Il Tirreno

Pistoia

Opere d’arte da vecchi macchinari  

di Alessandra Tuci
Opere d’arte da vecchi macchinari  

L’idea della Jolly Plastic realizzata dagli studenti del Petrocchi e del Pacinotti  

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PISTOIA. Trasformare un vecchio macchinario in un opera d'arte? Tutto è possibile. Basta avere passione e creatività, come solo i ragazzi possono avere. Sono gli studenti della classe quinta design industriale del liceo artistico Petrocchi di Pistoia a disegnare le proprie opere partendo da macchinari obsoleti o da porzioni di essi. Una lumaca, una piovra gigante, una danzatrice. Tutto può diventare arte. L'idea è nata dalla Jolly Plastic srl, ditta di Larciano che, con i suoi macchinari, trasforma il granulo di polietilene in film in bolla plastica. In parole povere produce pellicole in plastica per il settore food e non. Ma cosa fare di vecchi macchinari abbandonati in un magazzino? Prenderli e dare loro nuova vita. I progetti, che per adesso sono solo su carta, verranno concretizzati poi grazie ad altri studenti, quelli dell'istituto Pacinotti. «Quest'anno la nostra ditta compie cinquant'anni di attività - spiega Riccardo Ponsiani, figlio del titolare della Jolly Plastic srl - dal lontano 1967 erano tanti i macchinari non più in uso che via via sono stati sostituiti. Questi macchinari, accumulati in un grande magazzino, rappresentano la nostra identità aziendale e, anche se obsoleti, volevamo dare ad essi una nuova vita».
«Inizialmente avevamo pensato di metterli all'asta, come infatti è avvenuto per una parte di essi -continua Ponsiani- poi, però, abbiamo pensato: perché non dare loro una nuova vita e donarli alla città?»
Così Riccardo e suo padre Rossano si sono messi in contatto con la preside del liceo artistico Elisabetta Pastacaldi, che ha accolto l'idea con grande entusiasmo. I ragazzi si sono messi all'opera a dicembre: adesso i progetti su carta sono pronti. Non rimane che aspettare la loro realizzazione da parte degli studenti del Pacinotti, che terminerà forse per l'estate. La opere d'arte poi saranno accolte in qualche spazio pubblico della città Capitale italiana della cultura 2017: alcune nelle scuole, altre forse nelle biblioteche, altre ancora magari alla stazione. Alla fine del percorso ci sarà un progetto vincitore. I ragazzi interessati avranno anche l'opportunità di fare uno stage all'interno dell'azienda. «Quelli della Jolly Plastic sono venuti da noi per spiegarci le loro idee -dice Lorenzo Ciuffatelli di 5 design industriale- il tema era: dare una seconda vita a questi macchinari obsoleti. Così abbiamo buttato giù qualche disegno su carta. Niente computer. Abbiamo scelto le idee migliori e abbiamo fatto una selezione dei progetti insieme alla Jolly Plastic e al nostro professore Enrico Raiser».

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