stessa, ma di costruire un mondo sempre più ampio e più libero».
E Givone fa riferimento all’islam come esempio concreto: «Cosa ha comportato il ripiegamento dell’Islam su se stesso? La rinuncia. L’islam non è l’Isis. L’islam è sempre stata una delle forme culturali più ampie: nel momento in cui l’islam diventa una cultura chiusa in se stessa diventa Isis. E l’Isis è quanto di più anti-islamico ci sia. Com’è stata possibile questa trasformazione? Rinunciando alla cultura e al libero confronto con le altre culture. Ben venga lo scontro tra più verità: questo è dialogo, partecipazione ed apertura. Certo che il dialogo è difficile. È lo scontro tra più verità».
Sempre oggi, alle 19,30, le Sale Affrescate del palazzo comunale ospiteranno Piero Bevilacqua, che si soffermerà sulla comunità dei saperi, una rinnovata forma di circolazione delle idee in epoca di crisi della rappresentanza.
“Pistoia, racconto di una città” è invece il libro di Claudio Rosati che sarà presentato alle 21 nella Sala Maggiore del palazzo comunale: interverranno la giornalista Cristina Privitera e il docente universitario Alessandro Pagnini, mentre le conclusioni saranno a cura del sindaco Bertinelli. Il volume racconta la Capitale italiana della Cultura vista con l’occhio dell’autore: una città nascosta, forse poco conosciuta ma anche ricca di suggestione e atmosfere fuori dal tempo.
Allestita nell’atrio del Tribunale fino al 18 aprile, sarà la mostra “La cultura in Circolo”, un ritratto suggestivo della città che aiuta a recuperare la memoria, a tessere i fili e le trame di una comunità che agisce per garantire spazi di socialità, di confronto, di crescita culturale. Chiuderà la giornata di oggi, alle 21,15 nella saletta del Teatro Bolognini, il concerto di Riccardo Mori (chitarra e voce) e La cattiva Strada, con Serena Moroni al violino.
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